Con questo trucco veloce puoi nascondere le App dal tuo smartphone, saranno invisibili

Con questo trucco veloce puoi nascondere le App dal tuo smartphone, saranno invisibili

Il 7 luglio 2026, chi usa uno smartphone Android e vuole tenere al riparo alcune informazioni personali senza cancellare nulla può nascondere le app installate dalla schermata Home e dal cassetto applicazioni. È una possibilità presente su molti telefoni, ma cambia parecchio tra Google, Samsung e Xiaomi, a seconda della versione di Android, del launcher e delle scelte del produttore.

Nascondere una app su Android significa renderla meno visibile, non eliminarla dal telefono. L’app resta installata, continua a occupare memoria e, in alcuni casi, può lavorare ancora in background. Semplicemente non appare più nei posti in cui la si cercherebbe subito: tra le icone della schermata principale o nel cassetto delle applicazioni. È una distinzione importante, per esempio, se si vuole tenere più riservata un’app bancaria, una chat o uno strumento di lavoro senza perdere dati, accessi e impostazioni.

La funzione, però, non è uguale per tutti. Su alcuni telefoni si passa dalle impostazioni della schermata Home, su altri da un’area dedicata alla privacy. Il punto è chiaro: non è una cancellazione e non va scambiata per una protezione assoluta. Serve soprattutto a evitare sguardi o accessi casuali. In parole povere: l’icona sparisce, ma Android sa ancora che quell’app è installata.

Come nascondere le App

La novità più importante introdotta da Google con Android 15 è lo Spazio privato, una zona separata del telefono pensata per isolare alcune applicazioni dal profilo principale. Qui non si parla solo di togliere un’icona dalla vista. Le app inserite nello Spazio privato vengono installate come nuove istanze, con dati separati dal resto del dispositivo. Di fatto, è una piccola area riservata dentro lo smartphone, accessibile con un blocco dedicato.

Mano che usa uno smartphone con icone app e un riquadro con lucchetto su scrivania con laptop e taccuino sfocati

Come nascondere le App-Melablog.it

Per attivarla, sui dispositivi compatibili, bisogna aprire Impostazioni, entrare in Sicurezza e privacy, poi in Spazio privato e confermare l’identità con il blocco schermo già impostato. A quel punto si tocca Configura, poi Ok, e si sceglie se usare lo stesso blocco del telefono oppure crearne uno diverso, come PIN, password o impronta digitale. Solo alla fine, seguendo le indicazioni sullo schermo, lo spazio viene creato. Da lì potrà essere bloccato o sbloccato dalla schermata Home o dall’elenco Tutte le app.

Non tutti, però, possono usarlo. Servono Android 15 o versioni successive, un dispositivo compatibile e un telefono non gestito da un’azienda o da un account supervisionato. La funzione è disponibile solo per l’utente principale, non per ospiti o profili secondari. Google consiglia anche di usare un Account Google dedicato allo Spazio privato, così notifiche, file e sincronizzazioni restano più facilmente separati. Se lo spazio viene eliminato, le app e i dati locali vengono cancellati; quello che era sincronizzato online può essere recuperato solo accedendo di nuovo ai servizi collegati.

Samsung e Xiaomi: dove si nascondono le icone

Sui telefoni Samsung, il percorso più semplice passa dalle impostazioni della schermata Home. Dalla schermata delle app si tocca il pulsante con i tre puntini in alto a destra, poi si entra in Impostazioni schermata Home e quindi in Nascondi app. A quel punto si selezionano le applicazioni da rendere meno visibili e si conferma con Applica e Fatto. Se si cambia idea, basta tornare nello stesso menu e togliere le app dall’elenco di quelle nascoste.

Anche Xiaomi offre una funzione simile, integrata nell’app Sicurezza sui modelli più recenti, compresi quelli indicati nelle pagine di supporto del produttore. Dopo aver aperto l’app, si scorre verso il basso fino alla voce Nascondi app e si attiva o disattiva l’interruttore accanto ai nomi presenti nell’elenco. Le app selezionate non compaiono più nella schermata iniziale né nel cassetto. Per visualizzarle, sui dispositivi compatibili, bisogna fare un gesto preciso: allargare due dita sulla schermata Home, come per fare zoom.

La differenza rispetto allo Spazio privato di Google è netta. Su Samsung e Xiaomi, nella maggior parte dei casi, si agisce soprattutto sulla visibilità dell’icona. Con Android 15, invece, Google punta su un’area separata, con dati isolati. Sono soluzioni diverse: un po’ di ordine, più discrezione o una separazione più marcata tra uso personale e uso riservato del telefono.

Privacy, notifiche e dati: cosa può restare in vista

Nascondere le icone delle app non significa cancellare ogni traccia della loro presenza. Google, nelle pagine di assistenza, spiega che quando lo Spazio privato è bloccato le app vengono nascoste da Avvio app, schermate recenti, menu di condivisione, selettore di foto, impostazioni delle autorizzazioni e dashboard della privacy. Questo però non le rende invisibili in senso tecnico. Strumenti come ADB, collegamenti a un computer, registri di sistema o alcune app con permessi specifici possono ancora mostrare tracce dell’ambiente privato.

Attenzione anche alle notifiche. Se un’app nascosta continua a mostrare avvisi nella schermata di blocco, la riservatezza si riduce subito. Conviene quindi controllare notifiche, backup, sincronizzazione cloud e accessi da altri dispositivi collegati allo stesso account. Una chat nascosta sul telefono, per esempio, potrebbe essere ancora aperta da un tablet o da un computer già autorizzato.

La regola è semplice: queste funzioni aiutano ad aumentare la privacy su Android, ma non sostituiscono password solide, blocco schermo e autenticazione a due fattori. Prima di seguire una procedura, è meglio verificare il modello esatto dello smartphone e la versione del sistema operativo. Con gli aggiornamenti, i menu possono cambiare. E a volte la stessa voce si trova in punti diversi anche su due telefoni Android usciti nello stesso anno.

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