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Apple: il MWSF è solo l'inizio?

Pubblicato: 18 dic 2008 da Marcello Majonchi

Flickr

Quando Apple annunciò che non avrebbe più partecipato al Macworld di Boston, sembrò una decisione ragionevole: Cupertino voleva concentrare l’attenzione sull’altro evento estivo, per di più organizzato internamente, il WWDC.
Allo stesso modo apparve assolutamente sensata la volontà di svincolarsi dall’Apple Expò di Parigi: Steve Jobs voleva, a ragione, che la strategia di lancio dei nuovi prodotti fosse slegata dalle grandi manifestazioni, in modo da evitare il fisiologico calo delle vendite che precedeva l’evento e contemporaneamente ottimizzare il ritmo di uscita dei nuovi prodotti.

La situazione sembrava essersi stabilizzata, con soddisfazione di tutti, comprendendo una scaletta annuale di 2 grandi eventi (Macworld e WWDC) alternati a 3-4 presentazioni “minori”.

Poi, la bomba del Macworld: con il forfait annunciato, Cupertino affossa in maniera con tutta probabilità definitiva la manifestazione organizzata da IDG.

Ma la volontà di smarcarsi da un evento come il Macworld di San Francisco, che è (era…) la manifestazione più importante dell’anno per Apple in termini di pubblico, presa da sola sembra molto meno sensata delle decisioni precedenti.

Comprendiamo tutti che i costi di una manifestazione come il MWSF sono ingenti, ma abbiamo anche visto in passato come il ritorno mediatico sia enorme.
Le prime pagine dei giornali di tutto il mondo, i titoli dei telegiornali, le migliaia di articoli della stampa specializzata sono, dal punto di vista aziendale, pubblicità impossibili da comprare. Pubblicità, tra l’altro, che costano una frazione di quanto spenda ogni anno Apple negli spot televisivi e raggiungono un pubblico di proporzioni planetarie.

E’ evidente che le scarne righe del comunicato diffuso non bastano a spiegare quello che sta accadendo a Cupertino.
La sensazione è che il forfait del MWSF non sarà l’unico annuncio “bomba” dei prossimi mesi, ma solo il primo segnale di una trasformazione (inevitabile) che l’azienda si appresta a compiere.

Il mondo è cambiato e sta cambiando, velocemente e radicalmente. Così dovrà fare anche Apple.

Il mercato, là fuori, che è in fase di mutamento e lo stesso personal computer che abbiamo usato negli ultimi 20 anni si sta trasformando in qualcosa di nuovo.
La crescita vertiginosa dei netbook a basso costo (eeePC) e dei dispositivi da tasca evoluti (iPhone) sono i temi per cui sarà ricordato l’anno che si avvia alla conclusione.
E l’anno della crisi economica è anche l’anno in cui, con notevole ritardo rispetto alle previsioni della Silicon Valley, si cominciano ad affermare i servizi software remoti, spostando il baricentro dell’attività informatica dai nostri hard-disk ai server dei provider di servizi.

Un anno di transizione, questo 2008, in cui si pongono le basi del mondo IT del prossimo decennio, dove i rapporti di forza tra le aziende sono destinati, naturalmente, a mutare.
Ogni decennio ha avuto la sua azienda-faro: negli anni ‘70 fu proprio Apple a dare il via alla prima rivoluzione, con Apple II. Gli anni ‘80, pur con il lancio del Macintosh, non possono non essere assegnati ad IBM, che con il suo PC consolidò la rivoluzione del decennio precedente.
Gli anni ‘90 passano per forza da Redmond: l’affermazione di Windows come OS monopolista rende Microsoft la regina di quel periodo.
Questi anni duemila sono, infine, quelli di Google.

E la prossima decade, di chi sarà? Ancora non è chiaro ma a giudicare dal trend attuale, non si può non prevedere una progressiva perdita di importanza dell’hardware a favore del software.
Già oggi, infatti, assistiamo ad un certo “appiattimento” della tecnologia elettronica contestualmente all’esplosione di quella informatica; la gente è sempre meno interessata alle caratteristiche fisiche del dispositivo che acquista, privilegiando invece le possibilità, lo scopo, “quello che ci puoi fare” ora e in futuro.

E’ il concetto di rich client + smart service profetizzato, guarda caso, proprio da un certo Steve Jobs.

Ma in tutto questo Apple come si pone?
La strategia di Cupertino è difficilmente inquadrabile e, di fatto, viaggia su due binari paralleli.
Da un lato abbiamo assistito al lancio di una piattaforma rivoluzionaria: iPhone è infatti (e l’abbiamo detto molte volte) molto più che un gadget, un singolo dispositivo, ma l’affermazione proprio del concetto espresso sopra. iPhone non è altro che un mattoncino nero con un grande display: l’hardware, pur evoluto, non ha molto di più della concorrenza. E’ il software che fa la differenza, che rende sostanzialmente illimitate le possibilità future del dispositivo. Ciò che lo rende, più che un semplice prodotto, il capostipite di una generazione.

Dall’altro lato, quello dei sistemi “tradizionali”, Apple sembra ancora fortemente legata al concetto di “una testa-un computer”.
I Mac sono sistemi all’avanguardia, probabilmente quanto di meglio sia disponibile sul mercato, ma rappresentano appunto il modo “tradizionale” di intendere l’informatica.

E non a caso, il mercato dà i primi segnali di disaffezione rispetto a questo concetto forse ormai percepito come “vecchio”: a novembre, infatti, le vendite di Mac desktop sono crollate del 38%, a fronte di una crescita dei sistemi portatili.

Superficialmente, questo potrebbe essere interpretato come un semplice segnale dell’obsolescenza di iMac e Mac mini, bisognosi di un aggiornamento (che comunque arriverà, probabilmente proprio al Macworld), ma c’è anche una motivazione più profonda.

I sistemi desktop sono la prima tipologia di prodotto destinata a mutare radicalmente, proprio perchè rappresentano l’incarnazione più tradizionale del personal computing. In cosa si trasformeranno non è ancora chiaro, ci sono due scuole di pensiero: da un lato viene profetizzata l’affermazione del network computer, dall’altro l’allargamento del concetto di digital hub.
In entrambi i casi, comunque, rimane assodato che il PC fisso come è ora è destinato a sparire in tempi più brevi di quanto ci potremmo aspettare.

E’ in questo contesto che si gioca il futuro di Cupertino, azienda che parte con molti vantaggio rispetto alla concorrenza.
Il primo è il brand, sempre fortissimo. Il secondo è la possibilità di investire: la liquidità di Apple permette investimenti anche in tempi di crisi. Il terzo è la tecnologia: qualsiasi sia il futuro, nei laboratori della mela ci sono già tutte le tecnologie necessarie per cavalcarlo.

Questo capodanno, dunque, rappresenterà per Apple sia la fine di un’era che l’inizio di una nuova. La sfida è quella di riuscire a capire prima degli altri come si evolverà la domanda di computing del prossimo decennio, in modo da fare degli anni 2010 gli anni della mela…

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17 commenti

Commenti dei lettori

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  • Commento #1 (-9 punti) - 18 dic 2008 - 09:39 - Apri commento
  • lollosissimo

    18 dic 2008 - 09:39 - #1 (nascondi)
    -9 punti
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    iphone dispositivo da tasca evoluto??? ma non fatemi ridere!!!!

  • Vlad I

    18 dic 2008 - 10:17 - #2
    1 punto
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    Come dicevo già ieri, il MW senza Apple secondo me non hanno senso di esistere.
    Io penso sia finita l’era dei MW e degli eventi fieristici dedicati solo al mondo Apple.

  • dandan

    18 dic 2008 - 11:05 - #3
    -1 punto
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    In tempi di crisi la Apple non può permettersi di restare un marchio d’elite, se, come tutti prevedono, il 2009 sarà un anno di crisi nera, anche il mercato dei computer ne subirà le conseguenze e coloro che oggi erano disposti a spendere qualcosa in più per un computer che promette di più, l’anno prossimo magari ci penseranno 2 o 3 volte e alla fine magari si indirizzeranno su un netbook da 10″ o su un portatile Win da 600 Euro.
    La crisi è crisi e i sacrifici spesso si devono fare, Apple credo se ne stia rendendo conto, la situazione di marchio di qualità e di moda non può durare per sempre e se Apple non farà qualcosa in tempi brevi potrebbe rischiare di perdere in poco tempo quelle quote di mercato guadagnate faticosamente negli ultimi anni.
    La soluzione?
    Secondo me è ora di lasciare il piedistallo e, forti dell’enorme cassa e dell’ottima immagine internazionale, investire per andare a giocare nel mercato dei grandi in un poeriodo in cui tutti gli altri sentono la crisi forse più di Apple stessa.
    La prima mossa è lasciare gli eventi only-mac e partecipare a quelli globali dei pc, vedi CES(al quale non mi stupirei di vedere Apple nel Gennaio 2010).
    La seconda è dare un’offerta che possa raggiungere la massa e qui le strade sono due:
    - O si tiene il sistema attuale hardware+software(il Mac), ma si amplia l’offerta con prodotti che vadano a concorrere anche nelle fasce basse del mercato.
    - Oppure si tiene come hardware la parte di gadget(iPhone, iPod e magari nuovi prodotti) e ci si butta nel mercato del software vendendo liberamente il proprio OS ed il proprio parco software.
    Quale sarà la scelta non lo so, ma il cambiamento, anche repentino, credo sarà obbligato…

  • Profilo di mex

    mex

    18 dic 2008 - 11:19 - #4
    1 punto
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    il futuro del desktop?
    Un notebook con attacata una tastiera e un monitor esterno…

  • Profilo di Trollone

    Trollone

    18 dic 2008 - 11:56 - #5
    -2 punti
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    @mex

    si chiama docking station.

  • Profilo di Menestrello

    Menestrello

    18 dic 2008 - 12:21 - #6
    0 punti
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    Si ma i notebook al momento stanno sempre un passo indietro ai desktop come prestazioni .

    A “breve” il primo collo di bottiglia ovvero gli Hd piu’ lenti sarà superato con le memorie soldi … restano pero’ scheda grafica e CPU che purtroppo essendo molto avide di risorse energetiche si addicono poco ad un notebook …
    In futuro si vedra’ magari riusciranno a fare un sistema che alimentanto va “una bomba” e senza alimentazione va come un notebook “normale” :)

  • leophardo

    18 dic 2008 - 12:29 - #7
    0 punti
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    … dopo dieci anni di desktop, l’ho mollato e mi sono preso l’ultimo mbp 15″ … E’ una favola e mi trovo bene come mai mi sono trovato, e poi non c’è storia in fatto di comodità … ti sposti ovunque con il wireless e le chiavette usb … Penso proprio che non tornerò al fisso. Al massimo prenderò un
    bel cinema-display, e il gioco è fatto …

  • Profilo di Giu$o

    Giu$o

    18 dic 2008 - 12:36 - #8
    0 punti
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    dandan

    La crisi non preoccupa più di tanto apple secondo me, non facciamo discorsi popolari, non illudiamoci che ora apple per vendere si buttera nel mercato netbook a 300€ o desktop a basso costo.
    La crisi colpisce chi ha un reddito medio, basso, chi prima poteva permettersi notebook e computer desktop di alto livello può farlo anche adesso, apple secondo me lo sa, e sa anche che perderà la percentuale di clienti che prima si svenavano per arrivare a prendere un mac “entry level” e che ora andranno alla concorrenza dal prezzo basso.
    E poi basta con la storia che apple è un marchio d’elitè o di moda. La moda insegue chi la fa la moda. Apple fa moda, non è di moda. Ma non voglio perdermi in questi discorsi…

  • Profilo di lucab

    lucab

    18 dic 2008 - 13:48 - #9
    0 punti
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    “E non a caso, il mercato dà i primi segnali di disaffezione rispetto a questo concetto forse ormai percepito come “vecchio”: a novembre, infatti, le vendite di Mac desktop sono crollate del 38%, a fronte di una crescita dei sistemi portatili.

    Superficialmente, questo potrebbe essere interpretato come un semplice segnale dell’obsolescenza di iMac e Mac mini, bisognosi di un aggiornamento (che comunque arriverà, probabilmente proprio al Macworld), ma c’è anche una motivazione più profonda.”

    Secondo me i cali sono dovuti all’attesa del Macworld e questo è uno dei motivi per cui non vogliono più partecipare. Un’azienda è giusto che decida lei quando rilasciare un prodotto non un’altra perché deve tirare fuori dal cappello qualcosa al keynote.

    Vedrete che faranno ancora degli eventi ma quando decidono loro.

    Per quanto riguarda la sparizione dei desktop può essere vero per MacMini e iMac che si rivolgono al mercato consumer ma chi lavora davvero a bisogno di un MacPro e non certo di un portatile, per quanto potente, da attaccare a tastiera e mouse.

  • dandan

    18 dic 2008 - 16:29 - #10
    0 punti
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    @Giu$o
    La crisi sta colpendo anche i redditi medi e non più solo i bassi, il 90% di chi aveva un reddito basso già prima non comprava un Mac.
    Il grosso delle vendite di computer Apple arrivano dai Macbook, che sono esattamente nella fascia in cui un cliente medio può decidere se investire 200 Euro in più per avere un Mac o 200 Euro in meno accontentandosi di restare a Win, e qui la crisi può giocare molto nella psicologia dell’acquirente.
    Il mio discorso non voleva essere “popolare” e non ho mai detto che Apple dovrebbe fare un netbook da 300 Euro, sicuramente però non guasterebbe avere un prodotto(parlo di portatili) entry level magari a 750 Euro invece che 950.
    Un’ultima cosa sul discorso moda, non mi fraintendere, sono il primo a non sopportare quelli che dicono che la gente compri Apple solo per moda, senza le indubbie qualità di OS X i Mac non avrebbero la quota di mercato che hanno ora; però non sottovalutiamo il fattore moda, perchè in un mercato che al 90% è dominato da Windows, OS X può attirare gli appassionati di informatica, può sicuramente conquistare e mantenere sulla piattaforma un nuovo utente, ma quel nuovo utente in qualche modo deve avvicinarsi al mondo Mac e in molti casi il primo contatto avviene proprio perchè il prodotto in quanto tale piace esteticamente, non ci vedo nulla di male, ma non sarebbe neanche giusto fare finta che non sia così.

  • anonimo_22

    18 dic 2008 - 18:03 - #11
    0 punti
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    La WWDC la lasceranno. Non devono per forza presentare qualcosa di rivoluzionario alla WWDC, che è anche uno status report della situazione della Apple.

  • Profilo di Nikobu

    Nikobu

    18 dic 2008 - 19:26 - #12
    0 punti
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    Le vendite dei desktop sono calate perché si sta aspettando l’aggiornamento degli iMac (aprile 2008), del macmini (agosto 2007), macpro (gennaio 2008).
    Chi acquista un desktop non gli serve la portabilità e vuole una macchina che sia espandibile in futuro.
    Chi spera che uscirà un netbook a basso costo sbaglia di grosso perché la storia di Apple e le recenti dichiarazioni di Tim Cook vanno in tutt’altra direzione, a favore della qualità.

  • Azure

    18 dic 2008 - 23:38 - #13
    -1 punto
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    Il problema di Apple è che purtroppo non sta più “pensando differente” come tanti anni fa… Si è buttata oltre che nei computer in altri settori Hardware, software e servizi….Continua pervicacemente una sorta di “crociata” che alla lunga le nuocerà… E soprattutto non si è accorta che il mondo informatico non è più quello di 10-15 anni fa….
    arriverà il ,onento che pure la Microsoft (forse Windows 7?) farà un sistema operativo “perfetto” (con le dovute parentesi), e dato che MS è sempre monopolista e almeno una decina di volte più grande di Apple sono sicuro che succederà: la domanda non è “se succederà”, ma “quando succederà”….
    Apple che non sta più innovando il settore Pc…Ma quanti cacchi di anni ha il MacPro (come progetto globale…Lasciamo perdere i dettagli come il processore o la Vga)???
    Quanti cacchi di anni ha l’ iMac????
    Ne hanno tanti Signori, troppi….Solo che un tempo in mezzo c’era una pletora di prodotti che oggi è stata cancellata….Basti andare su Wikipedia per vedere solo nel 1998 quanti Mac c’erano ancora…
    Ragazzi, non c’è nienta da fare….Ieri sono stato ad un ipermercato e ho visto un Pc Notebook a 1000 euro che faceva spavento!! Ma davvero Spavento…Anche nelle linee, oltre che alla paurosa dotazione Hardware..Certo, oggi un Machista mi può dire: ma tanto c’è su quella porcheria di Vista (che io non reputo tale, ma ok, diamola per buona)…E quando arriverà 7?? Quando ci sarà un Windows 8, 9 o 10 che davvero sarà valido in toto? Con poi cosette come retrocompatibilità Sw, solito Parco Hardware compatibile….Che succederà?
    Io credo che Apple si stia adagiando sugli allori, e lo dico da utente Windows col “vizietto della Mela”…Che stia investendo troppo in fesserei…Si, si non ho paura a dirlo (leggasi iPod, iPhone, Tv, e altre amenità) e non si stia concentrando più su quello per cui è nata: costruire i migliori Computer del pianeta! E 25 anni fa era così. Punto. Oggi no. Aripunto, Osx o non OSx…. E’ troppo cambiato tutto….Io mi sarei aspettato che Apple iniziasse DAVVERO a costruirsi il suo Hardware!! Quella si che sarebbe stata una sfida….E non fare l’assemblatore “di lusso” che è quello che in fonda fa…. Mi aspettavo processori targati Apple, Ram targate Apple e non delle Corsair Rimarchiate! E perché no, delle Vga targate Apple….Quella, si, sarebbe stata una rivoluzione….
    Io spero che anche se ormai “nemici” il buon vecchio Woz un giorno lo inviti a cena e parlino…..Perché se LUI fosse rimasto in Apple, la storia della Mela sarebbe stata molto diversa, ne sono convinto…..
    Io voglio vedere almeno 2 segmenti di Computer coperti al più presto, com’era ai tempi dei g3, g4, g5……Voglio la scelta, almeno quella per diana!!! Osx ormai pure lui è “alla frusta” PER ME: la stessa minestra riscaldata da 9 anni ormai…. Urge qualcosa di “nuovo”….
    Urge poi una qualità davvero più elevata dei prodotti, com’era ai tempi dei “PowerPc” e dei “Performa”….No, ragazzi, non possono i Machisti nascondersi sempre dietro al dito che :”tanto non c’è bisogno di Hardware più potente perché MacOs è più snello di Windows e più efficiente”….No, siamo nel 2009, questi discorsi non hanno più ne senso ne logica…. A quando magari la possibilità di avere un “gaming2 pari a quello per Microsoft su Mac?????
    Solo con quello guadagnerebbero qualche milione di utenti in più!! Ne sono certo e non bisogna essere Weber per capirlo…Solo che Steve Jobs non è la persona più adatta a guidare Apple, non più mi spiace….Apple ha bisogno dei “Ballmer”, dei rozzi ignoranti, ma aggressivi….A Jobs di avere il 50% delle fette di mercato Pc non gliene frega nulla….e questo lo si è capito…Lui , anzi si crogiola nella sua “nicchia”…e questo un Grande Capo, un CEO, non può permettersi di farlo….Jobs non è il più grande Marketing Manager del mondo, e chi lo sostiene è pazzo……E’ solo un idealista con un grande senso estetico (un edonista-narcisista) e alcune volte ci azzecca….Ma i suoi “sogni” non hanno schiodato Apple da quella rosicata fetta di mercato e da quel Brand (costruito insieme a Wozniak) che ha creato 32 anni fa….
    Saluti

  • Neff

    19 dic 2008 - 00:30 - #14
    1 punto
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    Ecco un tipico post inutile. Inizialmente sembrava interessante: “wow una nuova strategia di Apple, magnifico!” Leggi e leggi alla fine ti ritrovi che ne sai meno di prima. Insomma Marcello quel che dici non è logico: perche mai Apple dovrebbe rinunciare al MacWorld che è appunto l’evento che l’ha resa l’azienda più fighetta dell’informatica e che trasforma ogni lancio in uno show con risonanza planetaria? Pensi davvero che iPhone avrebbe avuto lo stesso successo se nessun evento l’avesse annunciato creando un’aspettativa e un’hype mediatica senza rivali? Il MacWorld e gli eventi che apple ha saputo offrirci quasi trimestralmente sono tra le motivazioni principali grazie alle quali possiamo spiegare perchè Apple non sta risentendo violentemente della crisi finanziaria. Insomma Marcello, tu dici che la fine degli eventi targati mela è l’inizio di una nuova strategia, ma non spieghi perchè secondo te Apple ha optato per questa scelta assurda. Secondo me se la nuova strategia consiste in un assurdo ed irrazionale appiattimento mediatico apple rischia di perdere gran parte della propria forza. Non posso credere che dall’alto della sua expertise nel marketing apple si incammini volontariamente verso quello che sembra essere un suicidio. Ci saranno senz’altro delle motivazioni che costringono apple a dover rinunciare. Non credo che la rinuncia al macworld sia dettata da una nuova strategia.

  • Neff

    19 dic 2008 - 01:07 - #15
    1 punto
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    @Azure

    non potrei essere meno d’accordo con te… apple in effetti si sta trasformando in un’azienda diversa da quella che era in passato e questo secondo me è parte di una strategia vincente. Apple è senz’altro un’azienda che deve mantenere all’interno del suo corework il lavoro sul computing, ma deve anche essere pragmatica: apple difficilmente riuscirà a conquistare il mercato mainstream del software (non è una questione di scelta. I giochi non arrivano su OSX perchè i produttori di giochi vogliono vendere e preferiscono rivolgersi al 90% dell’utenza, che usa Windows piuttosto che perdere tempo a creare versioni per mac che poi vendono poco). Apple dunque, nel breve periodo non ha la possibilità di diventare leader del mercato. La percentuale di mac utenti potrà crescere erodendo qualche punto percentuale ogni anno, ma la scelta di avere un mac sarà sempre una scelta “diversa” rispetto ad una maggioranza che oggi si rivolge a windows, ma che se microsoft non fa attenzione un giorno potrà essere dominato da linux, l’unico sistema operativo che non essendo spinto da una sola azienda non fallirà mai, anche se magari crescerà in modo disordinato facendo desiderare ad un certo tipo d’utenti un’alternativa controllata e studiata a tavolino… come il mac. Detto questo, apple sa che il dominio del mercato PC non è realizzabile a breve e cerca di differenziare la sua produzione per diventare leader in altri settori. Il primo settore su cui si è concentrata è stato quello della musica. Inventando iPod e il negozio di musica iTunes, apple è diventato leader del commercio di musica e leader tra i produttori di lettori mp3. Dopo un esperimento timido con Apple TV, Cupertino ci sta riprovando con iPhone. L’idea è di trasformare il telefonino in un computer. Ora se Apple è abbastanza furba, deve capitalizzare questo vantaggio sulla concorrenza. Android di Google è alle porte e secondo me darà un certo filo da torcere al telefonino di Steve e soci.
    Apple cerca di essere innovativa in tutti i settori in cui si inserisce, ed è questo il fil-rouge della strategia di apple. Entrare in un settore, rivoluzionarlo grazie a prodotti diversi e ben pubblicizzati e diventare leader del mercato.
    Il mercato dei computer tradizionali sta lentamente tendendo al settore notebook ed è per questo che apple sta puntando molto su questi modelli tralasciando forse un po’ il settore dei vecchi tower MacPro. Questo però non significa che apple voglia abbandonare la sua filosofia. Sicuramente ci riproporrà anche in futuro degli ottimi sistemi professionali con hardware di punta. Per quanto concerne il prezzo certamente apple ha intenzione di rimanere un produttore di lusso prima di tutto perchè a livello di marketing per un’azienda di nicchia è più conveniente (la ferrari non sarebbe la ferrari se costasse come una toyota celica), secondariamente perchè se apple vuole mantenere la sua nomea di “computer di qualità” deve continuare a usare componenti di prima scelta per i propri PC ed investire qualcosa in più degli altri nel design delle proprie macchine.

    Il discorso dei modelli invece è più delicato. Prima del ritorno di Jobs apple aveva effettivamente un catalogo molto più ricco… il fatto è che quella strategia non funzionò… apple era rimasta in braghe di tela prima che jobs si riaffacciasse nel 98. La prima cosa che fece fu eliminare il vecchio catalogo e crearne uno nuovo, composto da pochi prodotti, destinati a di ventare i leader nella propria fascia di mercato. L’imac, orientato al pubblico consumer fu il computer desktop che cambiò radicalmente il mercato dei PC. Tutti i produttori di PC in seguito al rilascio dell’imac uscirono con i loro “anch’io imac” trasformando le solite scatole beige vendute a vagonate nei mesi precedenti in qualcosa che tentava di assomigliare all’imac. Lo stesso avvenne nel mercato business. Il G3 era talmente “bello e diverso” che molti grandi businessman passarono ad apple solo per sfoggiare il caramellone sul proprio desktop. Apple lanciò poi il g3 notebook, quello colorato, immediatamente riconoscibile e apprezzato da morire specialmente dalle donne che lo volevano perchè “era rosa” :D
    Insomma, inutile dire che apple abbia puntato sul design e sulla moda per rialzarsi in piedi, ma la razionalizzazione del catalogo mac a soli 3 modelli ha permesso ad apple di rendere i suoi computer delle icone immediatamente riconoscibili sul mercato. Se apple avesse continuato a vendere i suoi computer beige, molti utenti non si sarebbero accorti dei modelli “modaioli” e il mac non avrebbe fatto parlare tanto di sè.
    Dal 1994 ad oggi apple ha continuato con la formula “pochi modelli - molto marketing - prezzi leggermente superiori” una strategia che si è rivelata vincente.

    Il problema attuale di Apple, secondo me, sta nella sua dipendenza quasi morbosa da Steve Jobs. Probabilmente non è più nemmeno lui a dettare le direttive per lo sviluppo dei mac, però l’industria e il pubblico continuano ad identificarlo come l’uomo d’oro di apple. Non a caso apple rischia grosso ogni volta che qualcuno mette in giro la voce che Steve non stia bene, come se Cupertino fosse destinata a soccombere senza la mente del suo fondatore. Credo che la gatta da pelare principale per la mela morsicata consista proprio in questo e forse è proprio per questo motivo che Steve cerca di non apparire più alle conferenze pubbliche. Forse si tratta di una strategia per mettere in luce gli altri personaggi che rendono la apple di oggi l’azienda che tutti conosciamo, in modo da indebolire la percezione che apple sia l’azienda di un solo uomo. Non lo so, la mia è solo una teoria…

  • Profilo di rogerdodger

    rogerdodger

    19 dic 2008 - 02:27 - #16
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    nikobu
    quello è un altro motivo per cui apple vuole togliersi dal mwsf: la gente sa di quella data con MOLTO troppo anticipo (a differenza degli apple event annunciati da apple pochi giorni prima) e quindi si trattiene negli acquisti. Metti assieme questo aspettare con la crisi attuale e il 35% in meno è servito. Quello è uno dei tanti motivi per cui apple si toglie dal mwsf.

    Io stavo pensando che se fanno un bel macmini, invece di un iMac da 24″ potrei andare su quello da 20″ e prendere un macmini per la tele..o se no un apple tv..vedremo

  • Profilo di lucab

    lucab

    19 dic 2008 - 03:06 - #17
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    Come al solito qua c’è gente e parlo dei commenti non dell’articolo, che pensa che la Apple sia scema, ragazzi o meglio allenatori italiani, perché questo siete quando parlate, la dentro le decisioni vengono prese con cognizione di causa e mi sembra che fino ad ora non abbiano mai sbagliato.
    Useranno gli Apple Event per presentare i prodotti, e lo faranno quando sono pronti e non quando la gente si aspetta che lo siano, non ci vedo niente di strano in questa strategia.
    Tutto il resto sono solo chiacchere, leggende metropolitane, o peggio infiltrati pcisti che se stanno a casa loro è meglio.

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