Gli utenti iPhone possono controllare tre gruppi di impostazioni legate a tracciamento, posizione e dati diagnostici.
Sono voci utili per ridurre le informazioni condivise con app e servizi Apple, soprattutto quando il telefono accompagna ogni giornata tra casa, lavoro e spostamenti. Non significa rendere lo smartphone “invisibile”: sarebbe poco realistico. Vuol dire, più semplicemente, rivedere permessi concessi magari di fretta, durante l’installazione di un’app. Apple mette a disposizione controlli piuttosto precisi, ma non sempre facili da trovare. E alcuni restano attivi in modo predefinito.
Tracciamento delle app: dove disattivarlo e cosa cambia
La prima voce da guardare è Tracciamento app. Il percorso è Impostazioni > Privacy e sicurezza > Tracciamento. Qui si può spegnere l’opzione “Consenti alle app di richiedere il tracciamento”, così le applicazioni non potranno più chiedere il permesso di seguire l’attività dell’utente su app e siti di altre aziende. In concreto, se l’interruttore viene disattivato, le nuove app non mostreranno la richiesta e quelle già autorizzate perderanno il consenso, salvo controlli manuali caso per caso.
Apple inserisce questa funzione nell’App Tracking Transparency, pensata per dare più controllo sull’uso dell’identificatore pubblicitario del dispositivo. Nella pratica cambia soprattutto la pubblicità: meno annunci costruiti incrociando comportamenti tra servizi diversi. Gli annunci, però, non spariscono. E alcune app possono comunque raccogliere dati necessari al funzionamento o indicati nelle loro informative. Per questo conviene aprire la lista e controllare i nomi uno per uno. A volte spunta anche l’app dimenticata da mesi.
Localizzazione e servizi di sistema: i permessi da rivedere subito
Il secondo controllo riguarda la localizzazione iPhone, in Impostazioni > Privacy e sicurezza > Localizzazione. Da qui si vede quali app possono usare la posizione sempre, solo mentre l’app è in uso, una sola volta oppure mai. Per molte applicazioni non indispensabili, la scelta più prudente è evitare l’accesso continuo. E, quando non serve sapere il punto esatto, si può disattivare anche la posizione precisa: per esempio nel meteo o in alcuni servizi locali può bastare un’area approssimativa. Più in basso, nella stessa schermata, c’è Servizi di sistema, una sezione meno frequentata ma importante.

Schermata delle Impostazioni su iPhone, utile per trovare e disattivare opzioni legate alla privacy.
Dentro ci sono funzioni come Luoghi frequenti, suggerimenti basati sulla posizione, calibrazione e servizi collegati alla rete. Non va spento tutto alla cieca, perché alcune voci servono a mappe, emergenze o connessione. Ma permessi troppo ampi possono raccontare molto: quartieri frequentati, tragitti, orari. In casi simili, un tecnico di assistenza Apple di solito dà un consiglio semplice: “se non sai perché un’app deve sapere dove sei, togli il permesso e riattivalo solo se serve”.
Analisi, pubblicità personalizzata e suggerimenti Apple: le opzioni meno visibili
Il terzo gruppo è quello meno evidente: Analisi iPhone, pubblicità personalizzata Apple e alcuni suggerimenti del sistema. In Impostazioni > Privacy e sicurezza > Analisi e miglioramenti si può disattivare la condivisione di dati diagnostici e di utilizzo con Apple e con gli sviluppatori delle app. Sono dati che l’azienda usa per migliorare prodotti e stabilità dei servizi.
Non sono opzioni pensate per “spiare” l’utente, ma ridurle significa comunque limitare l’invio di informazioni tecniche dal dispositivo. Subito sotto, oppure nella sezione Pubblicità Apple a seconda della versione di iOS, si trova Annunci personalizzati. Questa voce permette ad Apple di mostrare pubblicità più vicina a interessi e attività dentro App Store, Apple News o Borsa, dove disponibili. Spegnerla non elimina gli annunci: li rende solo meno profilati.
Vale infine la pena dare un’occhiata a Siri e ricerca, dove compaiono suggerimenti Apple, risultati proattivi e consigli basati sull’uso delle app. Sono funzioni comode, certo. Ma per chi vuole più riservatezza, qualche automatismo in meno può essere una scelta sensata.