Coronavirus: impatto su Apple e sulla produzione di iPhone 9

Il focolaio epidemico di Coronavirus sta creando problemi anche ad Apple. Non soltanto la produzione dei nuovi iPhone è stata rimandata sine die, ma pure gli Apple Store restano chiusi.
Coronavirus: impatto su Apple e sulla produzione di iPhone 9
Il focolaio epidemico di Coronavirus sta creando problemi anche ad Apple. Non soltanto la produzione dei nuovi iPhone è stata rimandata sine die, ma pure gli Apple Store restano chiusi.

Aggiornamento del 20 febbraio 2020
Aggiornamento: Una decina di Apple Store sparsi tra Chengdu, Dalian, Guangzhou, Quingdao e Shanghai hanno riaperto in Cina. Lentamente si torna alla normalità.

Secondo l’affidabile quotidiano economico giapponese Nikkei, Apple rischia di non riuscire a lanciare neppure iPhone 9, il successore low-cost di iPhone SE che avrebbe dovuto debuttare a marzo. Le fabbriche funzionano ancora al 30-50% della capacità massima, e ci sono ancora molte questioni di logistica e manodopera da risolvere, soprattutto a causa delle quarantene imposte per legge. La produzione di massa non è partita a febbraio come previsto, e un lancio secondo i piani diventa “molto impegnativo.” In teoria, Apple doveva presentare iPhone 9 il 31 marzo, e renderlo disponibile nei negozi il 3 aprile; in pratica, col Coronavirus che rallenta tutto, non esistono più certezze. Attualmente, il COVID-19 ha contagiato 73.000 persone in tutto il mondo e causato oltre 1.870 morti.

MWC di Barcellona Annullato

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Il Mobile World Congress, uno dei più importanti eventi mondiali dedicato alla telefonia mobile che si tiene a Barcellona, è stato annullato. Apple non partecipa mai, di solito, ma la notizia è comunque scioccante e lascia comprendere meglio l’apprensione causata dal Coronavirus. Intel, LG, Nokia, Vodafone, ZTE, Nvidia, Sony, Amazon, Cisco, Ericsson e molte altre importanti società hanno cancellato gli interventi e ritirato le adesioni, tanto da costringere gli organizzatori a rinunciare del tutto. La situazione peggiora di giorno in giorno, e nel mentre siamo arrivati a 1.113 morti in Cina, e oltre 44.000 persone contagiate.

I Guai di Apple

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In teoria, gli impianti Foxconn di Shenzhen dovevano riaprire il 2 febbraio, in concomitanza con la fine del Capodanno Lunare e in tempo per avviare la produzione di iPhone 9. In pratica, a causa delle procedure di prevenzione della diffusione del Coronavirus, le fabbriche restano ancora chiuse, così come gli Apple Store del paese.

Produzione in India?

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Le autorità sanitarie del distretto Longhua di Shenzhen stanno ancora ultimando le ultime ispezioni degli impianti Foxconn, e stanno passando al vaglio l’efficacia delle misure di contenimento della diffusione del Coronavirus proposte dalla società; iniziative che includono controlli a tappeto della temperatura corporea, obbligo della mascherina sul volto e un più igienico sistema di refezione aziendale.

E sebbene in teoria non si parli di un blocco totale degli impianti (come erroneamente riportato all’inizio dai giornali), di sicuro si stanno verificando ritardi importanti in catena di montaggio. Tali da mettere in forse il lancio di iPhone 9, in programma per marzo. E la prova sta nel fatto che Foxconn ha di recente tagliato le previsioni di fatturato per il 2020, proprio a causa del virus, con una produzione di massa che arranca al 40-60% del pieno potenziale.

Non sorprende dunque che, in questo caotico scenario, la società stia prendendo in considerazione l’idea di spostare la produzione in India; un’operazione pantagruelica che porterà parecchio scompiglio per azionisti, clienti e lavoratori.

Apple Store Chiusi

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Nel frattempo gli uffici Apple, i contact center e gli Apple Store cinesi, chiusi a causa del Coronavirus nelle scorse settimane, continueranno a restare chiusi.

In una recente mail Deirdre O’Brien, responsabile globale delle risorse umane della mela, ha spiegato infatti che in questi giorni si stanno mettendo in piedi nuovi protocolli sanitari, inedite restrizioni nelle aree pubbliche locali, e speciali politiche di disinfezione che porteranno al rinvio della data di riapertura inizialmente prevista per il 9 febbraio.

La situazione -pare di capire- è in via di normalizzazione, ma per il momento nulla è dato sapere, e l’incertezza è grande.

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