Una copia sigillata di Super Mario Bros. per NES è stata venduta all’asta per 3 milioni di dollari, diventando il videogioco più costoso mai battuto. A gestire la vendita, lo scorso 12 giugno, è stata la casa d’aste americana Heritage Auctions, che ha definito l’esemplare il “Santo Graal” del collezionismo videoludico. La cifra polverizza il precedente primato di 2 milioni, fissato nel 2021 sempre da una copia dello stesso titolo.
A sorprendere è che Super Mario Bros. non sia affatto un gioco raro: ne furono vendute decine di milioni di cartucce in tutto il mondo. Il valore astronomico nasce da una combinazione di fattori che riguardano questo specifico esemplare. Appartiene alla seconda tiratura di produzione, distribuita all’inizio del 1986, ed è sigillato con un particolare adesivo lucido che Nintendo utilizzò per un periodo brevissimo, prima di passare alla pellicola termoretraibile diventata standard. Di copie sigillate con quel tipo di chiusura se ne conoscono soltanto tre al mondo.
Perché i videogiochi valgono così tanto oggi
C’è poi lo stato di conservazione, quasi miracoloso per un oggetto di quarant’anni. La cartuccia ha ottenuto una valutazione di 9.6 A++ dal sistema di grading PSA, tra i punteggi più alti mai assegnati. Il motivo di tanta perfezione è curioso: l’esemplare è rimasto chiuso dentro un bundle di console NES Control Deck mai aperto, scoperto solo pochi mesi fa. La scatola, protetta per decenni dall’imballo della console, è arrivata praticamente intatta là dove le confezioni di quell’epoca, prive della pellicola protettiva, presentano quasi sempre graffi e usura.

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Per dare la misura del fenomeno, Heritage ha paragonato il prestigio di questa cartuccia a quello che hanno Action Comics n. 1 per i fumetti, la figurina di Mickey Mantle del 1952 per lo sport e la carta Pikachu Illustrator per i giochi di carte collezionabili. Nomi che da soli raccontano un mercato in piena esplosione, dove un punteggio di grading elevato e la rarità della tiratura valgono più del gioco in sé. Lo stesso lotto comprendeva la console NES originale, ancora imballata: ma il valore è tutto nel sigillo, al punto che nel momento stesso in cui la confezione venisse aperta, quei 3 milioni svanirebbero all’istante.
Il fenomeno tocca da vicino anche l’Italia, dove negli ultimi anni il collezionismo retrogaming è cresciuto parecchio. Non servono cifre da capogiro per entrarci: vecchie cartucce, console anni ’80 e ’90 e periferiche dimenticate in cantina vengono scambiate a prezzi sempre più alti, e capita di leggere di Game Boy d’epoca valutati diverse migliaia di euro. La regola, come insegna il caso Mario, è sempre la stessa: contano le condizioni, la rarità e, per i pezzi più ambiti, il sigillo originale mai violato.