Molte delle abitudini di consumo, però, non dipendono da come si usa il telefono ma da alcune funzioni attive in automatico, che lavorano in sottofondo senza che ce ne accorgiamo.
Tra queste, una in particolare incide più di quanto si immagini sull’autonomia quotidiana: si chiama Aggiornamento app in background. Si tratta della funzione che permette alle applicazioni di aggiornare i propri contenuti anche quando non sono in primo piano, così da trovare già pronte le ultime email, i nuovi post o gli aggiornamenti dei feed nel momento in cui le riapriamo. La comodità è evidente, ma il prezzo da pagare è un consumo costante di energia, perché le app continuano a risvegliarsi a intervalli regolari anche quando il telefono è in tasca.
iPhone: attenzione alle funzioni che consumano la batteria
Il punto è che questa funzione è attiva di default per quasi tutte le applicazioni installate, comprese quelle che usiamo di rado. Un iPhone con decine di app può quindi ritrovarsi a gestire un flusso continuo di micro-operazioni in secondo piano, ciascuna delle quali consuma una piccola quota di batteria che, sommata, fa la differenza a fine giornata. A pesare maggiormente sono i social network e le app che utilizzano la rete o la posizione.

iPhone: attenzione alle funzioni che consumano la batteria-Melablog.it
Per intervenire basta aprire Impostazioni, poi Generali e quindi Aggiornamento app in background. Da qui è possibile disattivare completamente la funzione oppure, scelta più equilibrata, limitarla alla sola rete Wi-Fi, evitando che le app lavorino sotto rete dati quando si è fuori casa. In alternativa si può lasciarla attiva solo per le applicazioni che usiamo davvero spesso e disattivarla per tutte le altre, agendo sui singoli interruttori.
Va detto che non è l’unica voce a incidere. Anche la funzione Alza per attivare, che accende lo schermo ogni volta che si solleva il telefono, contribuisce a scaricare la batteria, così come la luminosità elevata e la localizzazione lasciata sempre attiva. Disattivare ciò che non serve, in queste tre aree, è spesso più efficace di qualsiasi accessorio di ricarica.
In Italia, dove l’iPhone resta lo smartphone di riferimento nella fascia alta del mercato, questi accorgimenti riguardano una platea molto ampia di utenti. Apple, dal canto suo, mette a disposizione la modalità Risparmio energetico, che agisce proprio limitando l’aggiornamento in background e altre attività automatiche, ma si tratta di una soluzione temporanea che entra in gioco quando la carica è ormai bassa, mentre intervenire a monte sulle impostazioni produce un beneficio più stabile nel tempo.
Resta il fatto che ogni configurazione va calibrata sulle proprie abitudini: chi vive di notifiche di lavoro avrà esigenze diverse da chi usa il telefono soprattutto per chiamare e messaggiare, e proprio in questa personalizzazione si gioca buona parte dell’autonomia reale del dispositivo.