Software e servizi per iPad: tutto un altro mercato

Software e servizi per iPad: tutto un altro mercato

Volete una dimostrazione che l’iPad non è semplicemente “un enorme iPod touch”? Basta dare un’occhiata alle prime stime e cifre sugli incassi di software e servizi esclusivi per il nuovo tablet di Apple. Sono elementi utili a capire che l’App Store per iPad alza la posta in gioco, e di molto.

Cominciamo con una stima, relativa ai tre programmi della suite iWork per iPad. Le edizioni “tablet” di Pages, Numbers e Keynote sono proposte dall’azienda di Cupertino in forma singola, a 9,99 dollari cadauno per un totale di (quasi) 30 dollari contro i 79 del pacchetto Mac.


Per ora Apple non ha divulgato cifre ufficiali ma si presume che poco più di un mese di vendite abbiano generato un introito di tre milioni di dollari; e che nel giro di un anno potrebbero divenire quaranta milioni. Non è affatto improbabile: nelle prossime settimane agli acquirenti USA si aggiungeranno quelli degli altri paesi e l’ultimo aggiornamento dei tre programmi include già la localizzazione in altre otto lingue, tra cui l’italiano.

Meno noto ma ancora più significativo è il successo di un software di terzi.
Si tratta della versione per iPad di OmniGraffle, apprezzato programma Mac-only di OmniGroup, che consente di disegnare grafici e diagrammi.
Nonostante il prezzo alto, di 49,99 dollari statunitensi, Omni Group ha recentemente comunicato di aver venduto ben cinquemila copie dell’app.

Omni Group - iPad timeline

Facendo un rapido conto e detraendo la percentuale di Apple, OmniGraffle per iPad ha portato nelle casse dell’azienda produttrice quasi 175000 dollari, anche qui in poco più di un mese. Intanto l’azienda ha aggiunto un secondo programma per tracciare grafici, OmniGraphSketcher, venduto a 14,99, e per l’autunno intende portare la sua offerta a un totale di cinque applicativi

Il terzo dato di cui tenere conto è relativo a un servizio. Si tratta dell’app del Wall Street Journal con cui si propone a pagamento l’abbonamento mensile all’edizione in digitale del quotidiano.


La percentuale di utenti paganti è relativamente bassa e rappresenta per ora solo il 10% dei 30000 che hanno effettuato il download del programma. Si tratta comunque di 3200 lettori che hanno versato i 17, 29 dollari chiesti per leggere un mese il giornale. Considerate le critiche al prezzo, per il WSJ è un piccolo successo che promette bene per il futuro di questa e altre testate.

La chiave di lettura di questi tre dati si ritrova anche nel citato comunicato dell’Omni Group dove si legge che l’azienda “crede fortemente nel potenziale dell’iPad come strumento di produttività” e che “le persone sono chiaramente interessate a usare l’iPad per qualcosa di più che [la fruizione] di contenuti e l’intrattenimento”.

In altre parole: l’App Store dell’iPad non è un mero allargamento del già fiorente mercato di programmi per iPhone e iPod touch. È invece un sovrainsieme, che include il preesistente, ma opera anche in ambiti nuovi, preclusi all’iPhone.

Tra le tante promesse dell’iPad c’è anche quella di essere uno strumento per la produttività. Questo vuol dire che c’è spazio (ergo: c’è un mercato) per strumenti e servizi più ambiziosi, più complessi, più usabili, più utili e più costosi. Sono strumenti che si rivolgono ai professionisti e che quindi possono essere proposti a prezzi più alti. Da quanto visto sinora gli utenti interessati e disposti a pagare ci sono.

Nota: le immagini di iWork e del Wall Street Journal sono “courtesy of Apple”. L’immagine dei cinque software è invece tratta dal sito web di Omni Group.

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