Questa nuova tecnologia collega l'iPhone alla targa dell'auto

Le telecamere per la lettura automatica delle targhe sono ormai una presenza consolidata sulle strade di diversi Paesi. Una nuova tecnologia punta però ad aggiungere un livello di sorveglianza che va oltre il semplice numero di targa.
Le telecamere per la lettura automatica delle targhe sono ormai una presenza consolidata sulle strade di diversi Paesi. Una nuova tecnologia punta però ad aggiungere un livello di sorveglianza che va oltre il semplice numero di targa.
Questa nuova tecnologia collega l'iPhone alla targa dell'auto

Si chiama SignalTrace ed è il sistema sviluppato da Leonardo US Cyber and Security Solutions per affiancare le reti ALPR (Automatic License Plate Recognition), già utilizzate dalle forze dell’ordine per identificare i veicoli tramite telecamere stradali. L’obiettivo dichiarato non è più soltanto leggere la targa, ma associare al passaggio del veicolo anche i segnali radio emessi dai dispositivi presenti a bordo.

Il salto tecnologico consiste nell’aggiungere sensori capaci di intercettare segnali Bluetooth, Wi-Fi e RFID, distinguendoli per tipo di dispositivo e collegandoli ai dati raccolti dalle telecamere. Nel caso dell’ecosistema Apple, questo significherebbe rilevare non solo l’iPhone che si porta in tasca, ma anche Apple Watch, AirPods e altri accessori che trasmettono identificatori utili alla classificazione.

La nuova tecnologia per le targhe auto

L’obiettivo dichiarato dall’azienda è costruire una sorta di firma elettronica: se lo stesso insieme di segnali compare più volte vicino alla stessa targa, il software può evidenziare abitudini di spostamento e associazioni ricorrenti tra persone e veicoli.

La nuova tecnologia per le targhe auto-melablog.it

Il produttore precisa che SignalTrace non decritta né legge il contenuto delle comunicazioni dei dispositivi: il sistema lavora sugli identificatori e sui segnali emessi nell’ambiente, non su messaggi, chiamate o dati personali contenuti nel telefono. È una distinzione tecnica importante, ma che non elimina il nodo centrale della questione: collegare dispositivi, veicoli, luoghi e orari può comunque generare un profilo molto dettagliato delle abitudini di una persona, anche senza accedere al contenuto delle sue comunicazioni.

Il passaggio dalla targa al dispositivo personale sposta di fatto la sorveglianza dal veicolo alla persona che lo utilizza, trasformando segnali radio ordinari, pensati per compiti banali come l’accoppiamento di un auricolare, in una traccia investigativa persistente. La piattaforma dovrebbe integrarsi con il software ELSAG Enterprise Operations Center, già usato per gestire e analizzare i dati raccolti dai sistemi di lettura targhe, rendendo SignalTrace un livello aggiuntivo più che un sistema a sé stante.

Al momento non risulta un’adozione confermata da parte di un’agenzia specifica, ma l’infrastruttura di telecamere ALPR su cui questo tipo di sensori potrebbe essere innestato è già ampiamente diffusa in diversi Paesi. Resta da capire chi deciderà effettivamente di adottare questa tecnologia e con quali garanzie per chi, semplicemente guidando per strada, si ritroverebbe con il proprio smartphone trasformato in un ulteriore punto di riferimento per la propria identificazione.

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