Se Apple non avesse creato iPhone, come sarebbe uno smartphone oggi?

Come sarebbero oggi gli smartphone, se Apple non avesse lanciato iPhone? L'avrebbe fatto qualcun altro? Facciamo un volo pindarico.
Come sarebbero oggi gli smartphone, se Apple non avesse lanciato iPhone? L'avrebbe fatto qualcun altro? Facciamo un volo pindarico.

Il livello della discussione è nonni e flipper, ma con questo caldo e ferragosto che si avvicina, vale la pena di porsi il problema. Che sarebbe successe se Apple non avesse mai lanciato iPhone? Come sarebbe oggigiorno un telefonino, e soprattutto che aspetto avrebbe il mercato? Facciamo il volo pindarico assieme.

Un iPod per Telefonare

Prima di tutto, raccontiamo com’è andata. Da principio, iPhone non nasceva come telefono: il progetto era di creare un tablet multi touch. Prima del 2007, il dispositivo di maggior successo di Cupertino -e quello più iconico- era iPod, ma Steve Jobs sapeva che non sarebbe durata. I produttori di smartphone avevano iniziato a infilare lettori musicali all’interno dei loro modelli di punta, e presto avrebbero iniziato a fare le scarpe ad iPod.

Per questo, Apple si è alleata con Motorola per includere iTunes nel loro ROKR; ma l’esperienza utente era tanto penosa che ben presto il progetto fu abbandonato. La mela  capì in quel momento che, se voleva creare un telefono che funzionasse decentemente come lettore musicale, doveva progettare un telefono tutto suo.

Come è uso a Cupertino, Steve Jobs creò quindi due team e li mise uno contro l’altro per immaginare un iPod con funzioni di telefono. A capo di una squadra c’era Tony Fadell, il “padre dell’iPod” che tirò fuori un prototipo di iPhone con ghiera virtuale. L’altra invece era guidata da Scott Forstall che invece spinse per un OS touch con interfaccia a tutto schermo. Alla fine fu quest’ultimo a vincere la gara, ed è stata questa scelta a cambiare tutto.

Il primo iPhone -che noi abbiamo orgogliosamente avuto- non aveva chissà quali feature. Il suo unico pregio, e la ragione dell’effetto wow, era lo schermo gigantesco (per i tempi), e un’interfaccia responsiva, fluida, che sembrava quasi viva. Ci scappa ancora la lacrimuccia al pensiero dell’effetto “rimbalzo” che si vedeva facendo scorrere una lista di foto o canzoni: oggi la fanno tutti i telefoni, ma al tempo era roba da fantascienza.

Apple era l’unica che si impegnasse sul serio nell’esperienza utente, l’unica che si poneva il problema dell’usabilità e del rapporto uomo-macchina. Quando iPhone fu rilasciato, la prima reazione dei competitor fu incredulità e disperazione; per RIM (BlackBerry) era impossibile creare un iPhone nel 2007. Mentre per Motorola, Nokia, Palm e Microsoft non avrebbe mai avuto successo perché costava troppo. L’iPhone “non poteva fare ciò che [Apple] aveva dimostrato, non senza un processore mostruosamente affamato di energia” spiegava nel 2010 un ex-dipendente RIM. “Immaginate la loro sorpresa quando hanno disassemblato l’iPhone la prima volta e si sono accorti che l’intero telefono consisteva di una batteria e di una minuscola scheda logica attaccata sopra.”

Perché quella era la bravura di Apple. Riuscire a creare qualcosa di impossibile coi mezzi del tempo, non senza rinunciare a qualche trucco. Il primo iPhone non era potente, e si vedeva nel rendering lentissimo delle pagine Web di Safari. Ma ha segnato la strada che poi tutti hanno percorso, e se non fosse stato per Apple, staremmo ancora oggi a disquisire su “tastiera fisica sì, tastiera fisica no” come ai tempi di Palm.

Ecco perché, con cognizione di causa, diciamo che se avessero dovuto pensarci i competitor, oggi il mercato degli smartphone sarebbe molto, molto diverso. E non migliore.

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