Apple Music potrebbe preparare un abbonamento più economico, una mossa che riaprirebbe il confronto sul prezzo dello streaming musicale e sulle funzioni incluse nei diversi piani.
Gli indizi sono emersi nella beta Android dell’app, dove alcune stringhe fanno riferimento a un accesso “Premium” e a un possibile limite agli skip. Per ora non si tratta di un annuncio ufficiale, ma di tracce nel codice da leggere con cautela. Se confermate, potrebbero indicare un piano più accessibile, pensato per ampliare il pubblico di Apple Music senza offrire tutte le libertà dell’abbonamento completo.
Nella beta Android spuntano “Premium access required” e il limite agli skip
A notare le novità è stato lo sviluppatore Aaron Perris, che su X ha segnalato due messaggi comparsi nell’ultima beta di Apple Music per Android: “Premium access required” e “Can’t skip any more tracks”. Poche parole, molto tecniche. Ma non passano inosservate, perché oggi non descrivono il normale funzionamento del servizio. Apple Music, infatti, non ha un livello “Premium” separato dagli abbonamenti già disponibili e non impone, in generale, un limite agli skip agli utenti paganti.
La lettura più prudente è che si tratti di prove interne o di codice preparatorio, forse legato a radio, funzioni non ancora pubbliche o test destinati a non arrivare mai agli utenti. Lo stesso Perris non ha chiuso la porta a questa possibilità. Resta però un punto: un avviso come “non puoi saltare altri brani” sembra pensato soprattutto per un’offerta con accesso ridotto, dove alcune azioni sono consentite solo fino a un certo limite.
Perché un piano “lite” cambierebbe le regole rispetto a Individual, Family e Student
Oggi le formule Individual, Family, Student e quelle comprese in Apple One cambiano per prezzo e destinatari, non per esperienza d’uso. Chi paga Apple Music entra nel catalogo, ascolta playlist, usa le funzioni principali e non incontra i blocchi tipici dei servizi gratuiti. Un eventuale piano “lite”, venduto a un prezzo più basso, sarebbe quindi una novità vera per la piattaforma. Potrebbe prevedere meno libertà nel salto dei brani, alcune sezioni riservate a chi ha l’“accesso Premium” o funzioni ridotte rispetto all’abbonamento completo.
Al momento, però, da Apple non è arrivata alcuna conferma. Non ci sono dettagli su prezzo, Paesi interessati o tempi di lancio. Le stringhe viste nel codice dicono solo che l’azienda sta preparando messaggi compatibili con una struttura a più livelli. Poco, certo. Ma quanto basta per far discutere chi segue da vicino le mosse di Cupertino nel mercato dello streaming musicale.
Apple resta lontana dal gratis: compensi agli artisti e differenze con Spotify
L’idea di un piano più economico non significa per forza Apple Music gratis. Anzi, finora la posizione dell’azienda su questo punto è stata piuttosto chiara. In un’intervista di aprile, il vicepresidente di Apple Music, Oliver Schusser, ha spiegato che i piani gratuiti sostenuti dalla pubblicità rischiano di svalutare la musica e di ridurre i compensi per artisti e autori. “Non credo sia la cosa giusta per songwriter e artisti dire: lo diamo via gratis”, ha detto, richiamando il problema dei ricavi bassi per chi crea i brani.
È una linea diversa da quella di Spotify, che da anni punta sul modello freemium, con pubblicità e limiti d’uso. Per Apple, almeno finora, il servizio resta legato all’abbonamento pagato, anche quando passa da prove gratuite, promozioni o accordi con operatori telefonici. Se davvero arriverà una formula ridotta, quindi, è più probabile che si tratti di un abbonamento Apple Music più economico, non di un accesso gratuito aperto a tutti.