Google annuncia il suo programma per le riparazioni fai-da-te e in casa Apple tutto tace

Le rivali seguono l’esempio di Apple, che ha annunciato il programma per le riparazioni fai-da-te nel 2021 (di cui però si sono perse le tracce).

Google ha intrapreso la strada tracciata da Apple qualche tempo fa, ed è solo un bene per i tanti utenti che si affidano ai dispositivi del colosso di Mountain View. Quest’ultimo ha infatti stretto una partnership con iFixit per fornire componenti hardware per riparazioni fai-da-te degli smartphone (dal Pixel 2 al Pixel 6 Pro). Il programma prenderà il via nei prossimi mesi, con le parti di ricambio acquistabili direttamente dal sito noto per le guide per le riparazioni e i teardown (come quello del Mac Studio).

Il programma DIY sarà disponibile negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e in tutti i paesi dell’Unione Europea dove i Pixel di Google sono disponibili, e dunque anche l’Italia. Tra le parti di ricambio acquistabili ci saranno anche batterie, fotocamere e display.

Anche Samsung si è mossa in questa direzione (per selezionati smartphone della linea Galaxy), e sempre in collaborazione con iFixit.

Di seguito le parole di Kyle Wiens, CEO di iFixit:

Se vogliamo che l’industria elettronica sia sostenibile, i consumatori devono avere la possibilità di riparare i loro prodotti da soli. Google sta rendendo la riparazione più conveniente e accessibile, soprattutto in quei luoghi dove non ci sono negozi che effettuano riparazioni.

In casa Apple tutto tace

Come detto in apertura, Google ha seguito l’esempio di Apple. Eppure, dagli uffici di Cupertino non giungono aggiornamenti sul Self Service Repair annunciato a novembre del 2021.

Self Service Repair Apple
© Apple

La notizia, per ovvi motivi, è stata accolta benissimo dai consumatori, ma il silenzio di Apple dura ormai da troppi mesi e un po’ tutti iniziano a porsi delle domande. Nel comunicato stampa si legge che il debutto del programma Self Service Repair è fissato per l’inizio del 2022 negli Stati Uniti, con l’estensione ad altri paesi nel corso dello stesso anno.

Siamo a marzo, e dell’appena citato programma ancora non c’è traccia. Il perché di questo silenzio resta un mistero.

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