Hai notato questo cilindretto sui cavi? Ecco a cosa serve veramente

Su molti cavi di alimentazione e dati compare un piccolo rigonfiamento cilindrico, vicino a una delle estremità. Lungi dall’essere un difetto o un peso inutile, ha una funzione tecnica ben precisa.
Su molti cavi di alimentazione e dati compare un piccolo rigonfiamento cilindrico, vicino a una delle estremità. Lungi dall’essere un difetto o un peso inutile, ha una funzione tecnica ben precisa.
Hai notato questo cilindretto sui cavi? Ecco a cosa serve veramente

Chiunque abbia osservato da vicino il cavo di un alimentatore, di un monitor o di certi accessori elettronici avrà notato quel cilindretto rigido che ne avvolge una porzione, di solito a pochi centimetri dallo spinotto. Molti lo scambiano per un fermo o per un semplice elemento di rinforzo, ma in realtà racchiude un componente con un compito specifico: si chiama nucleo in ferrite, e serve a tenere sotto controllo le interferenze elettromagnetiche.

Per capire a cosa serve bisogna partire da un fatto fisico. Qualunque cavo che trasporta corrente elettrica si comporta, suo malgrado, come una piccola antenna: può irradiare disturbi ad alta frequenza verso l’esterno e, allo stesso modo, captarne dall’ambiente circostante. Questi disturbi, indicati con la sigla EMI, possono degradare il segnale che passa nel cavo e influenzare il funzionamento dei dispositivi vicini. Il nucleo in ferrite, un materiale ceramico ricco di ossidi di ferro, agisce proprio su queste frequenze indesiderate.

Cos’è quel cilindro vicino al cavo

Il meccanismo è elegante nella sua semplicità. La ferrite presenta un’alta resistenza alle correnti ad alta frequenza ma lascia passare indisturbato il segnale utile, che viaggia a frequenze più basse. Avvolgendo il cavo, il cilindretto assorbe e dissipa sotto forma di calore le componenti di disturbo, comportandosi come un filtro selettivo. Il risultato è un segnale più pulito e un dispositivo che rispetta i limiti di emissione previsti dalle normative sulla compatibilità elettromagnetica, requisito obbligatorio per la commercializzazione anche nel mercato europeo e italiano.

Cos’è quel cilindro vicino al cavo-Melablog.it

La posizione di questi anelli non è casuale. Vengono collocati in genere vicino all’estremità del cavo, là dove i disturbi tenderebbero a entrare o uscire con maggiore facilità, in prossimità del connettore. In alcuni casi se ne trovano due, uno per ciascuna estremità, segno che il produttore ha voluto schermare il collegamento da entrambi i lati. La loro presenza è più frequente su cavi che gestiscono segnali sensibili o che lavorano in ambienti elettromagneticamente affollati, come quelli di alimentazione dei portatili, i cavi video o alcune periferiche.

Un dettaglio interessante riguarda il fatto che non tutti i cavi ne sono dotati. La scelta dipende dal tipo di segnale, dalla lunghezza del cavo e dalle prove di laboratorio che il prodotto deve superare prima di arrivare sul mercato. Esistono anche nuclei in ferrite a clip, che si possono applicare manualmente a un cavo già esistente: vengono talvolta utilizzati come soluzione tampone quando un dispositivo manifesta disturbi audio o video difficili da spiegare altrimenti.

Quel rigonfiamento, dunque, racconta una piccola storia di ingegneria nascosta nella quotidianità. Non aggiunge funzioni vistose né migliora le prestazioni in modo percepibile a occhio, ma lavora silenziosamente per evitare che il proliferare di apparecchi elettronici in casa e in ufficio si traduca in un coro di interferenze reciproche. Rimuoverlo, come qualcuno è tentato di fare per ragioni estetiche, significa privare il cavo proprio di quella protezione per cui era stato progettato.

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