Apple compie un passo che fino a pochi mesi fa sembrava improbabile. L’azienda di Cupertino ha autorizzato l’utilizzo di Poke, una piattaforma basata su intelligenza artificiale.
La novità arriva in un momento particolarmente delicato per il settore, a pochi giorni dalla WWDC 2026, l’evento durante il quale Apple dovrebbe svelare nuove strategie legate all’intelligenza artificiale.
La particolarità di Poke è la semplicità. L’utente non deve installare software complessi né imparare comandi tecnici. Basta inviare un messaggio di testo e l’assistente può eseguire diverse attività quotidiane.
Tra le funzioni disponibili ci sono la gestione del calendario, l’organizzazione della giornata, il monitoraggio di salute e attività fisica, il controllo della casa intelligente e persino alcune operazioni di modifica delle fotografie. Tutto avviene attraverso una normale conversazione testuale, proprio come si farebbe con un contatto qualsiasi.
Secondo i dati diffusi dall’azienda, il servizio avrebbe già gestito circa 100 milioni di messaggi tra SMS, Telegram, WhatsApp e altri canali supportati. Ora si aggiunge anche l’ecosistema Apple tramite iMessage.
Perché questa approvazione è importante
Messages for Business è nato per consentire alle aziende di comunicare con i clienti attraverso l’app Messaggi di Apple. Compagnie aeree, hotel, negozi e servizi di assistenza utilizzano da tempo questa infrastruttura per fornire supporto e informazioni direttamente nelle chat.
L’arrivo di un agente AI autonomo cambia però lo scenario. Per la prima volta un sistema di intelligenza artificiale può operare all’interno di questa piattaforma in modo ufficiale, aprendo la strada a nuove forme di interazione tra utenti e servizi digitali.
Non si tratta ancora dell’apertura completa di iMessage agli agenti AI di terze parti, ma rappresenta comunque un segnale interessante sulla direzione che Apple potrebbe prendere nei prossimi mesi.
Apple introduce anche un nuovo modello di business
Dietro la notizia si nasconde un altro dettaglio che sta attirando l’attenzione degli osservatori del settore. La startup che sviluppa Poke ha confermato che Apple applica un costo per ogni utente che utilizza il servizio attraverso la piattaforma Messages for Business.
Questo significa che Cupertino potrebbe trasformare l’accesso agli agenti AI in una nuova fonte di ricavi, seguendo una logica diversa rispetto a quella tradizionale dell’App Store. Per le startup specializzate nell’intelligenza artificiale, invece, si apre la necessità di considerare nuovi costi di distribuzione e integrazione.

Verso una nuova era per Siri e l’intelligenza artificiale Apple? (www.melablog.it)
L’approvazione di Poke arriva mentre aumentano le indiscrezioni sulle prossime mosse di Apple nel campo dell’AI. Gli analisti si aspettano importanti aggiornamenti per Siri e per le tecnologie legate ad Apple Intelligence durante la conferenza WWDC 2026.
Anche se Apple non ha annunciato ufficialmente un programma dedicato agli agenti AI su larga scala, l’ingresso di Poke all’interno dell’ecosistema iMessage viene interpretato da molti come un test significativo. Se l’esperimento dovesse funzionare, altri sviluppatori potrebbero cercare di seguire la stessa strada.
Per gli utenti, invece, il cambiamento più evidente potrebbe essere l’arrivo di assistenti sempre più capaci di svolgere attività concrete direttamente nelle applicazioni che già utilizzano ogni giorno, senza dover passare da servizi separati o interfacce complicate.