Il rallentamento nella produzione globale di memoria sta iniziando a colpire anche Apple, con effetti concreti sulla roadmap dei Mac più attesi e sulle tempistiche di lancio dei prossimi modelli professionali.
Le indiscrezioni più recenti parlano chiaro: il nuovo Mac Studio con chip M5, inizialmente previsto per l’estate 2026, potrebbe arrivare solo in autunno, mentre il futuro MacBook Pro con touchscreen slitterebbe addirittura al 2027. Non si tratta di un ripensamento progettuale, ma di un problema molto più ampio legato alla disponibilità di componenti chiave.
La memoria è diventata il vero collo di bottiglia
Alla base dei ritardi c’è una crescente pressione sul mercato della memoria RAM, sempre più richiesta per alimentare infrastrutture legate all’intelligenza artificiale. I data center dedicati all’AI stanno assorbendo enormi quantità di risorse, riducendo la disponibilità per il settore consumer e professionale.
Questo squilibrio sta costringendo anche Apple a rivedere le proprie priorità. Nonostante l’azienda abbia storicamente gestito meglio di altri le forniture, grazie a contratti e volumi importanti, la situazione attuale sta rendendo più difficile mantenere i tempi previsti, soprattutto per macchine con configurazioni di memoria avanzate.
Mac Studio: ritardo ma domanda in crescita
Il Mac Studio è oggi il punto di riferimento per chi cerca potenza in formato compatto, soprattutto dopo il ridimensionamento della linea Mac Pro. Proprio per questo, ogni aggiornamento è particolarmente atteso da sviluppatori, creativi e utenti avanzati.
Il rinvio della versione con chip M5 non indica problemi tecnici, ma riflette una domanda crescente per macchine ad alte prestazioni, spesso utilizzate anche per applicazioni legate all’AI locale. Questo aumento di utilizzo sta contribuendo a mettere sotto pressione l’intera filiera.
MacBook Pro touchscreen: un cambiamento importante, ma più lontano
Ancora più interessante è il caso del futuro MacBook Pro con schermo touchscreen, un progetto che rappresenterebbe una svolta nella filosofia Apple. Per anni l’azienda ha mantenuto una separazione netta tra Mac e iPad, evitando l’introduzione del touch sui portatili.
Le nuove informazioni indicano che il dispositivo, atteso inizialmente tra la fine del 2026 e l’inizio del 2027, potrebbe subire ulteriori slittamenti proprio a causa delle difficoltà nella fornitura di memoria e componenti correlati. Il progetto resta in piedi, ma i tempi si allungano.
Una pressione che va oltre Apple
Il problema non riguarda solo Cupertino. L’intero settore tecnologico sta vivendo una fase in cui la domanda di memoria supera l’offerta, spinta soprattutto dall’esplosione dei modelli AI e dei servizi cloud avanzati.
Per gli utenti, questo si traduce in due effetti concreti: da un lato possibili ritardi nei nuovi prodotti, dall’altro una maggiore difficoltà nel reperire configurazioni con molta memoria, soprattutto nelle fasce più alte.
Nel frattempo Apple continua a lavorare sul software e sull’evoluzione dei propri chip, segno che i prodotti sono pronti o quasi. Il vero nodo resta la disponibilità di componenti, un fattore sempre meno invisibile e sempre più centrale nel definire quando e come arriveranno i prossimi Mac.