Dal 30 giugno 2026 alcuni clienti con offerte di rete fissa si troveranno a pagare un extra in più al mese.
La comunicazione ufficiale è comparsa l’8 maggio 2026 sul sito dell’operatore nella sezione “Modifiche Contrattuali e Aggiornamenti”, e dalla stessa data è partita la notifica personale in fattura per i clienti coinvolti. Chi non accetta ha tempo fino al 10 luglio per recedere senza penali.
La forbice degli aumenti va da un minimo di 0,95 euro al mese a un massimo di 3,99 euro. Vodafone non ha specificato pubblicamente quali offerte siano interessate dalla rimodulazione né quanti clienti ne siano coinvolti: la comunicazione è personalizzata, il che significa che ogni utente scopre se è nella lista solo leggendo la propria fattura. La motivazione addotta è quella ormai standard nel settore: garantire la qualità della rete e offrire servizi in linea con gli standard di mercato.
Da giugno scattano gli aumenti per la telefonia fissa
Questa non è la prima rimodulazione dell’anno. A marzo 2026, Vodafone aveva già annunciato aumenti analoghi — tra 0,95 e 3,99 euro al mese — per una quota di clienti con offerte mobili ricaricabili, entrati in vigore dal 30 aprile. Prima ancora, a febbraio, era stato comunicato un nuovo scaglione di clienti fisso coinvolti da rincari, in quel caso abbinati all’aggiunta gratuita delle chiamate illimitate verso fissi e mobili nazionali. La rimodulazione di giugno è quindi l’ennesima di una serie che procede per scaglioni successivi, ogni volta su una fetta diversa della base clienti.

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C’è un dettaglio rilevante che riguarda chi ha uno smartphone acquistato a rate abbinato alla propria offerta: recedere dal contratto non azzera il debito residuo per il dispositivo. Le rate continuano a essere addebitate con le stesse modalità previste dal contratto originale, salvo richiedere esplicitamente nella comunicazione di recesso il saldo in un’unica soluzione.
Un elemento di contesto utile: dal 1° gennaio 2026, Vodafone Italia non esiste più come entità autonoma. È stata incorporata in Fastweb S.p.A. a seguito dell’acquisizione da parte di Swisscom, completata nel 2025. Il marchio Vodafone rimane in licenza fino al 2029 e continua a operare sotto il brand commerciale Fastweb+Vodafone. Le rimodulazioni in corso avvengono quindi nell’ambito di questa nuova struttura societaria, in un momento di consolidamento che storicamente in altri mercati ha preceduto rialzi tariffari sistematici.
Vodafone non è l’unico operatore in questa fase. Fastweb ha applicato aumenti da 1 a 3 euro al mese su alcune offerte di rete fissa dal 1° maggio 2026. TIM ha rimodulato alcune offerte mobili con rincari di 1,99 euro mensili dal 10 maggio, oltre ad aver toccato varie componenti delle offerte fisse nei mesi precedenti. WindTre ha modificato le condizioni relative alle penali per ritardato pagamento, con tassi di mora fino al 9% sull’importo non corrisposto.
Per chi intende esercitare il diritto di recesso entro il 10 luglio, i canali disponibili sono: la pagina web dedicata sul sito Vodafone, i negozi fisici, una raccomandata A/R alla casella postale 190 di Ivrea, la PEC a servizioclienti@vodafone.pec.it, oppure il 190 indicando come causale “modifica delle condizioni contrattuali”. La scadenza è tassativa: chi recede dopo il 30 giugno paga già secondo le nuove tariffe fino alla chiusura effettiva del contratto.
Tra gli operatori che in questo periodo hanno comunicato l’assenza di rimodulazioni figura Digi Mobil, che ha confermato pubblicamente offerte senza aumenti né costi nascosti — una posizione che per ora lo distingue nettamente dalla traiettoria dei principali operatori tradizionali.