Il Face ID è il sistema di riconoscimento biometrico di iPhone e iPad. Più sicuro di una password e del Touch ID, non è però perfetto. Può essere ingannato? Assolutamente sì, ma vi servirà molto più che una semplice foto.
[affiliate_generic type=”button” url=”https://www.amazon.it/dp/B09G8Y31L8/ref=twister_B09GBZBX4M” text=”Acquista iPhone 13 in sconto su Amazon”]
Partiamo da un assunto importante. Il Face ID non scatta una fotografia. Il notch sta lì e occupa tanto spazio perché include sensori capaci di creare un reticolo di punti all’infrarosso e di leggere le distanze tra di essi. La griglia di puntini invisibili crea una mappa tridimensionale del viso che è unica per ogni utente. Le foto, invece, sono bidimensionali.
Apple, scrivevamo tempo addietro, è almeno due anni avanti alla concorrenza sul riconoscimento facciale, e questo oramai è evidente. Alcuni Samsung, in passato, erano facilmente ingannabili con banali foto; poi è emerso che si poteva fregarli anche con delle stampe tridimensionali del volto, mentre iPhone era “impenetrabile.”
I Punti Deboli del Face ID
Ma questo non significa che che Face ID sia perfetto. Per esempio, è noto che due fratelli eterozigoti (e per niente somiglianti) siano riusciti a ingannare il Face ID con un po’ di pazienza. E nel tempo non sono mancati esperimenti che trovassero talloni d’Achille, come il famoso esperimento con gli occhiali e il nastro adesivo.
Ma rispetto a password e a molti dei sistemi biometrici esistenti, Face ID rappresenta a tutt’oggi uno dei migliori compromessi tra sicurezza e facilità d’uso. E se vi steste domandando come ci vede la fotocamera TrueDepth di iPhone, ecco un video che amerete: per i sensori del telefonino Apple, non siete un insieme di tratti, ma un ammasso di punti nello spazio posti a una specifica distanza l’uno dall’altro.