Il Mac non è per tutti

Non ricordo come mi sono imbattuto in un articolo del blog del Wall Street Journal — di qualche settimana fa — in cui l’autore spiega i motivi per cui non si dovrebbe passare a Mac (da Windows, in questo caso). L’autore spiega di aver sempre suggerito ai suoi lettori di passare a Mac soprattutto per

Non ricordo come mi sono imbattuto in un articolo del blog del Wall Street Journal — di qualche settimana fa — in cui l’autore spiega i motivi per cui non si dovrebbe passare a Mac (da Windows, in questo caso).

L’autore spiega di aver sempre suggerito ai suoi lettori di passare a Mac soprattutto per la sua maggiore sicurezza ed assenza di fastidiosi virus, spyware e antivirus (spesso sono fastidiosi quanto ciò che dovrebbero eliminare). Ora però sembra mettere le mani avanti e dice che in sostanza sì, il Mac è meglio, se non si deve usare seriamente il computer.

L’articolo è costituito per larga parte di esempi di applicazioni che cambiando piattaforma sarebbero diversi (Outlook vs. Entourage) o che dovrebbero essere ricomprati (Microsoft Office).

Altri motivi validi — sempre secondo l’autore — per non usare un Mac sarebbero il peso dei portatili, la mancanza di supporto da parte dei tecnici di rete in ufficio, l’impossibilità di acquistare musica dai maggiori servizi di vendita di musica, come Napster o Rhapsody o di usare player diversi dall’iPod.

Il finale è memorabile:

La conclusione è che il Mac è una ottima alternativa per consumatori di massa che fanno cose di massa che sono stanchi della crisi di sicurezza di Windows.

E pensare che finora mi hanno sempre detto che il Mac era troppo snob e d’elite… penso che qualcuno avesse un rospo in gola.

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