Il trucco "delle 24 ore" che salva gli auricolari bagnati (altro che riso)

Il trucco

Gli AirPods accompagnano ormai milioni di persone, ma basta una distrazione per rischiare di comprometterli seriamente.

Succede più spesso di quanto si immagini: un auricolare che scivola dalla tasca mentre si corre, la custodia lasciata vicino alla piscina oppure qualche goccia d’acqua durante un temporale improvviso. Anche se alcuni modelli Apple sono più resistenti rispetto al passato, nessun AirPods può essere considerato completamente impermeabile.
Molti utenti fanno l’errore di continuare a usarli subito dopo il contatto con l’acqua, convinti che qualche goccia no n possa creare danni. In realtà l’umidità riesce facilmente a infiltrarsi nelle componenti interne e può provocare problemi anche diverse ore dopo.
I modelli base degli AirPods, soprattutto quelli delle prime generazioni, sono i più vulnerabili. Non sono progettati per resistere a immersioni o forti schizzi e dovrebbero restare lontani da piscina, doccia e mare. Una pioggia leggera potrebbe non causare danni immediati, ma un’esposizione prolungata può diventare rischiosa.
Anche la semplice umidità accumulata durante una corsa o un allenamento può, nel tempo, influire sul corretto funzionamento degli auricolari.
Gli AirPods Pro dispongono della certificazione IPX4, che offre una protezione contro sudore e piccoli schizzi d’acqua. Questo però non significa che possano essere immersi o utilizzati tranquillamente sotto la doccia.  Il rischio resta elevato soprattutto in presenza di acqua salata, vapore o getti diretti. Anche la custodia di ricarica merita attenzione: se entra acqua nel connettore o nella batteria, il danno può diventare serio.

Cosa fare subito quando si bagnano

La prima cosa da fare è interrompere subito l’utilizzo degli auricolari. Continuare ad ascoltare musica o tentare di verificare se funzionano ancora potrebbe peggiorare la situazione. Bisogna asciugare delicatamente AirPods e custodia con un panno morbido e asciutto, preferibilmente in microfibra. Meglio evitare carta, fazzoletti ruvidi o tessuti che lasciano residui.

Uno degli errori più comuni è cercare di asciugare tutto velocemente con il phon. Il calore intenso può deformare membrane, sensori e componenti interni molto delicati. Dopo aver eliminato l’umidità esterna, gli AirPods vanno lasciati riposare in un ambiente asciutto e ventilato per diverse ore, meglio ancora per un’intera giornata.

All’inizio sembravano semplicemente cuffiette wireless pensate per sostituire i vecchi EarPods con il filo. Oggi invece gli AirPods

Il trucco del riso può aiutare?(www.melablog.it)

Molti utilizzano il classico contenitore pieno di riso per cercare di assorbire l’umidità residua. Non esistono garanzie assolute sul funzionamento di questo metodo, ma in alcuni casi può aiutare .

Gli auricolari dovrebbero restare nel recipiente per almeno 24 ore senza essere accesi. Alcuni preferiscono usare le bustine di gel di silice, considerate più efficaci nell’assorbire l’umidità.

Quando è il momento di portarli in assistenza

Dopo l’asciugatura si può provare a riaccendere gli AirPods o inserirli nella custodia di ricarica. Se non si accendono, l’audio risulta basso oppure la batteria si scarica rapidamente, significa che l’acqua potrebbe aver raggiunto componenti importanti.

Molti danni non si manifestano subito. Gli auricolari possono sembrare perfettamente funzionanti per qualche giorno e iniziare poi ad avere problemi improvvisi di connessione, microfono o autonomia. In questi casi non resta che rivolgersi all’assistenza Apple o a un centro specializzato, valutando se convenga ripararli oppure sostituirli completamente.

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