Apple Watch Series 12: poche novità in vista, ma il chip potrebbe fare la differenza

Apple Watch Series 12: poche novità in vista, ma il chip potrebbe fare la differenza

A settembre Apple dovrebbe presentare Apple Watch Series 12 e, dalle indiscrezioni disponibili, l’aggiornamento appare più concentrato sui dettagli interni che su cambiamenti visibili al polso.

Il quadro che emerge è quello di un modello che continua la linea della Series 11: stessa impostazione estetica, dimensioni del display e, in generale, un’identità molto simile. Questo non significa che non possano arrivare ritocchi come nuovi colori o piccole differenze legate al software, ma l’aspettativa, per ora, è di non vedere un Apple Watch “scenografico”. Per molti utenti, però, la domanda vera non è se cambia il look: è se cambia la longevità nell’uso quotidiano.

Il chip: l’aggiornamento che si sente nel tempo

Il punto più interessante riguarda il nuovo chipset. Apple tende a introdurre un salto netto nei chip dell’orologio circa ogni tre anni: dopo S6 nel 2020 (derivato dall’A13 Bionic) e S9 nel 2023 (derivato dall’A16 Bionic), per Series 12 ci si aspetta finalmente core CPU aggiornati. Non è un dettaglio per soli appassionati: significa potenzialmente maggiore reattività nelle app, gestione più fluida delle animazioni, tempi migliori per operazioni ripetute e una base più solida per gli aggiornamenti negli anni.

Le voci parlano anche di una possibile architettura a 3 nanometri, in qualche modo paragonabile a quella attesa per un chip come A19, anche se su questo non c’è certezza. L’impatto pratico, per chi indossa Apple Watch tutti i giorni, sarebbe soprattutto uno: acquistare un modello che resta scattante più a lungo. È il classico miglioramento che non fa notizia in vetrina, ma che si apprezza dopo mesi, quando le app aumentano e watchOS diventa più esigente.

Touch ID: idea affascinante, ma oggi sembra lontana

Tra i rumor più discussi c’è stato anche il possibile arrivo di Touch ID su Apple Watch Series 12. L’ipotesi, nata da una fuga di codice, ha alimentato l’idea di sblocchi più rapidi e autenticazioni al polso senza passcode. Nelle ricostruzioni più recenti, però, questa funzione sembra poco probabile.

Il motivo sarebbe molto concreto: introdurre Touch ID potrebbe sottrarre spazio e risorse a elementi che per Apple Watch sono centrali, come batteria e sensori dedicati alla salute. Sul polso, ogni millimetro conta: aggiungere un componente in più non è solo un tema di costo o di ingegneria, ma di compromessi sull’autonomia e sull’evoluzione delle funzioni sanitarie, che spesso sono la ragione principale per cui si cambia modello.

Salute: tante ipotesi, pochi segnali solidi

Il capitolo salute resta quello con più aspettative e, al momento, meno certezze. Si parla di un possibile monitoraggio della pressione, di un tracciamento più esteso dell’ipertensione e perfino di glucosio, ma non ci sono indicazioni concrete che queste novità arrivino già quest’anno.

Per i lettori comuni l’indicazione, oggi, è semplice: se si aspetta Series 12 per una specifica funzione medica “nuova”, conviene tenere i piedi per terra. Se invece si punta a un Apple Watch da tenere a lungo, il possibile salto del chip potrebbe essere la motivazione più solida, anche in un anno in cui l’estetica sembra destinata a cambiare poco.

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