Come trasformare le lampade di casa in strumenti intelligenti

Costruire una casa connessa senza sostituire ogni singola lampadina è da sempre uno dei desideri di chi si avvicina alla domotica. Tre nuovi accessori promettono di colmare proprio questa lacuna.
Costruire una casa connessa senza sostituire ogni singola lampadina è da sempre uno dei desideri di chi si avvicina alla domotica. Tre nuovi accessori promettono di colmare proprio questa lacuna.
Come trasformare le lampade di casa in strumenti intelligenti

Costruire un’illuminazione intelligente in casa ha sempre comportato una scelta poco comoda: sostituire le lampadine tradizionali con modelli smart, una a una, con una spesa che cresce in fretta quando i punti luce sono molti. Philips Hue prova ora a cambiare questo schema con una serie di nuovi accessori pensati per portare nel proprio ecosistema anche le lampade “stupide”, cioè quelle prive di qualsiasi connettività.

La novità è rappresentata da tre moduli da incasso, da installare dietro l’interruttore o il punto luce, che consentono di controllare i lampadari e le plafoniere tradizionali attraverso il sistema Hue. I nomi anticipano la funzione: un modulo On/Off permette di accendere e spegnere una o due luci a soffitto, mentre una versione con dimmer aggiunge la regolazione dell’intensità anche alle lampade classiche, che di norma non la prevedono. In questo modo l’illuminazione esistente entra nell’app Hue senza bisogno di cambiare le lampadine.

Come trasformare le lampade in casa

Il punto di forza di questo approccio è duplice. Da un lato c’è il risparmio: invece di acquistare decine di lampadine smart, si interviene sul comando, con una spesa potenzialmente inferiore quando i punti luce sono numerosi o quando si tratta di lampadari con molte lampadine. Dall’altro c’è la compatibilità con apparecchi che, per forma o tipo di attacco, difficilmente troverebbero un equivalente intelligente sul mercato.

Come trasformare le lampade in casa-melablog.it

C’è poi un aspetto che risolve uno dei fastidi storici di chi usa luci connesse. Con le lampadine smart tradizionali, se qualcuno spegne la luce dall’interruttore a muro la lampadina resta senza corrente e diventa irraggiungibile dall’app, costringendo a non toccare più l’interruttore fisico. I moduli di Hue, integrandosi a monte, mantengono invece funzionante anche il comando manuale: la luce si può gestire sia dall’app sia dall’interruttore di sempre, un dettaglio non banale per le famiglie in cui non tutti usano lo smartphone per accendere le lampade.

Restano alcune domande aperte, tipiche dei prodotti annunciati ma non ancora pienamente disponibili. Una riguarda il modo in cui i moduli compariranno nell’app: se come semplici luci singole, sulla falsariga di quanto avviene con gli accessori di terze parti, oppure con la possibilità di comandare anche altre lampade Hue. Un’altra riguarda i tempi e i prezzi di commercializzazione, che al momento non sono del tutto definiti.

Per chi in Italia possiede già un bridge Hue e qualche lampadina connessa, l’arrivo di questi moduli amplia in modo concreto le possibilità di estendere l’automazione al resto della casa, includendo plafoniere d’ingresso, lampadari del soggiorno e luci di servizio finora rimaste escluse. L’installazione dietro l’interruttore, va ricordato, comporta un intervento sull’impianto elettrico e, nei casi di dubbio, è preferibile rivolgersi a un elettricista. Più che una rivoluzione, si tratta di un tassello che colma una lacuna sentita da tempo, rendendo l’ecosistema Hue meno legato all’obbligo di cambiare ogni singola lampadina.

Ti consigliamo anche

Link copiato negli appunti
Change privacy settings
×