Richiamo per 500.000 powerbank: "Rischio incendio". Di quali si tratta

Richiamo per 500.000 powerbank:

Il richiamo non è nuovo, ma questa volta il tono è cambiato: più diretto, più preoccupato, quasi definitivo.

I Casely Power Pods, tra i power bank più diffusi negli ultimi anni, tornano al centro dell’attenzione per un problema che non può più essere considerato marginale.

La vicenda parte da lontano, ma si è aggravata nel tempo. Già nel 2025 erano stati segnalati decine di casi di surriscaldamento delle batterie, con episodi che andavano dal semplice rigonfiamento fino a veri e propri incendi. Oggi, però, il quadro è cambiato.

Le autorità di sicurezza hanno riattivato l’allerta nel 2026 dopo nuove segnalazioni, portando il totale degli incidenti a numeri che non possono più essere ignorati. Si parla di dispositivi che si surriscaldano, prendono fuoco o esplodono durante l’uso, spesso mentre sono collegati allo smartphone.

Non si tratta più solo di danni materiali: tra i casi documentati c’è anche un episodio mortale, legato proprio al malfunzionamento di uno di questi power bank.

Il modello coinvolto e perché è pericoloso

Il prodotto sotto accusa è il Casely Power Pods da 5.000 mAh, modello E33A, un caricatore wireless compatibile con tecnologia MagSafe. È stato venduto tra il 2022 e il 2024 su vari canali online, motivo per cui potrebbe essere ancora presente in molte case.

Il problema riguarda la batteria agli ioni di litio, che in alcuni casi entra in una condizione instabile. Quando succede, il dispositivo può generare calore incontrollato fino a innescare un incendio. Questo fenomeno, noto tra gli esperti come “thermal runaway”, è rapido e difficile da contenere.

E proprio questo aspetto rende il rischio particolarmente insidioso: il power bank può sembrare normale fino al momento in cui la situazione sfugge completamente di mano.

I dati raccolti negli ultimi mesi raccontano una situazione concreta, non teorica. Sono stati registrati decine di episodi di malfunzionamento

Incidenti reali e segnali ignorati (www.melablog.it)

I dati raccolti negli ultimi mesi raccontano una situazione concreta, non teorica. Sono stati registrati decine di episodi di malfunzionamento, alcuni avvenuti anche in contesti quotidiani, come durante la ricarica in casa o in viaggio.

Tra i casi più gravi, uno riguarda un’esplosione avvenuta mentre il dispositivo era in uso su un aereo, con conseguenti ustioni per l’utente. In un altro episodio, una persona ha riportato ustioni molto gravi che hanno avuto esiti fatali.

Sono eventi che hanno spinto le autorità a ribadire un messaggio semplice: non si tratta di un rischio remoto.

Cosa fare subito se lo hai in casa

La raccomandazione è netta: interrompere immediatamente l’uso del dispositivo se si possiede il modello coinvolto. Non bisogna provarlo, né “tenerlo come riserva”.

Il passaggio successivo è contattare il produttore per avviare la procedura di sostituzione. L’azienda ha infatti previsto un sistema per ritirare i prodotti difettosi e fornire alternative sicure.

C’è poi un altro punto spesso sottovalutato: lo smaltimento. Questi dispositivi non devono essere gettati nei rifiuti comuni, perché le batterie al litio possono continuare a rappresentare un rischio anche da spente.

Serve invece portarli in centri specializzati, dove vengono gestiti come rifiuti elettronici pericolosi.

Un caso che va oltre un singolo prodotto

Quello dei Casely Power Pods non è solo un problema di un marchio o di un modello. È un esempio concreto di quanto siano delicate le tecnologie che utilizziamo ogni giorno senza pensarci troppo.

I power bank sono diventati oggetti quotidiani, quasi invisibili. Ma proprio questa normalità rischia di far abbassare l’attenzione. Quando qualcosa va storto, le conseguenze possono essere immediate e difficili da controllare.

E in un momento in cui siamo sempre più dipendenti dai dispositivi mobili, anche un accessorio apparentemente secondario può trasformarsi in un punto critico.

La domanda, a questo punto, non è solo se quel power bank sia sicuro. Ma quanta attenzione dedichiamo davvero agli oggetti che usiamo ogni giorno, senza mai metterli in discussione.

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