Attenzione, ora su Android verrà visualizzata anche la motivazione della chiamata

Google lavora a "Expressive Calling": chi chiama sceglie un'etichetta che compare sul telefono di chi riceve. Le chiamate urgenti potranno scavalcare il "Non disturbare".
Google lavora a "Expressive Calling": chi chiama sceglie un'etichetta che compare sul telefono di chi riceve. Le chiamate urgenti potranno scavalcare il "Non disturbare".
Attenzione, ora su Android verrà visualizzata anche la motivazione della chiamata

Su Android chi chiama potrà presto indicare il motivo della telefonata, e quel motivo comparirà sullo schermo di chi la riceve già mentre il telefono squilla. La funzione si chiama “Expressive Calling” ed è stata individuata in una versione beta dell’app Telefono di Google, secondo quanto riportato dalla testata specializzata 9to5Google (2025). Una data di uscita ufficiale non c’è.

Il meccanismo è lineare. Prima di avviare la chiamata, chi telefona seleziona un’etichetta; questa viene trasmessa all’apparecchio del destinatario e mostrata all’arrivo della chiamata. Nella versione attuale dell’app le categorie previste sono tre: “Catch up”, “News to share” e “Quick question” — rispettivamente una chiacchierata informale, una novità da condividere, una domanda veloce. Perché funzioni, però, entrambi i dispositivi devono supportare la funzione, e con le chiamate provenienti da iPhone, al momento, non porta alcun vantaggio.

Novità Android: arrivano le etichette

La parte che cambia davvero le abitudini riguarda le chiamate urgenti. Se entrambi gli interlocutori hanno attivato Expressive Calling, queste non vengono solo evidenziate in modo particolare: secondo il report possono riprodurre un suono dedicato e perfino scavalcare la modalità “Non disturbare”. E se la chiamata viene persa, resta visibile che il contatto l’aveva classificata come urgente. Per Google è un modo di rendere la priorità di una telefonata molto più esplicita di quanto sia oggi.

Novità Android: arrivano le etichette-melablog.it

Il dettaglio tecnico è quello che apre lo scenario più interessante. Per trasmettere il motivo scelto, l’app Telefono ha bisogno del permesso di accesso agli SMS: l’informazione, di fatto, viaggia come un messaggio di testo verso il dispositivo del destinatario. La scelta dell’SMS come canale ha una conseguenza controintuitiva: legando la funzione a uno standard universale anziché a una tecnologia proprietaria, Google la rende potenzialmente replicabile fuori dalla propria app. In prospettiva altre app telefoniche su Android potrebbero mostrare gli stessi avvisi, e perfino un supporto su iPhone diventerebbe concepibile, qualora Apple integrasse qualcosa di analogo in iOS.

C’è però il rovescio. Pur poggiando su un meccanismo aperto come l’SMS, la funzione potrebbe debuttare in modo tutt’altro che universale. 9to5Google ipotizza che all’inizio sarà disponibile soltanto sugli smartphone Pixel. Non sarebbe una novità: la segreteria telefonica di Google, arrivata da poco anche in Germania, resta tuttora confinata ai dispositivi Pixel.

Il requisito del permesso SMS solleva anche una questione che la fonte non approfondisce: un’app di telefonia che chiede accesso ai messaggi è un’estensione di permessi che alcuni utenti potrebbero guardare con cautela, vista la sensibilità di quel canale. Per ora si tratta di indizi estratti da una beta, non di un prodotto annunciato.

Quante delle tre etichette iniziali sopravviveranno al passaggio dalla beta al rilascio pubblico, e se la lista verrà ampliata con altre categorie, è una delle cose che la versione di prova non lascia ancora intravedere.

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