Eliminale all'istante: queste 5 app tracciano ogni tua mossa

Eliminale all'istante: queste 5 app tracciano ogni tua mossa

Chi usa smartphone Android e iPhone farebbe bene a dare un’occhiata oggi, 8 luglio 2026, alle app installate.

Alcune tra le più comuni raccolgono posizione, abitudini e dati personali anche quando non sembra esserci un vero motivo. Il rischio riguarda soprattutto le app gratuite, o quelle poco chiare su ciò che fanno con i dati. Giochi, mappe, fitness, social: strumenti usati ogni giorno possono chiedere permessi larghi e condividere informazioni con società pubblicitarie o, nei casi peggiori, con soggetti non autorizzati. Come ricostruito da testate come Wired, Reader’s Digest ed Entrepreneur, il problema spesso non è l’app in sé, ma ciò che pretende di sapere e conservare.

Eliminale all’istante: le cinque categorie di app che raccolgono più dati di quanto immagini

In cima alla lista delle app da eliminare subito ci sono le vecchie applicazioni torcia. Oggi ogni telefono ha già una torcia integrata: scaricare un’app esterna per accendere il flash non serve quasi mai. Harold Li, vicepresidente di ExpressVPN, ha spiegato a Reader’s Digest che molte torce gratuite chiedono permessi senza senso, come l’accesso a microfono, contatti e dati personali. Poi ci sono alcuni giochi popolari, finiti negli anni sotto accusa per la quantità di informazioni raccolte: il caso di Angry Birds era stato citato nelle rivelazioni legate a Edward Snowden, anche se gli sviluppatori hanno poi detto di aver corretto le falle note.

Occhio anche alle app fitness e salute, che registrano percorsi, sonno, allenamenti e routine quotidiane. Seguono social network e app di messaggistica, da Instagram a Facebook fino a WhatsApp, dove foto, tag e condivisioni possono dire molto su dove ci si trova. Infine ci sono le app di navigazione, come Google Maps o Apple Maps: utilissime, certo, ma spesso legate a una cronologia dettagliata degli spostamenti.

Uomo al tavolo controlla sullo smartphone le impostazioni di privacy con interruttori, con chiavi, portafoglio e tazza di

Controllare permessi e geolocalizzazione sullo smartphone è un passo chiave per limitare le app che tracciano i movimenti.

Permessi, geolocalizzazione e cronologia: ecco dove si nasconde il tracciamento

Il punto critico sono i permessi concessi senza pensarci. Succede durante l’installazione: si tocca “consenti” e si va avanti, pur di usare subito l’app. Ma una torcia che chiede l’accesso ai contatti è un campanello d’allarme. Lo stesso vale per un gioco che vuole conoscere la posizione precisa, o per un’app fitness di uno sviluppatore sconosciuto che conserva dati su casa, lavoro, orari e percorsi abituali.

“Da queste informazioni si capisce quando una persona non è in casa”, hanno osservato più esperti di sicurezza digitale. Le app di navigazione mostrano bene quanto il tracciamento possa essere profondo: se al mattino il telefono suggerisce da solo la strada per l’ufficio, vuol dire che la cronologia degli spostamenti è stata registrata e letta. Non sempre è qualcosa di illecito. Ma spesso è molto più esteso di quanto l’utente immagini.

Cosa cancellare subito e quali impostazioni cambiare per limitare i rischi

La prima cosa da fare è togliere le app inutili: torce esterne, giochi dimenticati, strumenti fitness poco noti e applicazioni installate anni fa “solo per provarle”. Per quelle che servono davvero, meglio entrare nelle impostazioni di privacy e sicurezza e limitare la geolocalizzazione a “solo mentre usi l’app”, disattivando l’accesso continuo in background.

Su Android e iOS si può controllare anche quali app accedono a microfono, fotocamera, contatti, foto e posizione: se un permesso non ha una ragione chiara, va revocato. Sui social conviene disattivare il salvataggio automatico del luogo nelle foto e fare attenzione ai post pubblicati durante viaggi o assenze da casa. Per le mappe, invece, si può cancellare o sospendere la cronologia delle posizioni. Non serve rinunciare a tutto. Serve sapere chi sta guardando.

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