Smartwatch, luce singola o doppia: non sono tutti uguali e quel dettaglio vale più dei dati tecnici

La differenza che conta non sta nella risoluzione del display, nella durata della batteria o nel numero di modalità sport supportate.
La differenza che conta non sta nella risoluzione del display, nella durata della batteria o nel numero di modalità sport supportate.
Smartwatch, luce singola o doppia: non sono tutti uguali e quel dettaglio vale più dei dati tecnici

Sta nel retro dell’orologio, in quei puntini luminosi che nessuno guarda mai quando compra uno smartwatch: uno o più LED, e di che colore. Quel dettaglio determina quanto il dispositivo misura davvero e quanto invece fornisce numeri plausibili ma inaffidabili.

Tutti gli smartwatch con monitoraggio cardiaco usano la fotopletismografia (PPG): un LED illumina la pelle, un fotodiodo rileva la luce riflessa, e le variazioni nel flusso sanguigno vengono tradotte in battiti al minuto. Il problema sta nel colore della luce. La luce verde — usata da quasi tutti i modelli consumer — viene assorbita dalla melanina prima di raggiungere i vasi sanguigni. Risultato: nei soggetti con carnagione scura, i tassi di misurazione errata salgono fino al 15% in più rispetto alla pelle chiara, secondo la ricerca.

Una revisione sistematica pubblicata su PubMed nel 2025, che ha analizzato 23 studi con oltre 400.000 partecipanti complessivi, ha documentato che certi modelli sottostimano la frequenza cardiaca di 10-15 bpm a riposo e di oltre il 20% durante l’attività intensa nei soggetti con pelle scura.

Smartwatch, perché hanno luci diverse come rilevatori

I dispositivi con sensori multispettrali — che affiancano alla luce verde dei LED rossi e infrarossi — attenuano questo problema perché le lunghezze d’onda più lunghe penetrano il tessuto in modo diverso, riducendo l’interferenza della melanina. Apple Watch usa già la luce infrarossa per le misurazioni in background, Garmin e Fitbit su alcuni modelli aumentano dinamicamente la potenza del LED quando il segnale è debole. Ma questa tecnologia è concentrata sui modelli premium.

Smartwatch, perché hanno luci diverse come rilevatori-melablog.it

I tatuaggi creano lo stesso effetto della melanina. Il problema è noto dall’uscita del primo Apple Watch nel 2015, quando diversi utenti con tatuaggi al polso scoprirono che il dispositivo non rilevava nemmeno il contatto con la pelle. Un decennio dopo, uno studio dell’Università del Nevada di Las Vegas pubblicato a novembre 2025 ha confermato che le misurazioni su pelle tatuata restano sistematicamente meno accurate, soprattutto a riposo, con i margini d’errore che diminuiscono man mano che l’intensità dell’esercizio aumenta — il contrario di quello che si vorrebbe da uno strumento di allenamento.

La questione non riguarda solo l’affidabilità del dato cardiaco. Sempre più smartwatch vengono usati per il monitoraggio dell’ossigeno nel sangue (SpO2), della variabilità della frequenza cardiaca (HRV) e — nei modelli con ECG — per la rilevazione della fibrillazione atriale. La SpO2 richiede specificatamente LED rossi e infrarossi: la luce verde non basta. Uno smartwatch economico che dichiara il saturimetro ma monta solo LED verdi produce una stima basata su approssimazioni algoritmiche, non su una vera misura dell’emoglobina ossigenata.

Un dato che sfugge alle guide d’acquisto: i sensori multispettrali consumano più batteria dei monocromatici. Questo spiega parzialmente perché certi dispositivi con un’ottima autonomia dichiarata rinunciano alla multifrequenza — non è una scelta casuale, è un compromesso deliberato tra durata della carica e accuratezza del sensore.

La scheda tecnica degli smartwatch raramente specifica il numero di LED o le lunghezze d’onda utilizzate. Garmin indica “Elevate v4 multi-wavelength” o “Elevate v5” nelle sue schede più dettagliate. Apple non lo specifica esplicitamente. La maggior parte dei produttori budget tace del tutto sull’argomento, descrivendo solo la lista delle funzioni misurate.

Chi ha la pelle scura, tatuaggi al polso, o intende usare lo smartwatch per monitorare parametri clinici dovrebbe verificare questo aspetto prima di acquistare, non dopo aver già indossato il dispositivo per settimane convinto che i dati fossero precisi.

Secondo la revisione pubblicata su PubMed nel 2025, protocolli di validazione standardizzati per diverse tonalità cutanee — stratificati secondo la scala di Fitzpatrick — non sono ancora obbligatori per l’immissione sul mercato di questi dispositivi.

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