Apple ha distribuito un nuovo firmware per l’AirTag di seconda generazione, la versione 3.0.49, che sostituisce la precedente 3.0.45. L’azienda non ha pubblicato alcuna nota su cosa contenga l’aggiornamento. Il punto, per chi possiede uno di questi localizzatori, è che non esiste un pulsante da premere: l’installazione avviene da sola.
Gli aggiornamenti dell’AirTag girano interamente in background, e la maggior parte degli utenti non se ne accorge. Non è possibile avviarli a mano. Apple invia il nuovo software in automatico tramite l’iPhone abbinato, a una sola condizione, che il tracker si trovi nel raggio di portata. L’unico provvedimento alla portata dell’utente, quindi, non è installare ma controllare. Si apre l’app Dov’è, si entra nella sezione Oggetti, si seleziona l’AirTag e si tocca il nome del dispositivo: lì compare la versione del firmware in uso.
L’aggiornamento dell’AirTag che cambia tutto
Sul contenuto l’azienda tace, ma gli indizi puntano in una direzione precisa, quella di interventi su sicurezza e stabilità. Il precedente aggiornamento per l’AirTag 2 aveva già ritoccato il segnale acustico contro il tracciamento indesiderato, in modo da rendere più facile individuare un AirTag altrui, soprattutto con la ricerca di precisione dell’app Dov’è.

L’aggiornamento dell’AirTag che cambia tutto-melablog.it
È il dettaglio che rovescia la lettura abituale. Parte degli aggiornamenti al proprio localizzatore serve a proteggere chi quel localizzatore non l’ha comprato: la potenziale vittima di un pedinamento, che deve poter scoprire un tracker nascosto da qualcun altro. Apple migliora cioè la capacità del dispositivo di farsi smascherare, una logica opposta a quella che ci si aspetta da un prodotto pensato per non perdersi.
La spinta arriva da una pressione che dura da mesi. Negli Stati Uniti il produttore è bersaglio di numerose cause, con l’accusa di aver reso possibile l’uso degli AirTag per pedinamenti segreti. La risposta è stata una sequenza di contromisure: avvisi quando un AirTag sconosciuto si muove insieme a te, toni sonori ritarati, miglioramenti nella localizzazione dei tracker estranei.
C’è poi un cambiamento nel modo in cui Apple consegna il software. Con il primo AirTag la nuova firmware arrivava spesso in modo graduale, diluita nell’arco di settimane. Con l’AirTag 2 il rilascio appare molto più rapido, e stando alle segnalazioni molti utenti ricevono l’aggiornamento quasi nello stesso momento. Un’accelerazione che, su una funzione legata alla sicurezza, ha un senso pratico: meno tempo passa tra l’annuncio e la copertura dell’intero parco dispositivi, meno finestre restano aperte.
Va precisato che il firmware riguarda la seconda generazione del tracker, non il modello originale, che segue un proprio calendario. Per chi ha acquistato l’AirTag 2 di recente, la verifica resta comunque l’unico gesto concreto possibile. Senza una nota ufficiale, l’unico modo per sapere se qualcosa è cambiato è leggere un numero: 3.0.49 al posto di 3.0.45, e nient’altro a indicare cosa ci sia nel mezzo.