TomTom AmiGO torna a farsi largo in Italia e in Europa e rilancia la sfida a Google Maps. E riporta sulle dashboard digitali un nome che molti automobilisti collegano ancora ai navigatori degli anni Novanta e Duemila.
Per una generazione di automobilisti, TomTom non era solo un marchio. Era “il navigatore”: quel piccolo schermo attaccato al parabrezza con la ventosa, acceso prima di partire per le vacanze, per una trasferta di lavoro o per raggiungere un indirizzo sconosciuto. Poi sono arrivati gli smartphone, le mappe già installate, le auto connesse. E il mercato è cambiato in fretta.
La società olandese, però, non ha lasciato la navigazione. Ha spostato il lavoro su software, mappe digitali e servizi per l’auto, collaborando anche con case automobilistiche e piattaforme tecnologiche. Dentro questo percorso nasce TomTom AmiGO, l’app pensata per riportare l’esperienza del marchio nell’uso quotidiano dell’auto, senza più il vecchio dispositivo sul cruscotto.
Il richiamo agli anni Novanta, quindi, è soprattutto di memoria. Resta il nome, ancora riconoscibile. Il servizio, invece, guarda al presente: app per smartphone, aggiornamenti continui, collegamento con l’abitacolo e indicazioni che cambiano in base alla strada. Una svolta quasi obbligata, in un settore in cui oggi il traffico si legge attraverso dati aggiornati minuto per minuto.
Dentro TomTom AmiGO: traffico, autovelox e percorsi su misura
Il cuore di TomTom AmiGO è la navigazione con informazioni in tempo reale su traffico, incidenti, cantieri, code e rallentamenti. L’app calcola il percorso e, se trova un problema lungo la strada, può suggerire una deviazione. È una funzione che ormai gli automobilisti danno quasi per scontata, ma TomTom punta sulla qualità delle sue mappe, da anni usate anche nel settore dell’auto.
Tra le funzioni più osservate ci sono gli avvisi su autovelox, tutor e limiti di velocità, con segnalazioni visive e sonore. Il punto, va detto, cambia da Paese a Paese e dipende dalle regole locali: questi strumenti devono sempre essere usati nel rispetto della legge. L’obiettivo indicato dall’app non è evitare i controlli, ma aiutare chi guida a restare più attento e dentro i limiti.
AmiGO permette anche di scegliere il tragitto in base alle esigenze del viaggio, evitando per esempio strade a pedaggio o tratti molto trafficati. Alcune opzioni tengono conto del tipo di veicolo e delle preferenze dell’utente, dettaglio non secondario per chi macina chilometri ogni settimana. “Mi interessa sapere prima dove rischio di restare fermo”, dicono spesso i pendolari. Ed è proprio lì, nel percorso ripetuto ogni mattina, che un’app di navigazione si gioca la fiducia.
Perché tanti automobilisti guardano oltre Google Maps
Google Maps resta il punto di riferimento più usato per orientarsi, cercare indirizzi, leggere recensioni e organizzare spostamenti. È già presente su moltissimi telefoni, funziona con sistemi come Android Auto e offre informazioni su mezzi pubblici, negozi, ristoranti e percorsi a piedi. Parlare di un “addio” di massa, quindi, sarebbe eccessivo: non ci sono dati pubblici che mostrino una fuga degli italiani da Google Maps.
C’è però un fatto più concreto: molti conducenti provano alternative a Google Maps per esigenze precise, soprattutto quando sono in auto. C’è chi vuole avvisi più chiari sugli autovelox, chi preferisce una schermata più pulita, chi cerca indicazioni pensate più per la guida che per la ricerca di luoghi. Sembrano dettagli, ma nella routine quotidiana possono fare la differenza.
In Italia, tra traffico urbano, tangenziali e cantieri, la scelta dell’app spesso dipende anche dall’abitudine. Milano alle 8.15, il Grande raccordo anulare nel tardo pomeriggio, la A1 nei weekend estivi: sono situazioni in cui sapere con qualche minuto di anticipo che c’è una coda può cambiare il viaggio. Così l’automobilista confronta, prova, cancella, torna indietro. Senza grandi annunci.
La sfida tra TomTom AmiGO, Google Maps, Waze e gli altri servizi di navigazione si gioca oggi su tre fronti: qualità dei dati, facilità d’uso e sicurezza alla guida. Le mappe devono essere aggiornate, gli avvisi devono arrivare in tempo, le istruzioni devono capirsi al volo. Perché quando si è al volante, una schermata confusa non è un dettaglio.
C’è poi il tema dei consumi. Le app più recenti cercano di indicare percorsi più efficienti, con meno soste, meno ripartenze e meno tratti bloccati. Non sempre la strada più corta è anche la più conveniente: un tragitto più scorrevole può aiutare a risparmiare carburante o batteria, soprattutto con auto ibride ed elettriche. Ma, come sempre, la promessa va verificata sulla strada.
TomTom porta in questa partita la sua lunga esperienza nella cartografia digitale e nella navigazione stradale. Google risponde con un sistema molto ampio e con una presenza ormai quotidiana nella vita degli utenti. In mezzo ci sono gli automobilisti, che non scelgono per nostalgia ma per praticità: se l’app funziona, resta aperta. Se sbaglia strada, si chiude. Anche dopo pochi chilometri.