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Steve Jobs: Apple aperta ad un mondo senza DRM, non servono

Pubblicato: 07 feb 2007 da Simone Gambirasio


“Immagino un mondo senza DRM (…) i sistemi attuali non funzionano e potrebbero non funzionare mai”. Una dichiarazione che farà discutere, perché arriva direttamente da Steve Jobs, il CEO di Apple, cioè la società che vende più musica in assoluto con sistemi DRM. Attraverso una lettera aperta su Apple.com Jobs accusa le case discografiche di costringerlo ad usare questi sistemi, considerando questo un approccio miope.

Per questo chiede ai governi e alle associazioni dei consumatori europee (che recentemente hanno intimato ad Apple di aprire FairPlay alla concorrenza) di non far pressione sulla sua azienda, ma direttamente sulle etichette. Visto che, dopotutto, due etichette e mezza, delle grandi quattro, risiedono proprio nel Vecchio Continente. Ecco il testo integrale di questa lunga lettera, tradotto in italiano. Parole da leggere, perché certamente scateneranno un grande dibattito, e mi sembra cosa buona e giusta…

“Con il sorprendente successo globale dell’iPod di Apple, e dello store musicale iTunes, alcuni soggetti hanno chiesto ad Apple di aprire i suoi sistemi DRM, usati per proteggere la musica dalla pirateria, in modo tale da rendere la musica acquistata su iTunes ascoltabile anche su dispositivi di marche differenti, e anche per far sì che la musica acquistata su altri store possa funzionare sugli iPod. Esaminiamo la situazione attuale e il come ci siamo arrivati, e quindi analizziamo tre possibili alternative per il futuro.

Per iniziare, è utile ricordare che tutti gli iPod sono in grado di suonare musica senza DRM e codificata in formati “aperti” licenziabili come l’mp3 e l’aac. I possessori di iPod possono acquisire la loro musica da diverse sorgenti, inclusi i loro Cd. La musica sui Cd può essere facilmente importata nel jukebox gratuito iTunes che funziona sia sui Mac sia sui Pc, e viene automaticamente codificata in AAC o Mp3 senza DRM. Questa musica può essere suonata sugli iPod e su altri lettori musicali compatibili con questi formati.

I dubbi arrivano con la musica venduta da Apple su iTunes Store. Poiché Apple non è proprietaria e non ha controllo della musica, deve ottenere i diritti di distribuzione da altri, principalmente i quattro grandi delle etichette discografiche: Universal, Sony BMG, Warner ed EMI. Queste quattro compagnie controllano il 70% della musica mondiale. Quando Apple contattò queste compagnie per ottenere il permesso di distribuire legalmente musica su internet, queste si rivelarono molto caute e chiesero ad Apple di proteggere la loro musica dalla copia illegale. La soluzione consisteva nel creare un sistema DRM, che racchiudesse ogni singolo brano acquistato su iTunes Store in un software segreto e speciale, in modo tale che il brano non potesse essere suonato su dispositivi non autorizzati.

Apple fu in grado di negoziare diritti di utilizzo molto aperti per l’epoca, che includono la possibilità per gli utenti di suonare la musica protetta da DRM su cinque computer e su un numero illimitato di iPod. Ottenendo questo diritti dalle etichette è stato un risultato ineguagliato per l’epoca, e anche oggi non è stato raggiunto dalla maggior parte di altri servizi di download digitale. In ogni caso, una clausola chiave del nostro accordo prevede che se il sistema DRM venisse compromesso, e la musica divenisse ascoltabile su altri device, sia nostro compito sistemare il problema in un numero limitato di settimane, o queste aziende potranno ritirare il loro intero catalogo dall’iTunes Store.

Per prevenire le copie illegali, i sistemi DRM devono permettere solo ai dispositivi autorizzati di suonare musica protetta. Se una copia di un brano protetto da DRM venisse pubblicata su internet, non dovrebbe essere possibile ascoltarla sul computer di chi la scarica. Per ottenere ciò, i sistemi DRM comportano segreti. Non c’è modo di proteggere dei contenuti se non tenendo dei segreti. In altre parole, anche se un soggetto utilizzasse il più sofisticato sistema di crittografia per proteggere la musica, sarebbe comunque necessario nascondere le chiavi in grado di sbloccare la musica sul computer di chi l’ha acquistata, o sul suo dispositivo di riproduzione. Nessuno ha mai realizzato un sistema DRM che non dipenda da questi segreti, per funzionare.

Il problema, ovviamente, è che ci sono molte persone abili nel mondo, alcune con molto tempo a disposizione, che amano scoprire questi segreti e pubblicare sistemi che consentano a tutti di ottenere musica gratuita (e rubata). Loro hanno spesso successo nel far questo, per questo una compagnia che tenta di proteggere del materiale digitale con i DRM deve frequentemente aggiornare il sistema, con uno più complesso da scoprire. Si tratta del gioco del gatto con il topo. Il sistema DRM di Apple si chiama FairPlay. Anche se abbiamo avuto dei problemi con FairPlay, siamo sempre riusciti a sistemarli aggiornando il software di iTune Store, del jukebox iTunes e degli iPod stessi. Fino ad ora abbiamo onorato i nostri impegni con le etichette per la produzione della musica, assicurando agli utenti il sistema con diritti d’utilizzo più liberali nell’industria del download musicale.

Partendo da questo presupposto, esploriamo tre alternative per il futuro.

La prima alternativa consiste nel continuare così, con ogni produttore in competizione libera con il suo ecosistema fatto di vendita, riproduzione e protezione della musica. Questo è un mercato molto competitivo, con le principali compagnie mondiali impegnate in grandi investimenti per nuovi riproduttori e negozi di musica online. Apple, Microsoft e Sony competono tutte con sistemi proprietari. La musica acquistata sullo Zune Store di Microsoft funzionerà solo sugli Zune. La musica acquistata da Sony Connect Store funzionerà solo sui dispositivi di Sony; e la musica acquistata dall’iTunes Store di Apple suonerà solo sugli iPod. Questo è lo stato corrente dell’industria, e i clienti sono ben serviti, con un flusso continuo di nuovi prodotti ed un ampio ventaglio di scelte.

Alcuni hanno suggerito che quando un utente acquista una libreria musicale da un negozio proprietario, questo sarebbe per sempre legato ai dispositivi di quella compagnia. O, se comprano un lettore specifico, saranno obbligati ad acquistare musica esclusivamente dallo store di quella compagnia. Ciò è vero? Proviamo ad analizzare i dati in nostro possesso su iPod e iTunes Store - sono i prodotti più popolari dell’industria, e abbiamo dati accurati in loro merito. Alla fine del 2006 gli utenti hanno acquistato un totale di 90 milioni di iPod, e 2 miliardi di brani da iTunes Store. In media, si tratta di 22 brani acquistati da iTunes Store per ogni iPod venduto.

Ad oggi l’iPod più popolare contiene 1000 brani, e la ricerca ci dice che la maggior parte degli iPod è usata in tutta la loro capacità. Questo significa che solo 22 di quei 1000 brani, o meno del 3% della musica su un iPod standard, è acquistata su iTunes Store e protetta da DRM. Il rimanente 97% della musica è in formato aperto, ed ascoltabile su qualsiasi altro dispositivo. Risulta difficile credere che solo il 3% di musica per ogni iPod sia un numero abbastanza grande da vincolare gli utenti a comprare esclusivamente iPod in futuro. E visto che il 97% della musica su un iPod non è stata acquistata su iTunes, gli utenti iPod non sono evidentemente vincolati ad iTunes Store per reperire la propria musica.

La seconda alternativa sarebbe quella che vedrebbe Apple licenziataria della sua tecnologia Fairplay ai competitor attuali e futuri, allo scopo di ottenere interoperabilità tra player di marche differenti e music store. A prima vista, questa sembra una buona idea perchè potrebbe offrire agli utenti una scelta superiore oggi e in futuro. Ed Apple potrebbe trarre profitto da una piccola quota ottenuta dalla licenza del suo DRM. Tuttavia, se guardiamo le cose più a fondo, emergono dei problemi. Il problema più serio nel licenziare i DRM consiste nello svelare alcuni segreti a molte persone in molte compagnie, e la storia ci insegna che inevitabilmente questi segreti saranno svelati. Internet ha reso queste fughe di notizie molto più dannose, visto che ogni cosa può essere divulgata al mondo in meno di un minuto. Queste fughe di notizie possono sfociare rapidamente in programmi software scaricabili gratuitamente su internet e in grado di aprire la protezione DRM, così le canzoni precedentemente protette saranno ascoltate liberamente su dispositivi non autorizzati.

Un problema ugualmente serio consiste nella tempistica necessaria a risolvere questo problema. Una soluzione efficace richiederà probabilmente un aggiornamento dei software del music store, del jukebox software e dei riproduttori con nuove chiavi segrete, e quindi il trasferimento di questi software a decine (o centinaia) di milioni di Mac, Pc Windows e dispositivi già in uso. Questo deve essere realizzato velocemente ed in modo coordinato. Ciò è già difficile quando una sola compagnia controlla tutti i pezzi. Risulta praticamente impossibile se diverse compagnie gestiscono pezzi separati del puzzle, e tutti questi devono agire in concerto per riparare il danno.

Apple ha concluso che licenziando FairPlay ad altri soggetti, non sarà più in grado di garantire la protezione della musica ai grandi quattro. Probabilmente questa stessa conclusione ha contribuito alla recente decisione di Microsoft di sostituire la sua enfasi su un modello “aperto” di licenza del suo DRM ad altre compagnie a favore di un modello “chiuso”, con un suo store proprietario, un jukebox proprietario e un dispositivo proprietario.

La terza alternativa consiste nell’abolire interamente i DRM. Immaginate un mondo in cui ogni music store vende musica libera da DRM, in formati aperti. In un mondo del genere, ogni dispositivo potrà suonare la musica acquistata su qualunque store, ed ogni store potrà vendere musica ascoltabile su tutti i dispositivi. Questa ovviamente è la migliore alternativa per gli utenti, ed Apple la abbraccerebbe molto volentieri. Se le quattro grandi compagnie decidessero di licenziare la musica ad Apple senza richiedere DRM, decideremmo subito di vendere musica libera su iTunes. Questa musica sarebbe compatibile da subito con tutti gli iPod.

Perchè dovrebbero i grandi quattro permettere ad Apple e ad altri di distribuire musica senza DRM? La risposta più semplice è che i DRM non sono mai funzionati, e potrebbero non funzionare mai, nella lotta alla pirateria. Mentre le quattro grandi etichette continuano a pretendere che la loro musica venga venduta online con i DRM, loro stesse continuano a vendere miliardi di Cd all’anno contenenti musica non protetta. Proprio così! Nessun sistema DRM è stato mai sviluppato per i Cd, così tutta la musica contenuta nei cd può essere facilmente caricata su internet, e quindi (illegalmente) scaricata e suonata su ogni computer e dispositivo.

Nel 2006 sono stati venduti meno di 2 miliardi di brani protetti dai negozi online, mentre più di 20 miliardi di brani sono stati venduti completamente senza DRM e sprotetti attraverso cd distribuiti dalle stesse etichette. Le etichette vendono la grandissima maggioranza della loro musica senza DRM, e non sembrano intenzionate a cambiare questo comportamento, visto che la grande maggioranza dei loro introiti dipende proprio dalla vendida di Cd che devono essere ascoltati su lettori Cd che non supportano sistemi DRM.

Quindi se le compagnie musicali stanno vendendo più del 90% della loro musica senza DRM, quali benefici dovrebbero trarre dalla rimanente piccola percentuale di musica bloccata dai sistemi DRM? Sembra nessuno. Se non che lo sforzo tecnico richiesto nella creazione, sviluppo ed aggiornamento dei sistemi DRM ha limitato il numero degli attori in grado di vendere musica protetta. Se questi vincoli venissero rimossi, l’industria musicale potrebbe trarre giovamento dall’ingresso di nuove compagnie volenterose di creare nuovi store innovativi e nuovi dispositivi. Questo potrebbe essere visto in modo solamente positivo dalle etichette.

Molta della preoccupazione intorno ai sistemi DRM si è sviluppata in Europa. Probabilmente chi è scontento della situazione attuale dovrebbe impiegare le proprie energie nel convincere le etichette discografiche a vendere musica libera dai sistemi DRM. Per gli europei, due compagnie e mezzo, di queste quattro, risiedono proprio nel loro territorio. La più grande, Universal, è posseduta per il 100% da Vivendi, una compagnia Francese. EMI è britannica e Sony BMG è per il 50% proprietà di Bertelsmann, un compagnia tedesca. Convincere loro a licenziare musica senza DRM ad Apple creerà un mercato della musica realmente interoperabile. Ed Apple lo abbraccerà a cuore aperto”.

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39 commenti

Commenti dei lettori

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  • (andrea)

    07 feb 2007 - 00:44 - #1
    0 punti
    Up Down

    Non l’ho letta tutta, non ce l’ho fatta, mi sono fidato di voi e delle righe che avete scritto a riguardo.

    Mi sembra una gran bella cosa davvero, e una posizione piena di buon senso!
    W Steve

  • Profilo di dome

    dome

    07 feb 2007 - 00:46 - #2
    0 punti
    Up Down

    L’unica speranze è l’Unione Europea… ed è tutto un dire.
    Bravo Steve! Ma pensa a sbloccare anche i film della Disney…

  • (pavolo)

    07 feb 2007 - 00:47 - #3
    0 punti
    Up Down

    primooooo!!!!

    steve sei un mito!

  • melablog

    07 feb 2007 - 01:23 - #4
    0 punti
    Up Down

    […] […]

  • (step)

    07 feb 2007 - 01:57 - #5
    0 punti
    Up Down

    ho già letto un articolo a proposito su Macity che spiega molto bene, e devo dire che Steve è sempre il Migliore!!!!!!!!!

  • Profilo di (Italo)

    (Italo)

    07 feb 2007 - 02:42 - #6
    0 punti
    Up Down

    Ho visto sempr con diffidenza SJ, almeno ultimamente, l’ho visto sempre come un avido sadico e spietato uomo d’affari.

    Leggendo, ho scoperto che mi sbagliavo
    E bravo Steve!

  • […] La versione originale di questa lettera, intitolata “Thoughts on Music” (Pensieri sulla Musica) e pubblicata sul sito della Apple, è disponibile in questa pagina. La traduzione completa è disponibile su melablog in questa pagina (e alla fine di questo paragrafo), e ve la consiglio caldamente anche perché traspare lo stile tipico di Steve Jobs (evidente anche nel famoso discorso autobiografico in occasione della cerimonia annuale per il conferimento delle lauree a Stanford). Se la lunghezza vi spaventa e volete leggere un riassunto andate su questa pagina di Punto Informatico che spiega i punti fondamentali toccati da Jobs. […]

  • (Paperino)

    07 feb 2007 - 09:53 - #8
    0 punti
    Up Down

    Mi sembra una lettera onesta e ponderata, ecco da chi dovrebbero imparare i politici italiani.

    Mica come Gates che spara spacconate….
    Se fra un mese c’e’ una falla o un virus per vista, voglio vedere cosa dira’ ai suoi pecoroni!

  • Profilo di (ice)

    (ice)

    07 feb 2007 - 10:04 - #9
    0 punti
    Up Down

    che buffone!!!
    ma se per primo aveva iniziato usando sistemi drm e codec file tali che i file scaricati potessero essere letti solo da iPod.
    Anche questo e’ limitare i diritti del consumatore xche se io compro una canzone ho poi diritto di ascoltarla col riproduttore che voglio, l’ipod quando corro, il pettore mp3 dell’auto quando guido, etc.

    x ITALO
    la prima impressione e’ quella che conta.
    Steva adesso sembra il Berlusca quando in occasione delle ultime elezioni lamentava brogli elettorali, come dire…la prima gallina che canta ha fatto l’uovo!!!!

  • (Paperino)

    07 feb 2007 - 10:20 - #10
    0 punti
    Up Down

    @ice
    Anche Windows a prima Vista e’ carino…
    Ma pensare che e’ questo che conta e’ come pensare di essere infallibili. Non voglio difendere steveJ, ma tu al suo posto con le stesse condizioni cosa avresti fatto? E poi ti puoi sempre convertire, almeno i file audio, in qualche modo.
    E’ bello insultare quando non si propongono alternative

  • La Norvegia risponde

    07 feb 2007 - 10:31 - #11
    0 punti
    Up Down

    […] La lettera aperta di Steve Jobs, comparsa ieri sulle pagine internazionali del sito Apple, ha già suscitato le prime reazioni.Arriva dalla Norvegia, da cui era in un certo modo partito l’attacco a FairPlay, la prima risposta, in un comunicato del Norwegian Consumer Council. […]

  • (Antonio)

    07 feb 2007 - 10:41 - #12
    0 punti
    Up Down

    C’è sempre chi la vuole cotta e chi la vuole cruda! E’ proprio difficile accontantare tutti.
    Per quanto mi riguarda Steve Jobs ha ragione e concordo pienamente.
    W Apple
    W Itunes Store
    W Ipod

  • (Diego)

    07 feb 2007 - 10:43 - #13
    0 punti
    Up Down

    Questa è una VERA sfida per
    i cracker ! Forse doveva evitare questo passaggio lo zio Steve !!

    “…una clausola chiave del nostro accordo prevede che se il sistema DRM venisse compromesso, e la musica divenisse ascoltabile su altri device, sia nostro compito sistemare il problema in un numero limitato di settimane, o queste aziende potranno ritirare il loro intero catalogo dall’iTunes Store.”

  • Profilo di saurospagnol

    saurospagnol

    07 feb 2007 - 10:46 - #14
    0 punti
    Up Down

    Ice, hai letto il testo? Non so se sulla traduzione ci sia ma fai un salto sulla pagina con il testo originale e prima di scrivere che ha chiuso iPod ricordati che FairPlay è nato molto dopo iPod - che fino ad allora - era un comunissimo mp3 player.

  • Profilo di Simone Gambirasio

    Simone Gambirasio

    07 feb 2007 - 11:09 - #15
    0 punti
    Up Down

    @sauro: la traduzione è integrale :)

  • (Krokko)

    07 feb 2007 - 12:33 - #16
    0 punti
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    Sauro, non fare confusione.
    L’iPod è sempre stato un “comune lettore mp3″.
    Faiplay riguarda la musica venduta su iTunes.
    Sono due cose differenti.

  • […] Steve Jobs CEO della Apple inc., la più grossa azienda al mondo a vendere musica con DRM, dichiara attraverso una lettera aperta sul sito della Apple, che se fosse per lui la musica sarebbe distribuita senza alcun tipo di protezione. Una dichiarazione che sta facendo discutere molto in rete. Grazie ai ragazzi di melablog vi ripropongo la traduzione in italiano della lettera di Steve Jobs. “Con il sorprendente successo globale dell’iPod di Apple, e dello store musicale iTunes, alcuni soggetti hanno chiesto ad Apple di aprire i suoi sistemi DRM, usati per proteggere la musica dalla pirateria, in modo tale da rendere la musica acquistata su iTunes ascoltabile anche su dispositivi di marche differenti, e anche per far sì che la musica acquistata su altri store possa funzionare sugli iPod. Esaminiamo la situazione attuale e il come ci siamo arrivati, e quindi analizziamo tre possibili alternative per il futuro. […]

  • Profilo di (xtom)

    (xtom)

    07 feb 2007 - 13:45 - #18
    0 punti
    Up Down

    Secondo me è solo un segnale per le case discografiche che cercano di ricattare la Apple per le vendite su iTunes:

    “Noi ti diamo le canzoni, solo se per ogni canzone venduta ci date più soldi di quelli che ci date adesso”

    Steve non è l’ultimo pirla e si difende come può.

  • 0 punti
    Up Down

    […] via Melablog […]

  • Profilo di (PaRRoT)

    (PaRRoT)

    07 feb 2007 - 15:47 - #20
    0 punti
    Up Down

    Bene un passo avanti… ma ce ne sono tanti indietro.

    Steve mente sapendo di mentire. Ok, il DRM è necessario perché lo vogliono le major, e fin qui non ci piove.
    Ma allora perché non rilasciare le specifiche agli altri produttori di lettori MP3 per non renderlo “chiuso”?

    Bene, qui si dimostra la malafede…
    Steve, se vuoi davvero fare un passo avanti, rendi “aperto” agli altri produttori il tuo DRM.

  • (Jack)

    07 feb 2007 - 17:03 - #21
    0 punti
    Up Down

    amen

  • 0 punti
    Up Down

    […] Steve Jobs ha pubblicato ieri, nella sezione Hot News di Apple.com, una lettera intitolata Thoughts on Music nella quale spiega perchè, se fosse per lui, il sistema di protezione dei brani musicali, meglio conosciuto come DRM, non verrebbe più utilizzato all’interno dell’iTunes Music Store. Purtroppo allo stesso modo però non la pensano le case discrografiche che lo obbligano a continuare a implementarlo in ogni singola canzone. Vi consiglio di leggerla, dato che è molto interessante e mostra il punto di vista di un uomo che, di solito, sa arrivare prima e vedere lontano. Se poi non sapete l’inglese potete sempre leggere la traduzione in italiano effettuata da quelli di MelaBlog e riportata in fondo a questo post. […]

  • Profilo di Mik

    Mik

    07 feb 2007 - 17:22 - #23
    0 punti
    Up Down

    @ Parrot…. non hai letto la parte che parlava di questo o sei solo stato superficiale nella lettura?

  • Profilo di Simone Gambirasio

    Simone Gambirasio

    07 feb 2007 - 17:24 - #24
    0 punti
    Up Down

    @Parrot: teoricamente la risposta alla tua domanda è in questo passo della lettera:

    La seconda alternativa sarebbe quella che vedrebbe Apple licenziataria della sua tecnologia Fairplay ai competitor attuali e futuri, allo scopo di ottenere interoperabilità tra player di marche differenti e music store. A prima vista, questa sembra una buona idea perchè potrebbe offrire agli utenti una scelta superiore oggi e in futuro. Ed Apple potrebbe trarre profitto da una piccola quota ottenuta dalla licenza del suo DRM. Tuttavia, se guardiamo le cose più a fondo, emergono dei problemi. Il problema più serio nel licenziare i DRM consiste nello svelare alcuni segreti a molte persone in molte compagnie, e la storia ci insegna che inevitabilmente questi segreti saranno svelati. Internet ha reso queste fughe di notizie molto più dannose, visto che ogni cosa può essere divulgata al mondo in meno di un minuto. Queste fughe di notizie possono sfociare rapidamente in programmi software scaricabili gratuitamente su internet e in grado di aprire la protezione DRM, così le canzoni precedentemente protette saranno ascoltate liberamente su dispositivi non autorizzati.

    Un problema ugualmente serio consiste nella tempistica necessaria a risolvere questo problema. Una soluzione efficace richiederà probabilmente un aggiornamento dei software del music store, del jukebox software e dei riproduttori con nuove chiavi segrete, e quindi il trasferimento di questi software a decine (o centinaia) di milioni di Mac, Pc Windows e dispositivi già in uso. Questo deve essere realizzato velocemente ed in modo coordinato. Ciò è già difficile quando una sola compagnia controlla tutti i pezzi. Risulta praticamente impossibile se diverse compagnie gestiscono pezzi separati del puzzle, e tutti questi devono agire in concerto per riparare il danno.

    Apple ha concluso che licenziando FairPlay ad altri soggetti, non sarà più in grado di garantire la protezione della musica ai grandi quattro. Probabilmente questa stessa conclusione ha contribuito alla recente decisione di Microsoft di sostituire la sua enfasi su un modello “aperto” di licenza del suo DRM ad altre compagnie a favore di un modello “chiuso”, con un suo store proprietario, un jukebox proprietario e un dispositivo proprietario.

  • Profilo di (PaRRoT)

    (PaRRoT)

    07 feb 2007 - 18:23 - #25
    0 punti
    Up Down

    @Mik @Simone

    Il problema è che tra il dire e il fare…

  • (Il mio mac mini)

    07 feb 2007 - 18:34 - #26
    0 punti
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    … 22 BRANI SCARICATI DA ITUNES PER OGNI IPOD VENDUTO …

    … L’IPOD PIU VENDUTO CONTIENE 1000 BRANI E SONO TUTTI UTILIZZATI …

    … secondo me questi due concetti espressi nella lettera dovrebbero far riflettere.

    Solo 22? Su 1000? … ma allora gli altri 980? … ah già … sono tutti i miei CD che ho deciso di trasferire sull’iPod …. eh gia’! … proprio così

    … ma allora la lotta alla pirateria serve a contrastare questi miseri 22 brani per iPod venduto ? ….

    … ma siamo sicuri? … e siamo seri?

    mah!

  • (Italo)

    07 feb 2007 - 21:46 - #27
    0 punti
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    @ice
    Naturalmente penso la stessa cosa de Caro Zio Bill, anzi, lui è peggio, e non di poco

  • (Italo)

    07 feb 2007 - 21:46 - #28
    0 punti
    Up Down

    @ice
    Naturalmente penso la stessa cosa de Caro Zio Bill, anzi, lui è peggio, e non di poco

  • (giulio)

    08 feb 2007 - 15:47 - #29
    0 punti
    Up Down

    La lettera e convincente ma ho ancora dubbi.
    Steve Jobs ha citato dati che sicuramente le 4 grandi avranno analizzato cioé che solo 2miliardi di brani sono stati venduti con dispositivi drm con la vendita on line a discapito di 20miliardi di brani senza dispositivi drm distribuiti attraverso la vendita di CD.
    Mi domando ora se i dispositivi drm hanno ed hanno avuto uno scopo anti pirateria o sono solo un sistema di controllo della musica venduta in internet, se fosse cosi siamo difronte ad una grossa messa in scena, dove anche il caro Steve recita la su parte cioé di mescolare le carte in tavola.

  • 0 punti
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    […] Insomma ieri, dopo aver dato la mia classica dose di neuroni alla programmazione decido di farmi un giro per la rete. E le novità sono sempre in agguato e c’è sempre da stupirsi. Questa volta mi stupisco quando scopro che Jobs sembra esser sceso tra noi mortali per diventare un blogger (qui l’originale). Un blogger in sola lettura per la verità. Ed ecco, in verità non è un vero blog… è un pò una di quelle lettere a metà tra le scuse e l’incitazione politica che riescono ad arrivare sempre nei momenti giusti. Non è che lui ti risponde e di certo non c’è modo di commentare… ma pensate davvero che Dio sarebbe stato così democratico da farvi commentare la creazione o la cacciata degli ebrei? Suvvia, Mosè c’avrebbe avuto parecchio da ridire. Ci sa fare il ragazzo (Jobs non Mosè)… e d’altro canto chi lo mette in dubbio: caccia la polvere sotto il tappeto e parlandoci con parole abbastanza semplici ci rincuora che, no Apple non è il diavolo dei DRM, a noi manco ci piacciono ste protezioni, è solo che ce lo impongono quei cattivoni delle case discografiche. Non che il dito puntato non se lo meritino (proprio oggi un nuovo articolo grondava di lacrime di discografici che ormai venderebbero i propri generi in cambio di un cd originale… un nuovo popolo messo alla prova? attraverseranno il deserto anche loro? e cosa farà il presidente della RIAA? di sicuro non master…moltiplicherà i cd e i pesci…. noooo,no il popolo ebraico si sentirebbe offeso per certi paragoni, a buon ragione), ma sembra fin troppo scontato e semplicistico scaricare tutta la colpa da una parte per poi tornare nella beata gloria. […]

  • 0 punti
    Up Down

    […] Potete trovare la versione originale di questa lettera, intitolata “Thoughts on Music” (Pensieri sulla Musica) e pubblicata sul sito della Apple, è disponibile in questa pagina. La traduzione completa è disponibile su melablog in questa pagina. Qui traspare lo stile tipico di Steve Jobs (evidente anche nel famoso discorso autobiografico in occasione della cerimonia annuale per il conferimento delle lauree a Stanford). Share and Enjoy:These icons link to social bookmarking sites where readers can share and discover new web pages. […]

  • 0 punti
    Up Down

    […] Non è però nello scopo di questo articolo analizzare per intero il testo della lettera: rimandiamo alla traduzione integrale in italiano presente su Melablog, o alla versione ridotta e "spiegata" di Punto Informatico. […]

  • (Nicola)

    13 feb 2007 - 17:00 - #33
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    Ma se il caro SJ è contrario al DRM, perché le canzoni si Avril Lavigne o i Barenaked Ladies sono protette anch’esse, visto che la loro etichetta (canadese, mi pare) vi ha espressamente rinunciato chiedendo che i DRM sulle loro canzoni fossero eliminati?
    Ragazzi, questa euforia non è essere succubi del “reality distortion field”, è proprio avere le fette di salame davanti agli occhi… ma vi rendete conto che SJ sta dicendo “non è colpa mia, sono le major che mi vogliono monopolista, anche se poi io faccio pagare la loro musica quanto cavolo pare a me”?
    Svegliatevi tutti, SJ ha lo stesso livello di moralità di Bill Gates, uno per la musica l’altro per il mercato dei SO.
    Ciao.
    p.s.: non cominciate a dire che sono un finestraio, perché:
    1) Uso linux
    2) Un po’ invidio chi ha un mac, vorrei provarlo.

  • 0 punti
    Up Down

    […] Si sta facendo tanto parlare in questi giorni di DRM e Trusted Computing (Informatica -Affidabile- o -Fidata-) a causa di una dichiarazione rilasciata da uno dei -papà- di Apple, Steve Jobs. Le discussioni nascono dal fatto che nella dichiarazione rilasciata da Jobs egli dice di essere più che favorevole, anzi, auspica l’abbandono da parte delle major della musica di tutto quel sistema che viene normalmente identificato con la sigla DRM (in italiano Gestione Digitale dei diritti d’autore). Si può leggere questa dichiarazione >>in lingua inglese<< oppure tradotta >>in italiano<<. Riprendo pari-pari il testo da Melablog.it e lo riporto qui per completezza: […]

  • 0 punti
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    […] Macrovision è l’azienda produttrice dei sistemi di protezione dei contenuti digitali più diffusi (e più inefficaci) al mondo: quelli dei DVD video.Fred Amoroso, CEO e presidente di Macrovision, ha voluto, in una pagina del sito dell’azienda, rispondere alla lettera aperta di Steve Jobs “Thoughs on Music”. […]

  • […] Questo problema di comunicazione si è reso palese principalmente in due occasioni: la questione del DRM e le polemiche con GreenPeace.Steve Jobs, non sappiamo se autonomamente o imboccato dai suoi collaboratori, ha capito la necessità di spiegare in maniera più approfondita e diretta le ragioni delle scelte e le prospettive dell’azienda e ha messo in pratica tutto ciò nella maniera più semplice possibile: parlando apertamente con i propri clienti. […]

  • […] Chissà se questo basterà a convincere le altre major, ancora indecise se accettare la sfida proposta qualche mese fa da Steve Jobs. […]

  • 0 punti
    Up Down

    […] Dopo quella sulla musica e quella sull’ambiente, assistiamo ancora una volta ad una lettera aperta dell’iCEO che ha inaugurato un nuovo metodo di fare comunicazione aziendale, maledettamente efficace. Per quel che riguarda, invece, le valutazioni sul buono di 100$, rimane valida l’analisi che abbiamo fatto ieri. […]

  • […] Eviterò di fare paragoni informatici, che risulterebbero frutto del mio personale punto di vista, ma dove credete che Apple si posizioni? L’altro ieri sono stati decurtati dal prezzo di vendita dell’iPhone ben 200$, ed oggi leggo di un’ennesima lettere aperta del CEO di Apple ai propri utenti Therefore, we have decided to offer every iPhone customer who purchased an iPhone from either Apple or AT&T, and who is not receiving a rebate or any other consideration, a $100 store credit towards the purchase of any product at an Apple Retail Store or the Apple Online Store. Details are still being worked out and will be posted on Apple’s website next week. Stay tuned. We want to do the right thing for our valued iPhone customers. We apologize for disappointing some of you, and we are doing our best to live up to your high expectations of Apple. Steve Jobs Apple CEO [From Apple - To all iPhone customers] […]

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