Una falla identificata come CVE-2009-0238 è stata recentemente inserita tra quelle attivamente sfruttate dai cybercriminali, segnalata dalla CISA.
Il dato più sorprendente è che non si tratta di un bug recente, ma di una vulnerabilità scoperta anni fa e mai completamente sparita dagli ambienti reali.
Il punto critico è questo: esiste ancora una versione di Excel del 2009 molto diffusa, soprattutto in contesti aziendali o su PC mai aggiornati. Ed è proprio questa versione a essere vulnerabile.
Il livello di rischio è alto: il punteggio assegnato è 8,8 su 10, uno dei più elevati nella classificazione delle vulnerabilità.
Il meccanismo è tanto semplice quanto pericoloso. L’attacco si basa su un’azione comune: aprire un file Excel.
Gli hacker inviano email di phishing con allegati apparentemente innocui. In realtà, il file è stato modificato per sfruttare la vulnerabilità. Una volta aperto, può attivare un attacco di esecuzione di codice da remoto, cioè consentire a chi attacca di prendere il controllo del computer.
Non serve nessuna operazione complessa: basta aprire il documento.
Questo tipo di attacco rientra in una categoria sempre più diffusa: sfruttare comportamenti normali degli utenti (aprire file, cliccare allegati) per infiltrarsi nei sistemi. E nel 2026 il phishing resta una delle principali cause di violazioni informatiche.
Perché il rischio è ancora reale oggi
La vera domanda è: com’è possibile che un problema così vecchio sia ancora attuale?
La risposta è nella persistenza dei sistemi legacy. Molti utenti, soprattutto in ambito aziendale, continuano a utilizzare software datato per compatibilità o costi. Questo crea una superficie d’attacco enorme.
Inoltre, le vulnerabilità di Excel non sono un caso isolato. Anche versioni più recenti continuano a essere oggetto di aggiornamenti di sicurezza, segno che il software resta un bersaglio costante.
Negli ultimi anni, le falle legate a Excel e alla suite Office si sono evolute: alcune permettono addirittura di eseguire codice malevolo senza aprire direttamente il file, ma solo visualizzandolo in anteprima.

Cosa rischia davvero chi usa Excel(www.melablog.it)
Il rischio concreto non è solo teorico. Chi utilizza una versione vulnerabile può trovarsi esposto a:
- Controllo remoto del PC
- Installazione di malware o ransomware
- Furto di dati personali o aziendali
In alcuni casi, l’attacco può trasformarsi in una compromissione completa del sistema, soprattutto se il dispositivo non è aggiornato o protetto adeguatamente.
Come proteggersi (davvero)
La soluzione non è complicata, ma spesso viene ignorata.
Aggiornare il software resta la difesa più efficace. Le patch di sicurezza rilasciate da Microsoft servono proprio a chiudere queste falle prima che vengano sfruttate su larga scala.
Altre buone pratiche includono:
- evitare di aprire allegati sospetti
- usare antivirus aggiornati
- mantenere il sistema operativo sempre aggiornato
Soprattutto, è importante capire che il rischio non arriva solo da software “nuovi” o complessi: spesso si nasconde proprio negli strumenti più usati ogni giorno.
Una vulnerabilità che dice qualcosa di più
Questa vicenda mette in luce un aspetto spesso sottovalutato: la sicurezza informatica non è solo una questione tecnologica, ma anche di abitudini.
Software vecchi, aggiornamenti rimandati, file aperti senza pensarci troppo. Sono dettagli che, messi insieme, costruiscono il terreno perfetto per gli attacchi.
E mentre le minacce diventano sempre più sofisticate, a volte basta una semplice tabella Excel per aprire la porta giusta.