Google Duplex, anche su iPhone l'assistente virtuale che prenota i ristoranti

Duplex, la fantascientifica tecnologia di Google che chiama i ristoranti al telefono e effettua le prenotazioni per voi sta per sbarcare ufficialmente su iPhone. Ecco con quali limiti e rischi.
Google Duplex, anche su iPhone l'assistente virtuale che prenota i ristoranti
Duplex, la fantascientifica tecnologia di Google che chiama i ristoranti al telefono e effettua le prenotazioni per voi sta per sbarcare ufficialmente su iPhone. Ecco con quali limiti e rischi.

Ce l’avevano mostrato alla conferenza degli sviluppatori Google I/O, e francamente ci aveva sorpreso. L’assistente vocale di Mountain View che chiama i ristoranti ed effettua prenotazioni per voi sta per sbarcare ufficialmente anche su iPhone.

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Come si vede nel video, tutto quel che occorre fare è chiedere a Assistente Google di prenotare un tavolo in un determinato ristorante; l’assistente farà un paio di domande preventive per prepararsi alla conversazione (“se non dovessi trovare posto alle 9, va bene alle 8?”) dopodiché cercherà su Internet il numero da comporre, chiamerà in modo autonomo, e parlerà con voce convincente e naturale con l’addetto.

Per il momento, la funzionalità è disponibile per gli utenti su Pixel phone negli Stati Uniti, ma presto verrà portata “su più dispositivi iOS e Android” anche al di fuori del paese. Il debutto su iPhone, almeno negli USA, dovrebbe avvenire nelle prossime settimane; per L’Italia i tempi saranno sicuramente più lunghi.

La cosa ha destato curiosità da una parte e preoccupazione dall’altra. Google infatti si sta ritagliando sempre più un ruolo pionieristico nella percezione che abbiamo della loro tecnologia di Intelligenza Artificiale; detta brutalmente, Siri al confronto sembra roba imbarazzante del Pleistocene.

Ma c’è anche una questione più sottile, dai risvolti etici. In un periodo storico in cui le chiamate automatizzate risultano estremamente impopolari, è giusto che una macchina interagisca al telefono con persone reali emulando a perfezione l’intonazione e le sfumature di un parlante umano? Se ascoltate la demo nel video qui in alto, sentirete perfino dei “uhm…” e “ah” di esitazione.

Secondo i più critici, ciò è studiato per ingannare le persone; Google invece sostiene che 1. serve solo a rendere più naturale la conversazione e 2.L’assistente si presenterà sempre come tale, prima di iniziare la fase di prenotazione vera e propria. Voi che dite, fumo negli occhi, o Intelligenza Artificiale che spicca il volo? Ai lettori l’ultima parola.

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