Apple Watch resterà lo smartwatch più venduto almeno fino al 2023

Per molti anni a venire, Apple Watch resterà il punto di riferimento dell'intero mercato dei dispositivi indossabili. Ecco le ultime, interessanti rivelazioni di IDC.
Apple Watch resterà lo smartwatch più venduto almeno fino al 2023
Per molti anni a venire, Apple Watch resterà il punto di riferimento dell'intero mercato dei dispositivi indossabili. Ecco le ultime, interessanti rivelazioni di IDC.

Il futuro di Apple Watch è roseo, e tale resterà per diversi anni a venire secondo una recente indagine di mercato. E destino analogo è riservato ad AirPods, in tutte le sue varianti.

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Gli analisti di IDC non hanno dubbi: il mercato globale degli smartwatch è destinato a crescere del 43% dagli attuali 91,8 milioni di unità commercializzate ai 131,6 milioni tra 4 anni, con tasso annuo di crescita composto pari al 9,4%. Ma gran parte della torta se la becca Apple:

“Ci si aspetta che Apple sia in prima linea, catturando oltre il 25,9% di tutti gli smart watch nel 2023. Al di là di Apple, ci saranno diversi marchi caratterizzati da diversi sistemi operativi, inclusi Android, WearOS, Tizen e altri.”

I dispositivi saranno sempre più indipendenti dagli smartphone e dunque dotati di connettività cellulare; dunque, serviranno a leggere l’ora, ma anche e soprattutto “si addentreranno nel fitness e si connetteranno con applicazioni e sistemi multipli, sia a casa che a lavoro.”

Un simile successo va a braccetto con quello di un altro importante prodotto Apple, ovvero Airpods. Il mercato degli auricolari senza fili ha attualmente un impatto per 72 milioni di unità vendute, ma nel 2023 raggiungerà oltre 105 milioni di pezzi. Si tratta di un tasso annuo di crescita composto pari a ben il 10%.

“Laddove molti di questi dispositivi saranno utilizzati per lo più come front-end per gli assistenti digitali” chiosano gli analisti, “o per le metriche relative alla salute, IDC si aspetta una forte spinta verso benefit aggiuntivi che consentano ai consumatori di convivere meglio con deficit uditivi, oppure di raffinare la propria esperienza uditiva quotidiana.”

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