Le cuffie Bluetooth peggiorano durante le chiamate: la causa è nel codec, non nel telefono

Capita a molti: con la musica le cuffie wireless suonano benissimo, ma appena parte una telefonata l'audio diventa ovattato e perde corpo. È un fenomeno noto, e la spiegazione non sta nel telefono che si sta usando.
Capita a molti: con la musica le cuffie wireless suonano benissimo, ma appena parte una telefonata l'audio diventa ovattato e perde corpo. È un fenomeno noto, e la spiegazione non sta nel telefono che si sta usando.
Le cuffie Bluetooth peggiorano durante le chiamate: la causa è nel codec, non nel telefono

Per capire il problema bisogna distinguere due modalità con cui le cuffie dialogano con lo smartphone. Quando si ascolta musica o si guarda un video, il collegamento usa un profilo chiamato A2DP, che trasmette audio in una sola direzione, in stereo e con un’elevata quantità di dati, sfruttando codec di qualità come AAC, aptX, LDAC o SBC. Il flusso viaggia dal telefono alle cuffie senza dover gestire nulla in senso opposto, e questo lascia spazio a una banda ampia. È il motivo per cui la musica arriva piena, con bassi presenti e dettagli nitidi.

Nel momento in cui parte una chiamata, però, entra in gioco anche il microfono, e qui cambia tutto. Il Bluetooth passa a un profilo diverso, l’HFP pensato per le conversazioni in vivavoce, che deve gestire l’audio in entrambe le direzioni contemporaneamente: la voce dell’interlocutore in arrivo e la nostra in uscita, sullo stesso collegamento e nello stesso istante. Far convivere i due flussi su una connessione senza fili è oneroso, e per anni la soluzione è stata sacrificare la qualità. Il canale dedicato alle chiamate lavora in mono, con un campionamento ridotto e una banda molto più stretta rispetto a quella della musica.

Cuffie Bluetooth: perché danno problemi durante le chiamate

Il salto è netto anche sul piano dei numeri. Mentre lo streaming musicale può contare su decine e decine di kilobit al secondo per canale, il vecchio standard di conversazione si è a lungo fermato a frequenze di campionamento da telefonata analogica, tagliando di fatto le frequenze alte e basse della voce. Le versioni più recenti hanno introdotto un codec a banda larga, capace di raddoppiare l’ampiezza utile e di restituire un parlato più naturale, ma resta comunque un mondo distante dalla resa dell’ascolto in A2DP. È questo passaggio a far percepire il suono come compresso, ovattato e lontano, quasi “sott’acqua”.

Le cuffie Bluetooth peggiorano durante le chiamate: la causa è nel codec, non nel telefono-melablog.it

C’è anche un effetto collaterale che molti notano senza spiegarselo: durante una telefonata cala la qualità di tutto, non solo della voce. Se nel frattempo arriva una notifica sonora o si tiene un sottofondo, anche quei suoni passano per il canale ristretto della chiamata, perché il sistema non può tenere attivi i due profili al massimo nello stesso momento. In alcuni modelli, inoltre, in conversazione si attiva un solo auricolare o entrambi scendono di livello, sempre per la stessa ragione tecnica.

In altre parole, la responsabilità non è dello smartphone né delle cuffie in quanto tali, ma del compromesso imposto dal profilo di chiamata. Il sistema preferisce garantire un microfono funzionante e una comunicazione stabile in entrambe le direzioni piuttosto che conservare la fedeltà del codec musicale, che durante la conversazione viene messo da parte. Vale per le telefonate classiche come per le videochiamate, gli assistenti vocali e le sessioni di gioco con chat vocale: ogni volta che il microfono deve restare aperto, il collegamento ripiega su quella modalità.

La svolta vera arriva con il Bluetooth LE Audio e il nuovo codec LC3, che gestisce l’audio bidirezionale mantenendo una buona qualità anche durante le chiamate, di fatto eliminando il vecchio compromesso. LC3 è più efficiente del vecchio SBC e riesce a offrire una resa migliore pur usando meno dati, il che lo rende adatto a un canale che deve far transitare voce in andata e ritorno. Lo stesso standard introduce latenze più basse e la possibilità di gestire più flussi in parallelo, aspetti utili proprio nelle situazioni in cui oggi la qualità crolla.

La tecnologia è ormai presente sugli smartphone e sugli auricolari di ultima generazione, ma per funzionare deve essere supportata da entrambi i lati del collegamento, e la convivenza con i dispositivi più vecchi rallenta ancora la transizione. Nel frattempo qualche accorgimento aiuta a limitare il disagio. Tenere aggiornato il firmware delle cuffie, verificare che telefono e auricolari condividano i profili più evoluti e, per le chiamate davvero importanti, affidarsi al microfono del telefono restano le strade più pratiche. Il tema interessa da vicino chi lavora in smart working o passa molte ore in videochiamata, contesti in cui la qualità della voce conta quanto quella della musica.

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