Non per moda, ma per comodità: quel formato pieghevole gli permette di gestire posta, notizie e documenti senza doversi portare dietro anche un tablet. Una scelta raccontata dallo stesso Gates in più occasioni pubbliche, tra Clubhouse, Reddit e interviste con Sam Altman. E che dice molto più di una preferenza personale: in quel telefono c’è il rimpianto di Microsoft per il treno perso degli smartphone, ma anche la rivincita di un mondo che oggi passa da Android, Samsung e dalle app di Redmond.
Android al posto di iPhone: la scelta controcorrente negli Stati Uniti
Negli Stati Uniti, dove iPhone e iOS restano il punto di riferimento per milioni di utenti, la scelta di Bill Gates va controcorrente. E non è un particolare da poco, visto che parliamo dell’uomo che ha legato il suo nome a Windows, il sistema operativo che ha dominato per decenni i computer personali. Eppure, quando gli hanno chiesto quale telefono usasse, Gates non ha citato Apple: “Uso un Android”, aveva detto già nel 2021 durante una conversazione su Clubhouse.
Il motivo, per come l’ha spiegato lui, è molto concreto. Gates preferisce Android perché gli consente di avere “tutto sotto controllo” e perché alcuni produttori integrano meglio il software Microsoft nei loro dispositivi. Detto più semplicemente: meno immagine, più lavoro. Il cofondatore di Microsoft ha ammesso di provare anche gli iPhone, ma il telefono che porta davvero con sé, quello della vita di tutti i giorni, resta un Android. Una scelta pratica, quasi da scrivania, più che da passerella tecnologica.
Perché il Galaxy Z Fold ha sostituito tablet e secondo schermo
Il modello citato da Gates negli ultimi anni è il Samsung Galaxy Z Fold, il pieghevole “a libro” della casa coreana. In un Ask Me Anything su Reddit del 2022, il fondatore di Microsoft aveva raccontato di usare un Galaxy Z Fold 3. Il motivo era semplice: lo schermo grande gli bastava per ridurre il numero di dispositivi da portare con sé. Telefono, portatile e poco altro. Il tablet, a quel punto, non serve più.
L’anno dopo, sempre su Reddit, Gates ha chiarito ancora meglio la sua scelta: grazie alle dimensioni dello schermo del Galaxy Z Fold, non usa una tavoletta separata, ma solo “il telefono e il laptop”, ovviamente un computer con Windows. Durante una visita in Corea del Sud, poi, l’allora vertice di Samsung, Lee Jae-yong, gli avrebbe regalato un Galaxy Z Fold4, aggiornando così il dispositivo in tasca al filantropo americano. Non ci sono conferme pubbliche più recenti sul modello esatto che usa oggi. Ma il formato resta quello: uno schermo ampio, richiudibile, buono per email, documenti e lettura.
Il peso dell’ecosistema Microsoft: Outlook, Edge e app preinstallate
La preferenza di Gates per Android non dipende solo dal telefono in sé. Conta molto anche l’ecosistema Microsoft che Samsung porta sui suoi modelli di fascia alta. Sui Galaxy, in particolare, app come Outlook, OneDrive, Office e altri servizi Microsoft sono spesso già presenti o comunque ben integrate nell’interfaccia One UI. Per chi ha costruito una vita professionale tra posta elettronica e documenti, è un vantaggio concreto.
In una conversazione con Sam Altman, amministratore delegato di OpenAI, Gates gli ha chiesto quali app usasse di più. Altman ha risposto Slack. Gates, sorridendo della propria abitudine un po’ “vecchia scuola”, ha indicato soprattutto Outlook e un browser per leggere le notizie, probabilmente Microsoft Edge, anche se non lo ha confermato in modo esplicito. È un dettaglio che racconta molto: mentre il settore corre verso intelligenza artificiale, assistenti vocali e nuove interfacce, l’ex numero uno di Microsoft parte ancora dalle cose essenziali. Posta, web, documenti. Il resto viene dopo.
Dal rimpianto Windows Phone alla collaborazione con Samsung
Dietro il telefono di Bill Gates c’è anche una ferita industriale mai del tutto rimarginata: il mancato successo di Windows Phone. Microsoft ha smesso di vendere i propri smartphone nel 2017, dopo anni passati a inseguire un mercato ormai diviso tra Android e iOS. Gates, che già nel 2000 aveva lasciato la guida operativa dell’azienda, avrebbe poi riconosciuto che uno dei più grandi errori di Microsoft fu lasciare a Google lo spazio per costruire Android senza una risposta efficace da Redmond.
Anche Satya Nadella, oggi amministratore delegato di Microsoft, ha ammesso in passato che l’uscita dal mercato mobile è stata una delle decisioni più pesanti nella storia recente del gruppo. Ora, però, la linea è cambiata: non avere un sistema operativo mobile dominante non significa essere fuori dagli smartphone. Microsoft è entrata nei telefoni attraverso le app, il cloud, l’intelligenza artificiale e accordi come quello con Samsung. Così il paradosso si chiude: il cofondatore di Microsoft usa Android, ma dentro il suo pieghevole gira ancora molto software di Redmond. Un compromesso, certo. Ma anche una piccola rivincita.