Una lampada decorativa LED da pochi euro, smontata e riprogrammata, diventa un dispositivo smart controllabile via WiFi, integrabile in Home Assistant, con effetti RGB completamente personalizzabili.
Il progetto è reale, documentato su GitHub e riprodotto da chiunque abbia un minimo di manualità con l’elettronica.
Il prodotto di partenza è la SKAFTSÄRV di IKEA, una barretta LED decorativa venduta a circa 5 euro — 4 sterline nel mercato britannico, dove le recensioni abbondano. Trenta LED integrati, alimentazione USB-C, supporto a base rimovibile che permette di usarla in verticale o appoggiata su un piano.
La lampada IKEA può diventare un gioiello tech
Di serie offre alcuni effetti fissi: colori statici, transizioni graduali e una modalità reattiva al suono. Ed è proprio questo ultimo punto che rivela qualcosa di inaspettato: dentro il corpo della lampada c’è un microfono, integrato nella scheda di controllo originale. La maggior parte degli acquirenti non lo sa.

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La modifica sostituisce completamente quella scheda con un ESP32-C3 SuperMini, un microcontrollore WiFi di dimensioni contenute che costa pochi euro e si trova su qualsiasi piattaforma di elettronica. Il firmware installato è WLED, software open source nato specificamente per gestire strisce e array LED indirizzabili. Una volta connesso alla rete di casa, WLED espone un’interfaccia web accessibile da browser, app native per Android e iOS, e — punto centrale per chi usa la domotica — integrazione nativa con Home Assistant tramite protocollo MQTT senza configurazioni aggiuntive.
Aprire la SKAFTSÄRV richiede un po’ di pazienza. Il corpo è incollato nella parte superiore e inferiore: serve uno strumento piatto per fare leva senza rompere la scocca, procedendo lentamente. Una volta dentro, due viti laterali liberano la scheda originale. Il supporto interno è incollato in modo più rigido e va forzato. La nuova scheda ESP32-C3 va posizionata nella cavità opposta a quella originale, lontano dai LED, per evitare il surriscaldamento durante il funzionamento prolungato. Dopo la rimontatura con colla, la lampada è esternamente identica all’originale.
Sul fronte software, WLED riconosce la SKAFTSÄRV come una striscia da 30 LED di tipo WS281x con ordine colori GRB — parametri da inserire manualmente nella configurazione iniziale. Da quel momento in poi, la lampada risponde ai comandi WiFi: effetti dinamici, sincronizzazione con altri dispositivi WLED in rete, automazioni basate su orari, sensori o eventi esterni definiti in Home Assistant.
Un dato laterale che emerge dalle recensioni IKEA: la modalità sonoro-reattiva originale della SKAFTSÄRV è considerata insoddisfacente dagli utenti che la possiedono — ritardo percettibile, calibrazione automatica della sensibilità che rende la funzione quasi inutile al di fuori di condizioni molto specifiche. WLED, che supporta anch’esso la reattività audio tramite microfono esterno, risolverebbe proprio quel limite. Il progetto documentato da simoneluconi non reintegra il microfono originale nella nuova configurazione, ma la guida indica che farlo non è complicato per chi vuole spingersi oltre.
Non è la prima lampada IKEA a subire questa trasformazione. In precedenza un pannello LED da parete della stessa azienda era stato modificato con un controller alternativo per sbloccare funzionalità che il firmware originale non prevedeva. La differenza con la SKAFTSÄRV è il rapporto prezzo-risultato: meno di 10 euro in totale tra lampada ed ESP32 per ottenere un dispositivo smart che, comprato già pronto con caratteristiche equivalenti, costerebbe almeno cinque volte tanto.
Il codice del progetto è pubblico su GitHub. Quanti altri oggetti da 5 euro in quel catalogo svedese nascondono un microchip già pronto ad essere riprogrammato?