Non è un bracciale né uno smartwatch, perché tutti stanno indossando questo dispositivo in tessuto?

Un sensore chiuso in una fascia di tessuto, senza schermo e senza notifiche, indossato giorno e notte. Whoop ha inaugurato il formato; ora Polar e Amazfit lo replicano togliendogli l'abbonamento.
Un sensore chiuso in una fascia di tessuto, senza schermo e senza notifiche, indossato giorno e notte. Whoop ha inaugurato il formato; ora Polar e Amazfit lo replicano togliendogli l'abbonamento.
Non è un bracciale né uno smartwatch, perché tutti stanno indossando questo dispositivo in tessuto?

Il dispositivo che molti runner e appassionati di recupero portano al polso non ha schermo, non mostra notifiche e non vuole sostituire l’orologio. È un sensore inserito in un cinturino di tessuto, costruito per sparire mentre lavora. Il capostipite del formato è Whoop, che misura sonno, carico di allenamento e prontezza fisica affidando tutto all’app. La novità del momento non è il prodotto in sé, ma la corsa dei concorrenti a replicarlo.

Il tratto che accomuna questi oggetti è un’assenza venduta come funzione. Niente display luminoso, niente avvisi, nessun elemento estetico pensato per farsi notare. L’idea è indossarli ininterrottamente, anche di notte, e poterlo fare insieme al proprio orologio abituale, che resta al suo posto. Il cinturino in nylon o tessuto morbido serve esattamente a questo: leggero, traspirante, adatto al contatto continuo con la pelle.

Non un bracciale o uno smartwatch: cos’è quel prodotto in tessuto

Qui sta il dato che ribalta la lettura del mercato. Whoop, che ha inventato la categoria, è l’unico che per funzionare richiede un abbonamento ricorrente, mensile o annuale. I rivali arrivati dopo hanno fatto dell’eliminazione di quel costo la loro arma principale. L’Amazfit Helio Strap costa 99,90 euro una tantum e non prevede pagamenti successivi: pesa 20 grammi, ha un corpo in polimero rinforzato con fibra, resistenza all’acqua 5 ATM e si adatta a polsi da 145 a 205 millimetri. Il Polar Loop, primo tracker senza display dell’azienda finlandese, pesa 29 grammi, punta sul sensore proprietario Precision Prime e anch’esso scarta la formula dell’abbonamento a favore del pagamento unico.

Non un bracciale o uno smartwatch: cos’è quel prodotto in tessuto-melablog.it

Le differenze emergono sui dettagli. L’autonomia separa i tre più del prezzo: Whoop dichiara fino a 14 giorni, l’Helio Strap circa 10, il Polar Loop intorno agli 8. L’Amazfit aggiunge un motore per la vibrazione, utile per sveglie, timer e per ritrovare il dispositivo, e può condividere in tempo reale la frequenza cardiaca con altri apparecchi compatibili. Polar insiste invece sul rilevamento automatico dell’inizio di un allenamento e, dall’app, sulla guida vocale e la registrazione del percorso.

C’è poi una logica di ecosistema che il singolo prodotto non lascia vedere. L’Helio Strap dialoga con l’anello Helio Ring della stessa marca, lasciando all’utente la scelta di quale sensore usare per quale misurazione. Un modo per vendere non un oggetto ma una costellazione di rilevatori da distribuire sul corpo, dal polso al dito.

Vale la pena notare cosa si paga davvero in questa categoria. Non un componente in più, ma un componente in meno: il display assente è il motivo per cui questi dispositivi promettono giorni di autonomia e un ingombro minimo, e nel caso di Whoop è la ragione per cui si versa una quota fissa per un apparecchio che, di proposito, non mostra nulla.

Sul fondo della lista si affaccia un nome che pesa: Google, con il Fitbit Air, annunciato e non ancora messo alla prova. Resta da vedere se l’azienda che ha reso popolare il fitness tracker con lo schermo proverà a vincere proprio togliendolo.

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