iPhone 3G e l’ansia da prestazione

Mettendo assieme tutto quello che si è detto dall’11 luglio ad oggi su iPhone 3G, il capitolo batteria è sicuramente ciò che fa maggiormente discutere gli utenti. Il consumo del dispositivo e la capacità dell’accumulatore hanno suscitato numerose critiche, ma ciò che lascia maggiormente perplessi è l’altalena di dati che è possibile reperire in rete:

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Mettendo assieme tutto quello che si è detto dall’11 luglio ad oggi su iPhone 3G, il capitolo batteria è sicuramente ciò che fa maggiormente discutere gli utenti.
Il consumo del dispositivo e la capacità dell’accumulatore hanno suscitato numerose critiche, ma ciò che lascia maggiormente perplessi è l’altalena di dati che è possibile reperire in rete: le esperienze riportate dagli utenti, più o meno noti, sono incredibilmente variabili.
Ad esempio Guy Kawasaki, leggendario Apple Evangelist, dice di riuscire ad ottenere quasi 3 giorni di standby e sul suo blog fornisce alcuni consigli per avvicinarsi alle sue prestazioni; Walt Mossberg, d’altro canto, dice di faticare a concludere la giornata, pur ammettendo un utilizzo intenso del dispositivo.

Noi di mela|blog, come sapete, stiamo provando iPhone 3G in modo intenso, per potervi proporre il promesso long test del dispositivo nei primi giorni di settembre: per i dettagli vi rimandiamo alla recensione, ma vale la pena anticiparvi una considerazione.

Di sicuro la batteria non è un punto di forza del melafonino, ma quel che stupisce è la variabilità della durata in funzione dell’utilizzo: sembra scontato, ma iPhone 3G sembra subire molto più di altri dispositivi l’uso intenso, complice forse l’ampio schermo e la potenza richiesta a processore e chip radio.
In ogni caso risparmiare batteria e aumentarne la durata è possibile, anche perchè non sempre si ha bisogno di tutti i servizi attivi, ma quello che infastidisce di più è il lungo processo necessario per spegnere tutto ciò che non si usa: per fare a meno di WiFi, Bluetooth, 3G e abbassare la retroilluminazione è infatti necessaria una lunghissima navigazione nel menù impostazioni, perdendo un sacco di tempo.

Se l’ideale sarebbe avere un menù più razionale (magari basato, come Mac OS X, sulle “postazioni” o “posizioni”) sarebbe sufficiente, come propone Mike Davidson, che qualche sviluppatore scrivesse una applicazione che spegnesse tutto ciò che non è necessario in un solo tap.
Così vivremmo tutti più felici (e a lungo) con il nostro iPhone…

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