Apple sta lavorando a un nuovo blocco anti-scippo per iPhone, pensato per intervenire quando il telefono viene strappato dalle mani mentre è ancora sbloccato.
La novità, attesa nel 2026 secondo riferimenti trovati da 9to5Mac nel codice di iOS, punta a ridurre uno dei furti più difficili da fermare: quello che avviene in strada, nelle grandi città, da Londra in poi, quando il ladro ha già in mano un dispositivo pronto all’uso.
iPhone rubato dalle mani: come funzionerebbe il blocco automatico
La funzione è ancora in sviluppo e Apple non ha indicato una data di uscita. L’idea, però, è chiara: riconoscere quando un iPhone viene sottratto con forza mentre il proprietario lo sta usando. È proprio lì che il rischio aumenta. Se il telefono è già sbloccato, chi lo ruba può provare ad aprire app, messaggi, dati personali o conti bancari prima che il proprietario riesca a bloccarlo da remoto.
Il sistema ricorderebbe, almeno per logica, il Theft Detection Lock già introdotto su Android. L’iPhone leggerebbe movimenti improvvisi e sospetti: uno strappo, un’accelerazione brusca, un allontanamento rapido. Se questi segnali venissero collegati a uno scippo, il telefono si bloccherebbe da solo, rendendo più difficile l’accesso immediato ai contenuti.
Secondo quanto emerso, la protezione potrebbe anche attivare le regole della Protezione dispositivo rubato, già usata da Apple per limitare modifiche delicate quando l’iPhone non si trova in un luogo familiare. Non fermerebbe il furto in sé, certo. Ma potrebbe ridurre il danno che arriva subito dopo.
Apple Watch, sensori e luoghi fidati: così l’iPhone capirebbe se è uno scippo
Per non confondere uno scippo con un movimento qualunque, Apple starebbe lavorando su più segnali insieme. Tra questi ci sarebbero i dati degli accelerometri, capaci di registrare cambi improvvisi di velocità e direzione, e il collegamento con Apple Watch. Se l’iPhone si allontana di colpo dall’orologio indossato dal proprietario, il sistema potrebbe leggerlo come un campanello d’allarme.
Non solo. Il software potrebbe tenere conto anche di una rete Wi-Fi conosciuta o della posizione rispetto a luoghi abituali, come casa e lavoro. Lo stesso movimento, insomma, non avrebbe sempre lo stesso peso. In casa può essere un gesto normale. Su un marciapiede affollato, con il telefono appena strappato di mano, diventa un segnale molto diverso.
Il punto delicato restano i falsi allarmi. Una corsa per prendere la metropolitana, un telefono passato al volo a un amico, una caduta accidentale: situazioni normali, non furti. Probabilmente è anche per questo che Apple non ha ancora presentato ufficialmente la funzione. Servono test, dati e una soglia molto precisa. Un blocco automatico può essere utile, ma non deve trasformarsi in un fastidio quotidiano.
Dati, furti e privacy: la sicurezza iPhone entra in una fase nuova
La mossa rientra in una linea più ampia sulla sicurezza iPhone, costruita negli anni con strumenti come Dov’è, Blocco attivazione e Protezione dispositivo rubato. Funzioni che hanno reso più difficile rivendere un telefono rubato, anche se non hanno cancellato il mercato dei dispositivi sottratti e poi smontati per rivenderne i pezzi.
Il tema è particolarmente caldo nel Regno Unito. Nel novembre 2025, la Metropolitan Police di Londra aveva accusato Apple di non fare abbastanza contro i furti di smartphone. Secondo la polizia, l’azienda controllava i registri nazionali soprattutto per i dispositivi dati in permuta, non per quelli denunciati come rubati. Apple, stando alle ricostruzioni della stampa britannica e tecnologica, aveva respinto le accuse e invitato le forze dell’ordine a puntare sul lavoro investigativo tradizionale.
Resta poi il nodo della privacy. Nel dicembre 2025, in India, Apple si era opposta alla richiesta del governo di preinstallare sugli iPhone un’app statale per tracciare e bloccare i telefoni rubati. Il rifiuto era stato motivato con i rischi per sicurezza e riservatezza degli utenti. È lo stesso equilibrio che torna anche adesso: fermare gli scippi, proteggere i dati, ma senza trasformare l’iPhone in uno strumento di sorveglianza. Per Apple, la partita passa da qui.