Le Cover in estate possono essere un pericolo per gli smartphone: gli unici materiali da usare per evitare danni

D'estate il caldo mette alla prova la tenuta degli smartphone, e la custodia che dovrebbe proteggerli può trasformarsi in un fattore di rischio in più.
D'estate il caldo mette alla prova la tenuta degli smartphone, e la custodia che dovrebbe proteggerli può trasformarsi in un fattore di rischio in più.
Le Cover in estate possono essere un pericolo per gli smartphone: gli unici materiali da usare per evitare danni

Molto dipende dal materiale con cui è fatta, perché non tutte le cover reagiscono allo stesso modo davanti al calore.

Una cover non produce calore: ne ostacola la dispersione. Avvolgere il telefono significa frapporre uno strato tra i componenti che scaldano — processore e batteria — e l’aria che dovrebbe portare via quel calore. Quanto pesi questo strato dipende dalla conducibilità termica del materiale, ed è lì che le differenze diventano concrete.

Silicone e TPU, il poliuretano termoplastico diffusissimo negli accessori economici, hanno una conducibilità bassa, nell’ordine di 0,15-0,3 watt per metro-kelvin: il calore li attraversa lentamente e tende ad accumularsi. La pelle si comporta in modo analogo. La plastica rigida — policarbonato o ABS — fa leggermente meglio, mentre l’alluminio e gli altri metalli trasferiscono il calore all’esterno molto più in fretta. Sulla carta, quindi, d’estate la scelta migliore sarebbe proprio quella metallica.

Come scegliere la Cover adatta in base alla stagione

Sulla carta, appunto. Il metallo che disperde meglio il calore è anche quello che protegge peggio dagli urti, perché trasmette le vibrazioni di un impatto invece di assorbirle, e per giunta diventa caldo al tatto. Il vantaggio termico si paga in fragilità.

Come scegliere la Cover adatta in base alla stagione-melablog.it

Un equivoco riguarda la fibra di carbonio, che il nome e la reputazione tecnica farebbero immaginare ideale per smaltire il calore. Lungo le fibre conduce davvero, ma nelle cover in commercio è quasi sempre annegata in resine isolanti, e l’effetto pratico finisce per somigliare più a quello di una plastica che a quello di un metallo.

Conta poi lo spessore. Le custodie corazzate, pensate per le cadute serie, aggiungono millimetri di isolante e allungano i tempi di smaltimento; alcuni modelli rispondono con aperture o profili parziali che lasciano circolare l’aria, sfruttando la convezione per sottrarre calore alla superficie. In estate un guscio sottile e ventilato lavora meglio di uno chiuso e robusto.

Il punto è che la cover non agisce da sola. Sotto sforzo — gaming, video in 4K, hotspot acceso, ricarica rapida — la temperatura interna può avvicinarsi ai 45 °C in pochi minuti, e in un abitacolo fermo al sole quel margine si esaurisce ancora prima. Oltre la soglia il telefono rallenta il processore o frena la ricarica per raffreddarsi. La ricarica wireless aggiunge calore proprio, e con inserti metallici o una carta dimenticata nella custodia il campo elettromagnetico si disperde e scalda di più.

Resta una variabile che con la conducibilità non c’entra nulla e che quasi nessuno valuta al momento dell’acquisto: il colore. Sotto lo stesso sole una cover nera può registrare diversi gradi in più di una chiara o riflettente, semplicemente perché assorbe più radiazione. Una differenza che si decide allo scaffale, scegliendo la tinta prima ancora del materiale.

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