
Ricordate iTether, l’utility per condividere la connessione tra dispositivi iOS e computer via USB? Quella apparsa su App Store con la benedizione dei censori di Cupertino? Ecco, ora dimenticatela pure perché Apple -a distanza di poche ore dalla sua pubblicazione- l’ha rimossa senza pietà.
E’ stata una tegola caduta inaspettatamente. Gli sviluppatori dietro a 3235106 Nova Scotia Ltd. erano sereni perché convinti di aver abbondantemente spiegato ad Apple gli scopi della loro app e di averne superato il vaglio; anzi, per fronteggiare l’enorme afflusso di clienti registrato nelle prime manciate di minuti d’esistenza sullo store, era pure stata frettolosamente acquistata nuova capacità server:
Il nostro team sta combattendo per sostenere il traffico… Abbiamo appena aggiunto 20 web server per gestire il carico.
Poi la doccia fredda, nonostante avessero lavorato gomito a gomito con Cupertino. Un amaro comunicato stampa è seguito subito dopo:
Attorno alle 12 pm EST, Apple ci ha chiamato per farci sapere che avrebbero ritirato iTether dall’App Store. Hanno affermato che iTether metteva sotto stress il network dei gestori. […] Siamo stati estremamente chiari sulle funzionalità primarie, tant’è che ci hanno fatto molte domande e richiesto perfino un video dimostrativo. Poi hanno approvato l’applicazione.
Continua a leggere: Contrordine (e 2): anche iTether via da App Store

Dopo vari mesi di frustrazione nella ricerca di un jailbreak untethered per iOS 5, il Chronic Dev team e posixninja si sono dichiarati stufi di essere superati da Apple in questa corsa per l’exploit. Alla Jailbreak Convention di settembre a Londra, posixninja aveva dichiarato trionfalmente di essere vicino ad eseguire il jailbreak di iOS 5. Purtroppo per il Chronic Dev team, le versione finale di iOS 5 rilasciata da Apple non presentava più le debolezze sfruttate nella beta usata degli hacker. Cosa era successo?
Semplice: Apple dispone di un sistema d’informazione infallibile. Ogni volta che un dispositivo iOS si spegne a causa di un errore, invia un Crash Report ad Apple per permettere agli sviluppatori della Mela di identificare e correggere errori. Durante lo sviluppo di un’applicazione di jailbreak, avvengono numerosi crash del sistema per via delle sperimentazioni fatte su iOS per sfruttarne una debolezza. Anche se ogni hacker attento disattiva l’invio automatico di messaggi ad Apple, è molto probabile che un dispositivo iOS hackerato venga connesso a iTunes, fosse solo per caricare la batteria, e che i dati che riguardano i bug del sistema che hanno causato il crash vengano inviati comunque ad Apple.
Questo è uno dei motivi per i quali gli hacker non permettono beta test dei programmi di jailbreak, ma si tratta anche una delle fonti d’informazione che permette ad Apple di correggere le falle di sicurezza di iOS prima che esse vengano usate per rilasciare un jailbreak al grande pubblico.
Continua a leggere: Crash report? Mandateli al Chronic Dev team!

Sapevamo già dell’eventualità che iMessage potesse venire incastonato in qualche maniera in iChat, ma forse è possibile anche il procedimento inverso, ovvero che iChat possa approdare su iOS. Lo scenario è aperto da una interessante scoperta fatta dallo sviluppatore John Heaton.
Frugando nel codice di iOS, l’uomo avrebbe infatti scovato riferimenti ad un servizio simile ad iChat, solo più completo; ci sono FaceTime, iMessage, ma anche Jabber e AIM, tutti apparentemente riuniti sotto il medesimo tetto. Una soluzione che appare quanto mai necessaria, vista la frammentazione dei sistemi di messaggistica del mondo mobile con la mela, sopratutto quando si cerca un trait d’union tra il mondo dei telefoni e quello dei computer.
L’idea -piuttosto entusiasmante, in verità- è che Apple possa decidere di integrare all’interno dell’app “Messaggi” i tradizionali SMS ed MMS, le comunicazioni iMessage e le chat di AIM e Jabber, piuttosto che creare confusione con un’ulteriore app dedicata allo scopo. Ma è un rumor da prendere con le dovute cautele; qualcuno ha infatti mostrato le stringhe di codice ad altri sviluppatori, e il responso che ne ha ricavato è stato assai meno visionario:
Abbiamo mostrato questa [scoperta] ad altri sviluppatori. La loro supposizione è che si tratti di codice copiato dalla versione Desktop di OS X, e che non possa essere indicativa di nuove funzionalità. Questo framework copre chat testuale e conferenza video. Le app FaceTime, iChat, iMessage sono tutte basate su tale framework, senza contare che talvolta riferimenti al codice passano da un’app all’altra. L’immagine qui sopra mostra semplicemente una lista di software Apple costruito in cima a questo framework.
Come dire, niente di sicuro: forse si tratta solo di un abbaglio. La speranza, tuttavia, è che Apple stia seriamente pensando ad una razionalizzazione dei suoi servizi tra le varie piattaforme. iMessage che funzionano solo da dispositivi iOS 5, icone di FaceTime su Mac, iPad ed iPod touch ma non su iPhone, e compatibilità con iChat ma solo con app di terze parti etc.: è decisamente ora che qualcuno faccia un po’ di ordine.

Nathan Barry è un giovane UX designer dell’Idaho (nord-ovest degli USA) che recentemente ha condiviso la propria esperienza lavorativa, partita come molti altri come progetto parallelo al lavoro “vero” senza possedere alcun background riguardo la programmazione per sviluppare applicazioni per OSX e iOS.
Barry ha sfruttato la sua capacità di creare interfacce chiare e funzionali per ideare un’applicazione per iPad e iPhone in grado di dare una voce a chi non è in grado di parlare. Un’idea nata per superare i limiti di un “marchingegno” medico utilizzato da persone affette da autismo, costrette a dover spendere più di settemila dollari per uno strumento inutilizzabile anche da parte degli addetti ai lavori. Un costo spropositato rispetto a un iPad con l’applicazione OneVoice, dal costo di 199$.
Una partenza in sordina, data la nicchia di utenti a cui era mirata, che ha visto un progressivo aumento delle vendite grazie a una promozione mirata off-appstore a professionisti come esperti in patologie del linguaggio, subito entusiasti dello strumento e pronti a rilasciare recensioni positive a cinque stelle.
Continua a leggere: L'app che dona la voce: la breve storia della startup OneVoice

Ricordate il noto corso di programmazione iPhone creato dalla Stanford University e visto già 10 milioni di volte? L’ultima versione, aggiornatissima, è ora disponibile gratuitamente per chiunque su iTunes U.
L’ultima incarnazione del corso pubblicato dalla prestigiosa Università, comprensiva di tutte le lezioni in aula e le dispense, si focalizza su iCloud, le notifiche e la sincronizzazione wireless; si tratta di un corso avanzato, tuttavia, che dà per scontato un certo numero di conoscenze basilari su Objective-C:
I discenti online ascoltano le medesime lezioni degli studenti in aula, ma non ottengono crediti Stanford né accesso agli istruttori. Il docente Paul Hegarty attribuisce la popolarità del corso all’appeal dei prodotti Apple e alla gratificazione istantanea nel creare app per dispositivi mobili. “C’è qualcosa nello sviluppo per piattaforma iOS che risulta estremamente eccitante e divertente perché funziona su dispositivi che tutti possiedono in tasca o in borsa,” ha affermato. “Non ci sono molti corsi cui puoi iscriverti che ti consentano, alla loro fine, di sfilare dalla tasca il tuo progetto finale e di mostrarlo agli amici.”
E se il corso -che trovate a questo indirizzo- risultasse eccessivamente avanzato per la vostra preparazione, niente paura; qui trovate anche Programming Methodology e Programming Abstractions, in formato SD e HD. Buon apprendimento.

Nelle scorse ore, e curiosamente durante il weekend, Apple ha distribuito agli sviluppatori la terza beta di iTunes 10.5.1; una fretta che si giustifica con la volontà di lanciare al più presto il servizio di iTunes Match promesso per lo scorso ottobre e mai arrivato a destinazione. A riguardo, manco a dirlo, vige il massimo riserbo ed è ancora mistero sulle tempistiche.
Questa versione include un numero importante di bug-fix, in grado di migliorare le prestazioni e la stabilità generale dell’app. Apple inoltre avvisa che potrebbe nuovamente ripristinare tutte le informazioni di iTunes Match durante i test, motivo per cui è consigliabile effettuare un backup:
iTunes 10.5.1 beta 3 include un numero di importanti miglioramenti alla stabilità e alle prestazioni di iTunes Match, ed è richiesto per tutti gli iscritti alla beta di iTunes Match. Effettuate un backup regolare e non cancellate la musica aggiunta dal computer su iCloud. Apple può periodicamente cancellare tutte le librerie iCloud durante il periodo di beta. Ciò renderà necessario effettuare una nuova scansione e l’upload di tutte le canzoni.
Il nuovo servizio da 25$ l’anno di Apple ribattezzato iTunes Match consentirà di sostituire automaticamente tutte le canzoni nella propria libreria musicale con gli equivalenti a 256 Kbps dell’Apple Store, laddove disponibili, come una sorta di “condono” che regolarizza tutti i brani degli utenti a prescindere dalla provenienza. In origine, il lancio era atteso per il mese scorso ma grossi problemi di stabilità e funzionalità devono essersi frapposti a questo obiettivo; la buona notizia è che, a quanto si legge, oramai dovremmo esserci. Solo un po’ di pazienza.
Abbiamo visto Siri sbarcare grazie a un hack su iPhone 4 e iPod Touch, e poi come se non bastasse anche su iPad: all’appello mancava finora sicuramente iPhone 3GS, diventato ormai uno dei più anziani della famiglia di smartphone Apple ma comunque ancora posseduto da una discreta fetta di mercato.
Se siete tra i possessori di iPhone 3GS che per l’appunto si sentivano esclusi e ignorati dagli smanettoni di tutto il mondo, il video qui sopra potrà sicuramente migliorare il vostro umore: si tratta di una demo di Siri funzionante su 3GS (compresa la comunicazione coi server Apple), realizzata proprio dai soliti noti (Steven Troughton-Smith incluso) che ci hanno dato dimostrazione dell’assistente personale sugli altri dispositivi targati Apple nei giorni scorsi.
Quella di Siri su modelli diversi da iPhone 4S grazie a un hack non è comunque più una notizia così sorprendente, da quando proprio pochi giorni fa è circolata la voce secondo la quale Apple starebbe testando internamente Siri su altri dispositivi della propria famiglia di prodotti: resta da vedere ovviamente se tutto ciò corrisponde alla verità, farebbe comunque piacere vedere che l’azienda di Cupertino si è mossa in tale direzione dopo le proteste (e i video degli hack) in giro per la rete.
Via | Engadget.com
Cari vecchi smanettoni: come faremmo senza di loro? Conrad Kramer, conosciuto sul web come Conradev, ha scoperto una modalità panorama all’interno dell’applicazione Fotocamera in iOS 5, ovviamente nascosta a noi comuni mortali. Come in molte macchine fotografiche moderne, tale funzionalità permetterebbe di scattare foto panoramiche muovendo il proprio dispositivo verso il lato, in modo da “catturare” il paesaggio che si vuole fotografare.
La modalità panorama sembrerebbe essere attualmente in fase di sviluppo da parte di Apple: Conradev sarebbe riuscito ad attivarla settando il flag EnableFirebreak al valore yes, all’interno del sistema operativo. Ovviamente tale operazione non è effettuabile da tutti quanti noi, ma il fatto che sia già presente dentro l’applicazione può di sicuro suggerirci che prima o poi la vedremo arrivare anche in via ufficiale sul nostro iPhone, magari con uno dei prossimi aggiornamenti.
Grant Paul, sul web Chpwn, ha anche aggiunto alcuni screenshot come quello che vedete qui accanto, anticipando anche l’invio a Cydia di una versione dell’applicazione in grado di rendere disponibile da subito l’opzione panorama, ovviamente scaricabile solo dai dispositivi con jailbreak.
Via | Appleinsider.com
Il blog 9to5apple ha svelato notizie riguardo allo sviluppo preliminare di AirPlay Mirroring e iMessage per Mac OS X. Le previsioni parlano di un’integrazione in Mac OS Lion, anche se non è chiaro quando o se AirPlay Mirroring e il porting dell’app iMessage vedranno la luce su Mac.
AirPlay Mirroring per Mac permetterà di rispecchiare esattamente quando è presente sul display del Mac in un’Apple TV collegata a un proiettore, alla televisione o a un monitor esterno. Sviluppi in questa direzione vedono anche l’integrazione dello streaming video AirPlay nell’applicazione QuickTime X. L’AirPlay Mirroring costituirebbe una spinta alle vendite di Apple TV, ma sarebbe anche una grande funzionalità da sfruttare in incontri o lezioni in videoconferenza.
Il porting di iMessage su Mac (di cui mostriamo un concept video sopra) permetterà di collegare i computer con iMessage per iOS, un client di chat gratuito per gli iPad, iPhone e iPod touch che montano iOS 5. Qualche mese fa di era parlato di un’integrazione di iMessage nella iChat di Lion: alcune tracce erano state identificate nel framework di iChat in OS X. Però la fonte citata da 9to5mac rivela che non è ancora chiaro come iMessage verrà integrato in Mac OS X e probabilmente le due linee di sviluppo (come app indipendente e come un plugin di iChat) sono portate avanti all’ora attuale.

Dai dati raccolti da Google, un certo numero di computer che montano Mac OS 10.8 sono apparsi nella zona di Cupertino e dintorni. Si tratta sicuramente degli sviluppatori di Apple che hanno iniziato a testare il nuovo sistema operativo e questo già a partire dal mese di agosto 2011.
Apple non ha ancora annunciato i suoi piani per Mac OS 10.8 e finora non ci sono indizi su quando potrebbe venire rilasciata la nuova versione di Mac OS X. Storicamente, le versioni maggiori del sistema operativo di Apple sono state rilasciate ogni due anni: 10.3 nel 2003, 10.4 nel 2005, 10.5 nel 2007, 10.6 nel 2009 e 10.7 in 2011. Se i tempi di sviluppo rimangono uguali, ci si aspetterebbe una presentazione di Mac OS 10.8 a un certo momento del 2012 e un lancio pubblico nel 2013.
Un altro enigma è il nome di Mac OS X 10.8. Apple sta chiamando tutte le versioni principali di Mac OS X con nomi di felini, come Leopard, Tiger e Lion. In passato Apple registrò “Lynx” (Lince) e “Cougar” (Puma), ma sembra che questi marchi registrati siano stati da allora abbandonati. Sarà Lion la fine di un’epoca o qualche altro felino salterà nei nostri computer?
Nel giugno scorso, Mac OS Lion è stato lanciato con numerose novità sulla versione precedente. Mac OS X Lion promette di semplificare la vita all’utente ripensando da zero tutte le modalità di interazione con il computer. Gesture Multi Touch, app a tutto schermo, Mission Control, Launchpad, Mac App Store, Riprendi, Salvataggio Automatico, Versioni ed AirDrop sono solo parte delle novità introdotte in Mac OS Lion.
[Via Appleinsider | Foto 9to5mac]