Le password più comuni del 2026: se usi una di queste, cambiala subito

La sicurezza dei nostri account dipende spesso dall'anello più debole, e quell'anello è quasi sempre la password scelta per comodità. Una ricerca recente mostra quanto siano ancora diffuse le combinazioni più facili da indovinare.
La sicurezza dei nostri account dipende spesso dall'anello più debole, e quell'anello è quasi sempre la password scelta per comodità. Una ricerca recente mostra quanto siano ancora diffuse le combinazioni più facili da indovinare.
Le password più comuni del 2026: se usi una di queste, cambiala subito

La vita digitale si è riempita di account: profili social, servizi di acquisto online, app per lo smartphone, abbonamenti di ogni tipo. Gestire decine di credenziali diverse è faticoso, e così la tentazione è sempre la stessa, scegliere una password semplice da ricordare e usarla un po’ ovunque. È proprio qui che nasce il problema di sicurezza più diffuso e, allo stesso tempo, più facile da evitare.

Una recente ricerca di NordPass ha raccolto le 200 password più comuni a livello mondiale, e il quadro che ne emerge è sconfortante. In cima alla classifica restano combinazioni elementari come 123456, admin, password, 12345678 e qwerty: sequenze di tasti, numeri in fila o parole banali che un malintenzionato riesce a indovinare in pochi istanti. Non si tratta nemmeno di scenari ipotetici, perché per i criminali informatici violare credenziali di questo tipo è un’operazione quasi automatica.

Le password da evitare e da cambiare

Il motivo è tecnico. Gli attacchi che mirano agli account non procedono a tentativi casuali, ma partono proprio dalle password più diffuse, provandole per prime attraverso strumenti automatizzati. Una combinazione presente in queste liste viene quindi scardinata in una frazione di secondo. A peggiorare la situazione c’è la seconda abitudine pericolosa, quella di riutilizzare la stessa password su più servizi: in questo caso basta che un solo sito subisca una violazione perché tutti gli altri account collegati diventino vulnerabili, in quella che gli esperti chiamano tecnica del credential stuffing.

Le password da evitare e da cambiare-melablog.it

Nella lista compaiono anche voci che riguardano da vicino il pubblico italiano, come il nome di operatori telefonici usato come password o le credenziali predefinite di router e dispositivi. È un promemoria di quanto sia rischioso lasciare invariate le password preimpostate di apparecchi come il modem di casa, spesso dimenticate e facilmente reperibili online per ciascun modello.

La buona notizia è che mettersi al riparo non è complicato. La prima regola è non riutilizzare mai la stessa password su servizi diversi: ognuno deve averne una propria, lunga e complessa. Per non doverle ricordare tutte a memoria, una strada comoda è quella delle passphrase, frasi composte da più parole casuali, semplici da memorizzare ma molto difficili da forzare. In alternativa, e spesso in aggiunta, un gestore di password può generare e conservare credenziali robuste al posto dell’utente, riducendo lo sforzo a una sola password principale da proteggere con cura.

A tutto questo è bene affiancare l’autenticazione a due fattori, che aggiunge un secondo livello di verifica oltre alla password e rende molto più difficile l’accesso anche a chi dovesse entrarne in possesso. Esistono inoltre servizi che permettono di controllare se il proprio indirizzo email è comparso in qualche violazione nota, un modo rapido per capire se è il momento di cambiare le chiavi d’accesso. Il primo passo, in ogni caso, resta il più semplice: se una delle password in uso somiglia a quelle in cima alla classifica, conviene sostituirla senza aspettare.

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