Dal 1° gennaio 2026 lo SPID di Poste Italiane è diventato a pagamento, con un canone che va da 0 a 6 euro ogni dodici mesi a partire dal secondo anno di attivazione — una novità che riguarda oltre 30 milioni di italiani che avevano scelto questo provider. Canoni simili sono stati introdotti anche da altri gestori come InfoCert, Aruba e TeamSystem, spingendo molti utenti a cercare un’alternativa gratuita per continuare ad accedere ai servizi della Pubblica Amministrazione.
Quell’alternativa esiste già e si chiama CieID, l’app collegata alla Carta d’Identità Elettronica. Per attivarla basta scaricarla gratuitamente da Play Store o App Store e scegliere tra due percorsi: la lettura della carta fisica tramite chip NFC, che richiede il PIN a 8 cifre consegnato in due parti (le prime quattro al momento della richiesta in Comune, le altre quattro insieme alla carta spedita a casa), oppure l’attivazione delle credenziali di primo e secondo livello sul sito del Ministero dell’Interno, che permette di accedere semplicemente con username, password e codice OTP via SMS, senza bisogno del lettore NFC.
La novità con l’App CieID
L’app consente di autenticarsi su migliaia di piattaforme pubbliche e private che espongono il pulsante “Entra con CIE”, esattamente come già accade con SPID. Tra i servizi concretamente raggiungibili figurano le prenotazioni di visite mediche, la consultazione del fascicolo sanitario elettronico, le dichiarazioni fiscali, le richieste di bonus, l’iscrizione a concorsi pubblici e l’accesso ai portali INPS, Agenzia delle Entrate e ai siti dei Comuni, oltre che all’IT Wallet.

La novità con l’App CieID-Melablog.it
Sul fronte della sicurezza, il sistema si basa su crittografia e identificazione a due fattori, con tre livelli di accesso crescenti: dal più semplice, con username, password e OTP via SMS, fino al livello massimo che richiede l’uso fisico della carta appoggiata al retro di uno smartphone dotato di NFC. Per usare CieID è indispensabile possedere la Carta d’Identità Elettronica: quella cartacea non è compatibile, e dal 3 agosto 2026 non sarà più valida nemmeno come documento di riconoscimento.
Chi dimentica il PIN a 8 cifre può recuperarlo tramite il codice PUK; in mancanza di entrambi resta necessario recarsi al proprio Comune di residenza, anche se chi ha associato email o numero di cellulare alla propria identità digitale può sfruttare una procedura di recupero PUK senza doversi presentare fisicamente allo sportello.