Digitale Terrestre, il regalo è servito già stasera: dici addio ai servizi a pagamento con questa novità

Il digitale terrestre continua a rimescolare le carte, e ogni riassetto porta con sé la stessa domanda sommessa: conviene ancora pagare un abbonamento per guardare quello che si vuole? Questa volta la risposta arriva dritta dal telecomando, già da questa sera.
Il digitale terrestre continua a rimescolare le carte, e ogni riassetto porta con sé la stessa domanda sommessa: conviene ancora pagare un abbonamento per guardare quello che si vuole? Questa volta la risposta arriva dritta dal telecomando, già da questa sera.
Digitale Terrestre, il regalo è servito già stasera: dici addio ai servizi a pagamento con questa novità

Il 29 giugno 2026 è scattata la nuova numerazione completa del digitale terrestre italiano, un intervento che ha toccato quasi tutte le fasce di canali, dai generalisti storici fino alle radio trasmesse in simulcast video. Chi non ha ancora rilanciato la ricerca automatica rischia di trovarsi davanti a loghi vuoti o numeri occupati da emittenti diverse da quelle ricordate.

Nella fascia 1-99 non cambia nulla per i canali principali: Rai 1, Rai 2, Rai 3 TGR Regione, Rete 4, Canale 5, Italia 1, La7, TV8 e Nove restano dove sono sempre stati. È più a valle che la mappa si complica, tra il 101 e il 199, dove si accumulano le versioni HD e una selva di emittenti minori a vocazione commerciale o regionale — Italia 121, Canale 137, Telecampione — che quasi nessuno cerca ma che comunque occupano posizione. In mezzo restano alcune sovrapposizioni segnalate come conflitto LCN, tra Rai 4 e Rai 4 HD o tra Rai Premium e la sua versione ad alta definizione: capita di trovare lo stesso nome due volte, senza una spiegazione a schermo.

Digitale Terrestre, arrivano novità per i servizi

Il dettaglio meno raccontato riguarda la fascia 801-999, riservata alle testate regionali del TG3: ogni edizione ha una voce propria, dalla Valle d’Aosta alla Sicilia, comprese le varianti linguistiche per le zone di confine — lo sloveno per il Friuli Venezia Giulia, il tedesco per l’Alto Adige. Un dettaglio che non sposta di una virgola l’offerta di intrattenimento serale, ma che fotografa quanto sia frammentata (e capillare) l’architettura del digitale terrestre italiano.

Digitale Terrestre, arrivano novità per i servizi -Melablog.it

Sul fronte dei contenuti che davvero interessano chi vuole risparmiare, il digitale terrestre offre da tempo un varco verso alcuni prodotti Sky senza bisogno di abbonamento: TV8, al canale 8, trasmette le repliche di show come X Factor, MasterChef, Pechino Express e 4 Ristoranti; Cielo, al 26, propone film, serie e appuntamenti sportivi come rugby e tennis; Sky TG24, al 50, copre l’informazione. A questi si aggiungono gli eventi in chiaro di Formula 1, MotoGP e qualche partita di calcio a stagione.

Qui il quadro si fa meno lineare di come viene raccontato. Sky, negli ultimi anni, ha smesso di offrire un abbonamento dedicato pensato per il digitale terrestre: chi vuole l’offerta completa deve passare da Sky Stream, quindi da una connessione internet. Il paradosso è che il digitale terrestre si allarga proprio mentre la strada per portarci sopra l’intera offerta Sky si restringe — più contenuti gratuiti selezionati, meno margine per chi cercava una via di mezzo tra gratis e abbonamento pieno.

Per chi vuole verificare stasera stessa cosa è cambiato, il percorso resta identico da anni: menu del televisore o del decoder, voce Canali, ricerca automatica. Sui dispositivi più recenti l’operazione richiede pochi minuti e riscrive da sola l’intera mappa, senza bisogno di intervenire canale per canale. Su quelli più datati, però, il rischio è diverso: non tutti i sintonizzatori più vecchi digeriscono senza intoppi una riorganizzazione di questa portata, e qualche schermata nera in più, nelle prossime settimane, non stupirebbe nessuno.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×