Commodore torna con un telefono a conchiglia che blocca social e browser: ecco il Callback 8020

Il marchio che ha segnato l'informatica domestica degli anni Ottanta riappare in un settore inatteso, quello della telefonia minimalista. La proposta punta tutto su ciò che il dispositivo decide di non far fare.
Il marchio che ha segnato l'informatica domestica degli anni Ottanta riappare in un settore inatteso, quello della telefonia minimalista. La proposta punta tutto su ciò che il dispositivo decide di non far fare.
Commodore torna con un telefono a conchiglia che blocca social e browser: ecco il Callback 8020

Il nome Commodore, legato a una delle pagine più importanti della storia dell’informatica domestica, torna su un prodotto che con i computer ha poco a che fare: un telefono a conchiglia. Il dispositivo si chiama Callback 8020 ed è il primo a portare il marchio dai tempi del PET del 2015. Dietro l’operazione c’è Christian Simpson, noto come Peri Fractic per il canale YouTube Retro Recipes, che ha acquisito i diritti del marchio e ne sta guidando il rilancio.

L’idea alla base del Callback 8020 è singolare: il suo principale punto di forza è ciò che non permette di fare. Pur disponendo di connettività e della possibilità di far girare la quasi totalità delle app Android, il telefono blocca a livello di sistema i browser web e i social network. Le applicazioni considerate utili, come WhatsApp, Signal, Telegram, Spotify, Google Maps e Uber, restano disponibili, mentre feed, browser e client di posta vengono esclusi per scelta progettuale.

Il telefono conchiglia Commodore che sorprende tutti

Il blocco è pensato per essere difficile da aggirare. Lo store proprietario, chiamato Commostore, funziona su una logica di whitelist e semplicemente non elenca le app indesiderate. A questo si aggiunge una tecnologia, definita brevettabile dall’azienda, che impedisce di installarle da fonti esterne, e un ulteriore filtro a livello DNS che ne blocca il funzionamento anche qualora si riuscisse comunque a installarle. La risposta delle FAQ alla domanda se il blocco si possa disattivare è netta: no.

Il telefono conchiglia Commodore che sorprende tutti-melablog.it

Sul piano tecnico il telefono non è un dispositivo elementare. Monta un display interno da 3,25 pollici, un processore MediaTek Helio G81, 4 GB di RAM, 64 GB di memoria, una fotocamera posteriore Sony da 48 MP e una frontale con autofocus. Non manca nulla di ciò che molti rimpiangono degli apparecchi di un tempo: doppia SIM, porta USB-C, jack per le cuffie, radio FM e perfino la batteria rimovibile. Il sistema operativo è Sailfish OS, di matrice Linux, sviluppato dalla finlandese Jolla. Significativa l’assenza del 5G: l’azienda sostiene che il 4G e il Wi-Fi siano più coerenti con un dispositivo che vuole scoraggiare lo streaming e lo scrolling continui.

Anche l’esperienza d’uso è costruita per imporre lentezza. La scrittura avviene con il vecchio sistema T9 a predizione, il touchscreen è disattivato per impostazione predefinita e si accende solo per le poche app che lo richiedono davvero, e la chiusura a conchiglia, secondo l’azienda, aggiunge un attrito che invita a un uso più consapevole. Non mancano richiami nostalgici come le suonerie basate sul chip audio SID del Commodore 64.

Il prezzo di partenza si aggira intorno ai 499 dollari, con versioni speciali più costose, e i preordini sono attesi per fine giugno. Il posizionamento è chiaro: un pubblico stanco delle notifiche e della dipendenza dallo schermo, in un momento in cui diversi Paesi discutono limiti all’uso dei social, soprattutto tra i più giovani. Resta da capire quante persone saranno disposte a pagare una cifra da smartphone di fascia media per un apparecchio il cui valore sta, paradossalmente, in tutto ciò che ha deciso di lasciare fuori.

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