Phil Schiller difende ancora una volta le policy dell’App Store

Continua la saga delle diatribe fra sviluppatori per la piattaforma iPhone (qualcuno, ormai è un ex-sviluppatore) e dirigenti Apple, riguardo le policy dell’App Store. Ancora una volta è Phil Schiller (a capo del marketing della Mela) a prendere le difese dell’App Store, in questo caso nel corso di un’intervista a Business Week.Come potete immaginare, Schiller


Continua la saga delle diatribe fra sviluppatori per la piattaforma iPhone (qualcuno, ormai è un ex-sviluppatore) e dirigenti Apple, riguardo le policy dell’App Store. Ancora una volta è Phil Schiller (a capo del marketing della Mela) a prendere le difese dell’App Store, in questo caso nel corso di un’intervista a Business Week.

Come potete immaginare, Schiller e Apple sono molto fermi sulle loro posizioni: non è previsto indietreggiare. La loro prima preoccupazione sarebbe quella di fare in modo che la maggior parte delle 10.000 applicazioni che arrivano sulla loro “scrivania” ogni settimana possano “funzionare come previsto”. Già cose dette e ridette. L’unica novità sembra che le dichiarazioni di Schiller cominciano a diventare così banali da mostrare meno rispetto per gli utenti del melafonino.

“Abbiamo costruito uno store che la maggior parte degli utenti può considerare affidabile. Voi, i vostri amici e la vostra famiglia potete scaricare applicazioni dallo Store, e nella maggior parte dei casi esse fanno quello che vi aspettereste: si installano nel vostro telefono, vi si presenta un conto secondo le regole e tutto, semplicemente, funziona”.

Cosa possa c’entrare l’affidabilità delle app con cavilli e paranoie su semplici foto di prodotti Apple presenti in applicazioni (che vengono puntualmente rifiutate dall’App Store, come nel caso di sviluppatori anche “illustri”, leggi Rogue Amoeba) non saprei dire.

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