Faraday Bag: cosa sono e perché vengono usate nelle riunioni segrete dello Stato

Faraday Bag: cosa sono e perché vengono usate nelle riunioni segrete dello Stato

Nelle immagini ufficiali diffuse dopo una riunione del Consiglio Supremo di Difesa c’è un dettaglio che non passa inosservato.

Non è un gesto casuale né una semplice accortezza organizzativa. Quelle custodie sono le cosiddette Faraday bag, strumenti progettati per isolare completamente i dispositivi da qualsiasi comunicazione esterna.

Si tratta, in sostanza, di involucri schermanti costruiti con una trama di materiali conduttivi – spesso fibre metalliche come rame, nichel o argento – capaci di bloccare i segnali radio ed elettromagnetici. Una volta inserito all’interno, lo smartphone diventa irraggiungibile: niente rete cellulare, niente Wi-Fi, niente Bluetooth e nemmeno GPS. È come se, pur restando acceso, sparisse dalla rete.

Questo tipo di protezione è sempre più utilizzato in contesti istituzionali e militari, dove la riservatezza non è un’opzione ma una necessità. Il motivo è semplice: gli smartphone moderni sono strumenti potentissimi, ma anche potenziali punti deboli. Integrano microfoni, telecamere, sensori e connessioni multiple che, in caso di compromissione, potrebbero teoricamente essere sfruttati per intercettare conversazioni o raccogliere dati sensibili.

Perché spegnere il telefono non basta

Spegnere il telefono, in questi scenari, non è considerato sufficiente. I dispositivi contemporanei sono sistemi complessi, con componenti che possono rimanere attivi anche quando sembrano inattivi. Per questo si preferisce intervenire in modo più radicale: interrompere fisicamente ogni possibilità di comunicazione.

Alla base di queste custodie c’è un principio noto da oltre un secolo, la cosiddetta gabbia di Faraday, dal nome dello scienziato Michael Faraday. Il concetto è semplice ma estremamente efficace: un involucro conduttivo redistribuisce le cariche elettriche sulla propria superficie, impedendo ai campi elettromagnetici di penetrare al suo interno. Il risultato è un isolamento totale dalle onde radio, quelle stesse onde su cui si basano le comunicazioni wireless.

Il tema della sicurezza legata agli smartphone è diventato di dominio pubblico soprattutto dopo le rivelazioni di Edward Snowden

Dalle rivelazioni di Snowden all’uso quotidiano (www.melablog.it)

Il tema della sicurezza legata agli smartphone è diventato di dominio pubblico soprattutto dopo le rivelazioni di Edward Snowden, ex consulente della National Security Agency. In quel contesto emerse chiaramente quanto i dispositivi personali potessero rappresentare un rischio, al punto che venivano adottate soluzioni anche improvvisate – come contenitori metallici – per schermarli durante conversazioni sensibili.

Oggi le Faraday bag sono versioni evolute e progettate con precisione. Utilizzano più strati di materiali tecnici e sono testate per coprire un ampio spettro di frequenze, dalle reti mobili alle tecnologie più recenti. Un aspetto cruciale è la qualità della costruzione: anche una piccola apertura può compromettere l’efficacia della schermatura, lasciando filtrare segnali.

Non solo istituzioni: dove vengono usate oggi

L’utilizzo non si limita però alle istituzioni. Le forze dell’ordine le impiegano nelle indagini per evitare che un dispositivo sequestrato venga cancellato o manipolato da remoto. Anche nel quotidiano stanno trovando spazio: ad esempio per proteggere le chiavi elettroniche delle auto, sempre più esposte a tentativi di clonazione del segnale.

È un oggetto semplice, almeno all’apparenza, ma racconta molto del presente. In un mondo in cui tutto è connesso, la vera sicurezza passa anche dalla capacità di disconnettere. E quelle piccole custodie scure, viste sui tavoli dove si decidono questioni delicate, sono il segno più concreto di questa necessità.

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