Apple ridisegna il futuro di Vision: Ternus taglia i progetti e scommette sugli smart glasses

Apple ridisegna il futuro di Vision: Ternus taglia i progetti e scommette sugli smart glasses

Apple avrebbe rivisto la roadmap dei prodotti Vision per il 2026, spostando l’attenzione dai visori più complessi agli smart glasses.

Secondo le indiscrezioni diffuse il 3 giugno, a spingere questa linea sarebbe John Ternus, indicato come possibile futuro amministratore delegato di Apple. L’idea sarebbe tagliare alcuni progetti legati a Vision Pro e concentrare uomini, risorse e sviluppo su dispositivi più leggeri e quotidiani. Per Cupertino sarebbe un cambio di priorità importante: meno enfasi sui visori immersivi tradizionali, più attenzione agli smart glasses come possibile prodotto consumer del futuro.

Ternus cambia rotta: meno Vision Pro, più occhiali intelligenti

Se confermata, sarebbe una sterzata pesante nella strategia di Apple sulla realtà mista. Un anno fa Ming-Chi Kuo, da tempo attento ai movimenti della filiera asiatica, parlava di almeno sette prodotti basati su visionOS: tre dispositivi della famiglia Vision e quattro modelli di occhiali intelligenti. Ora, scrive lo stesso analista, quello schema “non è più un riferimento utile”.

La revisione sarebbe stata approvata da John Ternus, indicato nel post come prossimo Ceo di Apple, e nella nuova roadmap resterebbero in vista solo due prodotti legati agli smart glasses. Una scelta netta. Per Kuo, togliere la linea Vision Pro dai piani futuri sarebbe stata “la decisione giusta”, perché consentirebbe alla società di concentrare investimenti, ingegneri e attenzione su dispositivi con più possibilità di arrivare al grande pubblico. Da Cupertino, per ora, nessuna conferma ufficiale.

La nuova tabella di marcia: AI glasses nel 2027, AR/XR con display nel 2029

Secondo gli ultimi controlli sulla catena di fornitura citati da Kuo, Apple starebbe lavorando a due famiglie di occhiali intelligenti. La prima sarebbe quella degli AI glasses senza display, un prodotto più vicino ai Ray-Ban Meta: fotocamera, audio, funzioni di assistenza e dialogo con l’intelligenza artificiale. Per questa categoria, l’arrivo resterebbe previsto nel 2027.

La seconda linea sarebbe più ambiziosa: occhiali AR/XR con display, basati su guide d’onda ottiche, una tecnologia che permette di proiettare informazioni davanti agli occhi senza usare un visore tradizionale. Qui, però, i tempi si allungano. Il lancio, scrive Kuo, sarebbe slittato al 2029. Un dettaglio non da poco, perché mostra quanto sia ancora lungo il percorso tra un accessorio leggero da indossare ogni giorno e un vero dispositivo di realtà aumentata pronto per il mercato.

Apple guarda al mercato di massa: il nodo visionOS

La possibile frenata su Vision Pro non cancellerebbe il lavoro fatto da Apple sulla realtà spaziale. Piuttosto, lo sposterebbe altrove. Il visore ha mostrato una piattaforma tecnologica avanzata, ma resta un prodotto costoso, poco comodo per l’uso quotidiano e destinato a una cerchia ristretta di utenti. Gli smart glasses, invece, parlano a un pubblico più ampio: si indossano fuori casa, possono legarsi a iPhone e ai servizi Apple, e non chiedono all’utente di cambiare davvero le proprie abitudini.

Per visionOS il passaggio potrebbe essere delicato. Se la linea Vision Pro uscisse davvero dalla roadmap principale, il sistema operativo dovrebbe trovare un nuovo ruolo: forse base software per esperienze AR più leggere, forse laboratorio per funzioni destinate agli occhiali. “Lo spostamento è avvenuto già da tempo”, ha ammesso Kuo, spiegando di essere arrivato tardi ad aggiornare il proprio schema. A pochi giorni dalla WWDC, resta da capire quanto Apple vorrà mostrare di questa nuova direzione e quanto, invece, preferirà tenere ancora coperto il cantiere degli occhiali.

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