Blackout a macchia di leopardo con il caldo: perché succede e quando spetta un rimborso

Con le ondate di calore aumentano le interruzioni di corrente che colpiscono singoli quartieri senza preavviso. Capire come funziona la rete aiuta anche a sapere quando si ha diritto a un indennizzo.
Con le ondate di calore aumentano le interruzioni di corrente che colpiscono singoli quartieri senza preavviso. Capire come funziona la rete aiuta anche a sapere quando si ha diritto a un indennizzo.
Blackout a macchia di leopardo con il caldo: perché succede e quando spetta un rimborso

Ascensori bloccati, semafori spenti, negozi senza POS, frigoriferi fuori uso e interi isolati al buio per ore. Non si tratta del classico grande blackout nazionale, ma di una serie di interruzioni localizzate che colpiscono zone precise delle città, spesso senza alcun preavviso. È il fenomeno dei blackout urbani a macchia di leopardo, conseguenza sempre più evidente dell’aumento delle temperature, della crescita dei consumi elettrici e di una rete che in molte aree è stata progettata per un mondo molto diverso da quello di oggi.

Il legame con il caldo è diretto. Quando le temperature salgono, il sistema elettrico subisce una doppia pressione: da un lato la domanda di energia esplode per l’uso massiccio di condizionatori, ventilatori e impianti di raffrescamento; dall’altro le stesse infrastrutture si trovano a operare in condizioni più gravose. Cavi, trasformatori, giunti e cabine vengono sottoposti a un maggiore stress termico, che può tradursi in guasti, surriscaldamenti e interruzioni improvvise del servizio proprio nei momenti di picco.

Previsione di Blackout: perché il caldo peggiora le cose

Per capire dove si rompe il meccanismo bisogna ricordare che la rete non è un’unica grande infrastruttura, ma un sistema a più livelli. Quella di trasmissione nazionale, gestita da Terna, trasporta l’energia sulle lunghe distanze attraverso linee ad alta tensione. Esiste poi la rete di distribuzione locale, in media e bassa tensione, che porta l’elettricità nelle case, nei condomini e nei negozi: è proprio questa a rappresentare il punto più vulnerabile, perché un singolo guasto può lasciare senza corrente migliaia di utenti in un quartiere densamente popolato.

Previsione di Blackout: perché il caldo peggiora le cose-melablog.it

E i carichi crescono di anno in anno, spinti da auto elettriche, pompe di calore, impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e nuovi data center che chiedono alle vecchie reti molto più di quanto fossero state pensate per sostenere.

Le conseguenze vanno ben oltre il semplice disagio. Per le famiglie possono significare cibo deteriorato, elettrodomestici danneggiati, connessioni interrotte e situazioni difficili per anziani e persone fragili durante le giornate più calde. Per le attività commerciali il conto è ancora più salato, tra merce deperibile da buttare, vendite bloccate e apparecchiature elettroniche a rischio, mentre le aziende manifatturiere devono fare i conti con fermi produttivi e riavvii degli impianti. Ogni interruzione, insomma, ha un costo economico che si propaga sull’intero sistema.

Quello che molti cittadini ignorano è che in alcuni casi è previsto un indennizzo automatico per le interruzioni prolungate. Le regole stabiliscono una compensazione economica quando il blackout supera determinate soglie temporali: per le utenze domestiche con potenza fino a 6 kW scatta in genere dopo otto ore di interruzione e aumenta progressivamente in base alla durata del disservizio. Si tratta però di una compensazione standard, che non copre in automatico gli eventuali danni subiti, per esempio agli elettrodomestici o alle merci. Per quelli la strada resta la segnalazione al proprio distributore e la richiesta documentata, ed è bene conservare prove e ricevute di ciò che si è perso.

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