Licenziamenti IBM, la smentita ufficiale: solo "alcune migliaia di persone"

IBM smentisce la notizia sui 111.800 licenziamenti; in realtà, si tratterebbe di "poche migliaia" di casi.

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Aggiornamento delle 20:30

Pubblichiamo il testo della mail appena giunta in redazione, in cui IBM chiarisce quanto segue:

IBM abitualmente non fa commenti sui rumors, tantopiù se ridicoli o senza fondamento. Se qualcuno avesse verificato le informazioni messe a disposizione con l’annuncio dei risultati finanziari, o avesse semplicemente chiesto, si sarebbe reso conto che IBM ha già annunciato l’accantonamento di 600 milioni di dollari per il ribilanciamento della forza lavoro. La cifra equivale ad alcune migliaia di persone, una mera frazione di quanto riportato.

L’anno scorso IBM ha assunto 45.000 persone. Al momento le posizioni aperte in tutto il mondo sono 15.000 e coprono le aree tecnologiche a maggior crescita come il cloud, gli analytics, la sicurezza, il mobile e il social. Questo evidenzia il fatto che l’azienda continua a riequilibrare gli skill professionali laddove vengono individuate le migliori opportunità di business.

Non 100.000 e passa licenziamenti, dunque, ma "alcune migliaia," il che sgonfia notevolmente la notizia riporta inizialmente da Forbes. Per questo abbiamo anche aggiornato il titolo del post.

La notizia diffusa da Forbes

La partnership strategica con Apple è iniziata da appena 6 mesi, ma per IBM le cose non vanno affatto bene; la storica multinazionale si sta preparando al più grosso ciclo di licenziamenti del mondo corporate della storia.

Dopo 3 anni di declino nel fatturato, IBM ha dovuto cedere, e come al solito il modo più spiccio per mettere a posto un bilancio è mandare a casa i dipendenti. Stavolta, però, l'intervento sarà ciclopico: si parla di ben 111.800 licenziamenti entro la fine del mese prossimo, per lo più negli Stati Uniti, pari al 26% dell'intera forza lavoro della società. E meno male che gli USA erano usciti dalla crisi.

Il precedente record negativo era sempre di IBM, e risale al licenziamento di massa di oltre 60.000 impiegati avvenuto nel 1993; stavolta è andata molto, molto peggio, e le conseguenze si faranno sentire presto:

"Le persone lasciate a casa saranno escluse dalla considerazione delle nuove unità business. Entro pochi mesi, queste unità business inizieranno a lavorare chiamando i clienti iBM per vendergli i nuovi prodotti CAMSS (Cloud, Analisi, Mobile, Social e Sicurezza). Entreranno direttamente nel nido del calabrone."

A questo punto, non è chiaro che fine faranno gli accordi con Applee . Risale solo a questa estate lo storico accordo sulle app professionali per iPhone e iPad, e che sarebbe dovuto servire a Cupertino come volano per entrare nel mondo business e enterprise; un settore in cui iOS arranca un po' negli ultimi. Ed è difficile credere che tra i 111.800 non ci sia anche qualche testa dei 6.000 ingegneri che lavorano al team MobileFirst per Apple. Lo scossone, insomma, potrebbe essere piuttosto consistente e avere ripercussioni di ampio respiro.

Enterprise Siri, Apple in trattative con HP prima dell'accordo con IBM

La risposta di IBM


In seguito alla pubblicazione del post, IBM Italia ci ha inviato la risposta ufficiale della società alle voci di corridoio:

IBM abitualmente non fa commenti sui rumors, tantopiù se ridicoli o senza fondamento. Se qualcuno avesse verificato le informazioni messe a disposizione con l’annuncio dei risultati finanziari, o avesse semplicemente chiesto, si sarebbe reso conto che IBM ha già annunciato l’accantonamento di 600 milioni di dollari per il ribilanciamento della forza lavoro. La cifra equivale ad alcune migliaia di persone, una mera frazione di quanto riportato.

L’anno scorso IBM ha assunto 45.000 persone. Al momento le posizioni aperte in tutto il mondo sono 15.000 e coprono le aree tecnologiche a maggior crescita come il cloud, gli analytics, la sicurezza, il mobile e il social. Questo evidenzia il fatto che l’azienda continua a riequilibrare gli skill professionali laddove vengono individuate le migliori opportunità di business.

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