iOS 8 e Yosemite, uno sguardo da vicino alle Estensioni per le App

Nonostante iOS 8 e OS X 10.10 Yosemite versino ancora in stato di Beta, è già possibile sperimentare qualche nuova estensione. Ve ne mostriamo qualcuna.
iOS 8 e Yosemite, uno sguardo da vicino alle Estensioni per le App
Nonostante iOS 8 e OS X 10.10 Yosemite versino ancora in stato di Beta, è già possibile sperimentare qualche nuova estensione. Ve ne mostriamo qualcuna.


Extensibility è una delle nuove prerogative dell’accoppiata iOS/OS X e si riferisce alla possibilità per gli sviluppatori di terze parti di creare estensioni delle applicazioni che si integrano col resto degli OS Apple in un modo totalmente nuovo e profondo. È il meccanismo con cui si può ad esempio installare nuove tastiere, tipo Swype o Swiftkey, oppure utilizzare i filtri di Waterlogue senza uscire mai dall’app Immagini, e che all’improvviso rende Android un filo meno interessante.

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Come spiega MacStories, per il momento sono state codificate sette aree specifiche in cui si può far lavorare le estensioni. In altre parole, quelle che seguono sono le casistiche documentate da Apple, ma nulla vieta che in futuro aumentino fino a coprire un numero ancora superiore di esigenze. Eccole nel dettaglio:

  • Oggi (per iOS e OS X): widget per la vista Oggi del Centro Notifiche
  • Condivisione (per iOS e OS X): per pubblicare sul Web o sui social network
  • Azioni (per iOS e OS X): estensioni delle app per manipolare dati in un’altra app
  • Editing Foto (solo iOS): per modificare foto o video nell’app Immagini di Apple con estensioni di app di terze parti
  • Sincronizzazione Finder (solo OS X): memorizzazione dei file remoti nel Finder con supporto alle annotazioni sui contenuti
  • Storage Provider (solo iOS): interfaccia tra file dentro un’app e altre app, all’interno del medesimo dispositivo
  • Tastiere personalizzate (solo iOS): tastiere di sistema alternative

Uno degli aspetti più interessanti sarà costituito dalla possibilità di installare widget all’interno della vista Oggi del Centro Notifiche; a differenza del mondo Android e OS X, tuttavia, non esisterà uno store o una repo dei widget: saranno acclusi direttamente all’interno delle app, e all’utente spetterà il compito di deciderne o meno l’installazione.

Apple insiste molto perché i widget rimangano minimalisti e molto leggeri. Nella demo al WWDC, per dire, SportsCenter mostrava solo i risultati sportivi, mentre eBay consentiva di monitorare le aste in corso e rilanciare; il widget Philips, invece, permetteva di controllare intensità e accensine/spegnimento delle luci Hue, ma niente di più.

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Per quanto concerne le Tastiere di terze parti, occorre spendere due parole per capire cosa è cambiato. Uno dei motivi per cui Apple si rifiutava di aprire iOS su questo fronte era costituito dalle preoccupazioni sulla sicurezza. E questo spiega per quale ragione le tastiere di terze parti non saranno abilitate per l’inserimento delle password; inoltre, c’è uno strato software in più che fa da trait d’union tra il tocco fisico sulla tastiera virtuale e la sua conversione in caratteri.

Il futuro, in ogni caso, non è mai stato tanto roseo per iOS. “Oggi,” si legge, “è difficile quantificare l’impatto che avranno le estensioni sull’ecosistema delle app iOS, ma è sensato affermare che, a giudicare dalle reazioni degli sviluppatori agli annunci di Apple, vedremo un sacco di cose cose interessanti il prossimo autunno.” Le app non sono più solo semplici app a sé stanti, ma diventano feature esse stesse, come le traduzioni di Bing o la pubblicazione su Ping in Safari. E ognuna di queste funzioni sarà installabile secondo criteri assolutamente personali, rendendo iOS ancora più completo e sofisticato. E ora, vediamo che si inventano a Mountain View.

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