
[image courtesy of | Engadget]
Steve Jobs ha cominciato immediatamente il suo keynote da San Francisco snocciolando, come al solito, delle statistiche di vendita e di uso dei suoi prodotti molto accattivanti.
Il primo pensiero è per il nuovo traguardo appena raggiunto da iPod: i 250.000.000 di unità vendute. Un attimo dopo, lo sguardo luccica forse ancora di più, la cifra è quella degli Apple Store nel mondo: 284. Dati fino a qualche anno fa impensabili. Come, del resto, i 50 milioni di visitatori registrati presso i negozi solo nell’ultimo trimestre.
Si prosegue con l’orgoglio, ed è il turno dell’App Store: più di 140.000 applicazioni, per 3 miliardi di scaricamenti da parte degli utenti iPhone e iPod Touch. L’ultima cifra in diapositiva è quella che lo commuove di più (chissà perché): è quella dei 15,6 miliardi di dollari come incasso per il primo trimestre 2010.

Reuters ha annunciato la vittoria legale di Apple circa la class-action sul volume eccessivo dei suoi iPod. Già nel 2008 l’azienda di Cupertino ottenne una vittoria parziale che ora è stata ufficializzata anche dalla Corte d’Appello Federale di San Francisco.
Due cittadini statunitensi avevano querelato Apple poiché gli iPod sono in grado di riprodurre musica fino a 115dB senza che l’utente abbia la possibilità di capire quando un determinato livello di volume diventi dannoso.
La corte d’appello ha rifiutato l’accusa poiché non ha ravvisato in essa alcuna denuncia dimostrata di danno a persone. I querelanti non hanno denunciato nessun caso di persona danneggiata da iPod, formulando l’accusa per la salvaguardia di clienti terzi eventuali e non clienti effettivamente lesi.
Per queste ragioni Apple ha vinto in appello la causa; in caso di vittoria, i querelanti avrebbero imposto all’azienda un risarcimento monetario per danni ed il miglioramento in termini di sicurezza.
[Via Reuters.com]

Dopo il brevetto sul tracciamento del viso, Apple ne propone altri tre che potrebbero portare interessanti caratteriste tra le mani dei futuri, e perchè no, attuali possessori di iPod ed iPhone.
Il primo riguarda l’utilizzo di un dispositivo portatile per controllare da remoto una “postazione controllata” (ad esempio un personal computer, si legge nell’abstract). In realtà non si tratta di una vera e propria novità, visto che esistono già diverse applicazioni che rendono possibile quanto descritto in questo brevetto. Questa caratteristica potrebbe però essere supportata direttamente dall’azienda di Cupertino.
Il secondo riguarda la possibilità di memorizzare metadati sui contenuti multimediali eseguiti, in modo da registrare le abitudini degli utenti. In questo modo sarebbe possibile ad esempio evidenziare graficamente le canzoni preferite, o evitare di mostrare quelle che vengono saltate dopo pochi secondi di esecuzione, o ancora, far partire il playback da un determinato punto, se l’utente ha più volte saltato l’inizio del brano.
Infine, Apple propone un metodo per prolungare la durata della batteria quando in un dispositivo portatile sia possibile riprodurre video. Verrebbe quindi determinato, in base alle impostazioni di video output e decodifica necessarie al playback, se la carica della batteria è in grado di riprodurre il filmato selezionato. In caso contrario verrebbe proposto un pop-up tramite il quale sarebbe possibile scegliere se cambiare le impostazioni video, cominciare comunque la riproduzione o infine, annullare il playback.

Apple ha fatto piazza pulita di molti dei riconoscimenti più prestigiosi conferiti da Adweek a “Best of the 2000s“. Adweek è fra le pubblicazioni più prestigiose a livello mondiale specializzate nell’industria della pubblicità.
Fra i premi ricevuti da Apple, non manca il più importante della manifestazione: Brand del decennio. Steve Jobs, di pari passo, è stato eletto “marketer del decennio”. Apple, secondo le motivazioni espresse dalla giuria, “è la personificazione di una persona che vive e respira con essa”.
iPod è il prodotto del decennio, con più di 220 milioni di unità vendute. Gli spot della serie “Get a Mac” hanno vinto nella categoria “Campagna del decennio”, mentre lo spot per Nike Plus ha vinto in “Campagna digitale del decennio”.

Pubblicato dall’ufficio brevetti statunitense soltanto ieri, un interessante documento depositato da Apple descrive un Dock universale in grado di adattarsi istantaneamente al dispositivo cui viene collegato grazie a componenti a memoria di forma. Forse in futuro potremo dire addio a mascherine e adattatori, e lo stesso Dock sarà adattabile sia all’iPhone che all’iPod nano.
Oltre a integrare il sensore a infrarossi per l’input dall’Apple Remote, il Dock possiede un pulsante di “Reset”, in grado di decomprimere la base elastica e riportarla allo stato originale o di accettare nuove forme. In questo modo, è possibile riadattarla ad un altro dispositivo, pur se con form factor drasticamente differente. E il bello del brevetto è che, una volta scelta la forma voluta, questa resta impressa fino ad una nuova pressione del Reset.
Infine, secondo le descrizioni allegate, nel Dock potrebbe essere prevista circuiteria addizionale in grado di riconoscere automaticamente il dispositivo in prossimità ed adattare lo strato superiore secondo schemi preimpostati, così da rendere l’operazione totalmente automatica e trasparente all’utente.
No, non siete ubriachi, né avete allucinazioni: l’iPod gigante (di quarta generazione, per l’esattezza) che vedete nel filmato qui sopra esiste sul serio. Si trova al museo Art Basel Miami Beach, un’importante fiera d’arte moderna e contemporanea che in inverno si sposta dai rigori della Svizzera al tepore di Miami.
Sparsa tra i suoi stand e le oltre 250 gallerie internazionali, capeggia questa curiosa opera d’arte dal costo non proprio accessibile, ben 35.000 dollari. Chi capita da quelle parti, comunque, può acquistarla o visionarla ancora per un paio di giorni: l’Art Basel Miami Beach ha luogo infatti dal 3 al 6 dicembre.
[Via Gizmodo]

Nei giorni scorsi un articolo su Joystiq riportava del rilascio di Song Summoner: The Unsung Heroes - Encore, un ricco e costoso gioco disponibile su App Store sia nella versione a pagamento che lite. Un particolare, passato praticamente inosservato fin’ora, rivela che Apple avrebbe abbandonato completamente il formato dei giochi basati su ghiera cliccabile.
Il gioco in questione, infatti, integra al suo interno l’originale Song Summoner per iPod e Song Summoner 2 che, a causa del cambio di politica a Cupertino, non ha mai visto le luci della ribalta dell’App Store:
Lungi dall’essere un semplice porting del gioco originale con in più il supporto al multi-touch, la versione di Song Summoner per iPhone contiene sia Song Summoner che Song Summoner 2, mai rilasciato a causa della fine del supporto ai giochi basati su deciso da Apple.
Introdotti nel lontano 2006 con il rilascio di iTunes 7, i giochi basati su ghiera cliccabile hanno rappresentato un tiepido successo, con una cinquantina di titoli tutt’ora a catalogo. A partire da Cake Mania 3 però, rilasciato lo scorso febbraio, Apple ha smesso semplicemente di pubblicarne ancora.
Se questa novità sottintenda all’estinzione degli iPod tradizionali, o implichi soltanto una focalizzazione di Apple sulla più sofisticata tecnologia multi-touch, lo scopriremo nei prossimi mesi. Per ora, a riguardo, da Cupertino non è giunta nessuna comunicazione ufficiale.

E’ di alcuni giorni fa il caso di iPodRip, l’applicazione che conteneva la parola “iPod” nel proprio nome e per questo è stato suggerito da Jobs in persona di modificarlo per evitare beghe legali. Ma Apple sembra volere di più e ha presentato la richiesta per poter registrare “Pod” come proprio trademark.
“Pod” è una parola inglese che significa legume, baccello e nessuno ne possiede il trademark, nemmeno Apple. Quest’ultima, ha da sempre fatto leva sul fatto che la parola “pod” fosse spesso associata al lettore mp3 di Apple iPod nell’immaginario comune, ma senza possedere di fatto il trademark sulla parola “pod”.
In passato, sono stati diversi i casi in cui l’ufficio legale di Apple ha fatto sentire la propria voce e ha richiesto la modifica dei nomi di applicazioni/servizi che contenevano la stringa p-o-d come ad esempio TightPod, divenuto Tightjacket, e PodShow, divenuto Mevio.
Continua a leggere: Dopo "iPod", Apple cerca di ottenere il trademark per la parola "Pod"

Non deve essere stata una giornata serena quella in cui John Devor, CEO di The Little App Factory, si è visto recapitare una lettera dai legali di Apple. La missiva intimava in sostanza di cambiare nome all’applicazione più conosciuta della “piccola” software house: iPodRip, distribuita in milioni di copie a partire dal 2003.
Il problema era chiaramente la presenza di un marchio registrato da Apple all’interno del nome di un’applicazione commerciale. iPodRip è un software di backup del contenuto musicale di iPod e iPhone. Devor, con coraggio e umiltà, ha scritto allora una mail diretta a Steve Jobs, spiegandogli come le sorti della sua applicazione, costatagli molta fatica e anche la decisione di lasciare gli studi per dedicarcisi full-time, dipendessero almeno in parte da quel nome, così chiaramente legato alla sua funzione dalle due parole di cui è composto. La risposta di Jobs (e già è stata una fortuna che ce ne sia stata una e diretta) non ha lasciato dubbi sul da farsi:
“Cambia il nome dell’applicazione. Non è poi così importante”
Le misure da parte di Devor sono state immediate: l’applicazione ha prontamente cambiato nome in iRip e il dominio dedicato ad essa (ipodrip.com) rimanda correttamente alla nuova pagina del sito di The Little App Factory con la descrizione di iRip. Per sfortuna di Devor, il dominio irip.com risulta già registrato e sarà necessario, nel caso, acquistarlo.

Con alcuni recenti brevetti, Apple ricerca la possibilità di integrare fantascientifici sensori fisiologici all’interno dei propri auricolari, così da poter monitorare compiutamente l’attività fisica dell’utente direttamente dai canali uditivi ed infine inviare tali dati ad un iPod, iPhone o iPod touch.
A differenza del Nike+ Sport Kit, la tecnologia mostrata nei brevetti è incredibilmente sofisticata e propone tecniche di monitoraggio molto suggestive: una fra tutte, la possibilità di controllare in tempo reale i livelli di ossigeno del sangue nei lobi grazie a particolari sensori posti negli auricolari. Mentre, attraverso gli infrarossi, vengono tenuti sotto controllo anche battito cardiaco, pressione e temperatura corporea:
Attraverso la radiazione di infrarossi nell’orecchio dell’utente, i sensori possono determinare le piccole variazioni di temperatura dovute ai battiti del cuore. Il battito cardiaco può essere calcolato basandosi sul tempo che passa tra un battito e l’altro, e la temperatura dell’utente può essere invece impostata come “Componente DC” (valore mediano) della distribuzione della temperatura percepita. Infine, si potrebbe usare altri sensori per tracciare gli stessi parametri fisiologici o anche altri.
In un altro esempio, i progettisti hanno ipotizzato l’uso di una speciale benda dotata di sensori più precisi e in grado di inviare dati all’iPod, il tutto ovviamente senza fili. Ciò permetterebbe, in un futuro non remoto, di controllare le anomalie causate dal movimento dell’utente ed epurarle dai dati inviati all’iPod, contribuendo di conseguenza ad un monitoraggio più efficiente. Il brevetto è stato accettato il 23 luglio 2009.

Questa è una settimana molto importante per il principale wannabe competitor dei dispositivi mobili Apple (soprattutto iPod, per iPhone ci stanno provando anche un po’ in troppi perché Redmond possa avere qualche seria speranza): Microsoft Zune.
Per la prima volta i contenuti a marchio Zune, tramite la piattaforma Xbox 360, saranno disponibili anche in nuovi 18 mercati, oltre a quello statunitense. Questo, senza coinvolgere ancora, all’estero, l’hardware Zune. Si tratta perlopiù di film ad alta definizione acquistabili in streaming.
Un po’ poco, effettivamente, per destare qualche preoccupazione che non siano solletichii dalle parti di Cupertino. Resta il fatto che una strategia del genere è coraggiosa e potrebbe valere come un monito per una Apple Tv un po’ troppo immobile e fine a se stessa, come progetto.

Il sondaggio sull’iPod di prima generazione ideato da iLounge mi aveva subito colpito, molto probabilmente perché anche io possiedo ancora un iPod 1G non solo funzionante, ma anche molto apprezzato (sebbene dopo almeno un paio di operazioni a cuore aperto per sostituzioni artigianali della batteria).
Il sondaggio si rivolgeva a chiunque avesse posseduto un iPod 1G, e chiedeva sostanzialmente che fine avesse fatto nel frattempo. Non è stata una sorpresa scoprire che, su 3100 votanti, il 50% possiede e usa ancora un pezzo di storia del design industriale ancora funzionante. Il 12% ne possiede ancora uno, sebbene non funzionante.
L’11% ha dichiarato di aver venduto quel primissimo modello per fare spazio a uno nuovo, mentre solo un 4% di sfortunatissimi ha dovuto fare a meno del suo iPod per via di furto o smarrimento. Non c’è che dire, davvero un buon risultato. E i lettori di MelaBlog che comprarono un iPod nel 2001, lo usano ancora, oggi?

Ci abbiamo messo un bel po’ di fantasia, a stilare questa fantaclassifica insieme ai ragazzi del blog di Cinema.it. Si tratta della classifica dei dieci casi di “product placement” che avremmo voluto vedere di più sul grande schermo, ma che le produzioni ci hanno sempre negato.
Quello che sembra averci colpito di più è stata l’assenza di iPod alle orecchie di Achille in Troy, soprattutto nei momenti di relax fra una battaglia e l’altra. Ma avremmo gradito anche molto che i Goonies potessero essere aiutati nella loro difficilissima ricerca del tesoro del pirata Willy l’Orbo dalla bussola digitale di un iPhone 3GS. Ci siamo chiesti anche se Quarto Potere sarebbe stato comunque ricordato come uno dei capolavori di Welles se al posto del vecchio slittino al centro della storia ci fosse stato un PowerBook d’annata.
Cinema.it è un ricchissimo archivio di informazioni immagini sui vostri film preferiti e, perché no, anche su quelli che devono ancora diventarlo. Cominciate a esplorarlo dai link contenuti nella classifica e buona navigazione.

Guardate la foto qui sopra: quello che vedete è un ipertrofico speaker per iPod dal costo e dalle dimensioni spropositate; si chiama Wall of Sound , cioè “muro del suono”, ed in effetti occupa da solo una parete. In pre-ordine a questo indirizzo Web.
Prodotto dalla Brothers of Stockholm, Wall of Sound non è soltanto uno speaker per iPod, è un monumento agli speaker per iPod. Sul sito dedicato, si legge:
Sembra spaventoso ed E’ spaventoso. E’ lo speaker per iPod più potente sul mercato! Forse persino lo speaker più potente di tutti i tempi. Con 28 elementi, risposta in frequenza di 40Hz - 20.000 kHz e 102 kg di peso, il Wall of Sound è il dispositivo perfetto per quelli che la musica vogliono ascoltarla ad alto volume.
Assemblato a mano, il primo lotto di Wall of Sound è andato a ruba, ma una seconda generazione è in arrivo a brevissimo. Magari è solo un po’ caro: costo del gingillone, appena $4.495.
[Via Cult of Mac]

Dopo aver visto la metamorfosi degli iPod shuffle nel corso del tempo, era evidente che a Cupertino hanno due strade davanti: creare un improbabile iPod invisa oppure integrare in qualche modo l’iPod direttamente nelle cuffie. Scartata la prima, ecco il brevetto che illustra la seconda possibilità.
In buona sostanza, Apple starebbe valutando l’ipotesi di integrare una memoria direttamente nelle cuffie, rigorosamente wireless e stereo; grazie a questo accorgimento, si potrebbe usarle come lettore multimediale indipendente e al contempo abbinarlo ad un iPhone per rispondere alle chiamate. Secondo gli schizzi, le cuffie vengono corredate di controlli musicali di base e possono fornire feedback visivo o audio.
La memoria flash integrata diventerebbe una specie di cache momentanea che consentirebbe notevoli risparmi in termini di spazio sul telefono ma soprattutto di batteria, poiché rende superfluo lo streaming wireless. Ad esempio, attraverso comandi vocali, le cuffie potrebbero registrare internamente memo o persino un’intera conversazione al telefono, ed infine potrebbe sincronizzarsi col Mac tramite USB, Bluetooth, RF o persino infrarossi.
Firmato da John Tang dell’Industrial Design Group presso Apple e depositato ad aprile 2008, questo brevetto ovviamente descrive un prototipo o poco più, non certamente un prodotto finito. Tuttavia le idee che introduce sono piuttosto valide e potrebbero presto trovare applicazione pratica.
[Via Electronista]

Nell’ultima relazione annuale (il cosiddetto “10K financial statement”) inviato alla SEC da Apple si leggono interessanti dettagli sul calo delle vendite che ha colpito gli iPod, sul crescente business del software di App Store ed infine su qualcuno dei segreti di Cupertino. Salgono le spese per ricerca e sviluppo, ed aumentano vertiginosamente quelle per la pubblicità, ma i margini sono in calo. Anche per Apple.
Durante l’ultimo anno fiscale, Cupertino ha piazzato 54 milioni di iPod, cioè l’1% in meno rispetto all’anno precedente, con $8,091 miliardi di guadagni, in calo invece del 12%. Questa discrepanza è spiegabile con un lieve abbassamento dei prezzi di vendita, mitigati comunque dall’ottimo andamento dell’iPod touch, che garantisce margini migliori. Mediamente, ogni iPod ha portato nelle casse di Apple $149, in calo dell’11% rispetto ai $167 del 2008.
Tutti i servizi offerti attraverso iTunes continuano a macinare numeri da sogno. Solo il comparto dei prodotti e servizi, che include quindi i contenuti video, la musica e le applicazioni, ha portato ad Apple più di $4 miliardi, segnando cioè un +21%, ed il merito è tutto de:
L’aumentato interesse dei consumatori nei download digitali e nelle applicazioni di terze parti, nella crescita continua della base utenza di iPod ed iPhone, nell’espansione dei contenuti audio/video di terze parti disponibili in acquisto o in affitto su iTunes Store, e nella crescita dell’App Store.
Continua a leggere: Bilancio Apple: salgono ricerca, sviluppo e marketing e calano i margini
Nella giornata di ieri, Apple ha annunciato i risultati finanziari del quarto trimestre dell’anno fiscale 2009, toccando un nuovo record in termini di fatturato, profitto e vendite di prodotti.
L’azienda ha realizzato un fatturato di 9.87 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 1.67 miliardi di dollari, pari a 1.82 dollari per azione diluita. Confrontandoli con i risulati dell’anno precedente, il margine lordo è stato del 36.6%, in crescita rispetto al 34.7% registrato nello stesso trimestre 2008 in cui l’azienda di Cupertino aveva registrato un fatturato di 7.9 miliardi di dollari e un utile netto trimestrale di 1.14 miliardi di dollari, pari a 1.26 dollari per azione diluita.
Dati di vendita del trimestre di interesse:
Per quanto riguarda l’intero anno abbiamo aumentato il fatturato del 12 percento e l’utile netto del 18 percento in un periodo particolarmente difficile. Guardando avanti al primo trimestre dell’anno 2010, ci attendiamo un fatturato compreso fra gli 11.3 e gli 11.6 miliardi di dollari circa e un utile per azione diluita compreso fra 1.70 e 1.78 dollari circa.
è il commento di Peter Oppenheimer, CFO di Apple, a questi straordinari risultati.
[Foto: borman818]

Piper Jaffray svolge ogni due anni un sondaggio sulle abitudini al consumo dei teenager e, come c’era da aspettarsi, i prodotti Apple rimangono fortemente in alto in classifica per quanto riguarda i desideri dei giovanissimi.
Quello che sorprende - considerato quanto stabile sia la domanda di iPod e, di conseguenza, di iTunes, in questa fascia d’età - è quanto anche iPhone cominci ad essere fondamentale dei desideri dei consumatori anche al di sotto dei 20 anni d’età.
Sui 600 teenager intervistati da Piper Jaffray, ben 1 su 5 intende acquistare un iPhone nei prossimi 6 mesi, qualora già non ne possieda uno. La cosa è particolarmente notevole in quanto il sondaggio è stato effettuato su un campione statunitense, quasi obbligato dal carrier a costi mensili fissi piuttosto alti, per assicurarsi un melafonino senza età.
[Via | Apple Insider]

Sia secondo Morgan Stanley che Kaufman Bros, le nuove politiche commerciali intraprese da Apple riguardo i carrier per iPhone (con particolare riferimento ai carrier multipli in Europa, come anche nel Regno Unito avverrà fra poco, o al contratto non esclusivo col primo carrier cinese) favoriranno ulteriormente non solo la vendita di telefonia mobile marchiata Apple, ma anche la penetrazione dei Mac nei mercati a carrier non unico.
Morgan Stanley ha inviato agli investitori una nota in cui predice un futuro molto roseo per i titoli azionari dell’azienda di Cupertino, anche in vista di quella che a loro sembra l’imminente introduzione di nuovi iMac, probabilmente dotati di un processore quadcore o di un dual core molto potente, nonché di un aggiornamente della linea dei MacBook.
Tutto questo, considerata la scarsezza di scorte hardware nei magazzini Apple. Kaufman, dal canto suo, si sofferma anche sull’elogio dell’iPod: soprattutto del nuovo iPod Touch, visto come piattaforma di gioco redditizia e altamente concorrenziale, e sul nuovo Nano dotato di videocamera.

I rapporti tra Apple e l’Unione Europea sono probabilmente al minimo storico, e al centro del mirino due problemi, quello del volume massimo generato dai dispositivi di Cupertino e quella scomoda questione degli iPhone esplosi.
Le parole del commissario UE per la tutela dei consumatori, Meglena Kuneva, sono affilate come lame di rasoi:
Non ho bisogno dell’avallo di Apple per bloccare l’entrata dei loro prodotti nei paesi dell’Unione. Se le merci si dimostreranno pericolose, le ritireremo dal mercato.
Al momento, fa sapere la Kuneva, sono in corso approfondite indagini in diversi paesi, ma la direzione intrapresa è chiara. Se un qualunque governo, ad esempio quello francese che ha preso particolarmente a cuore la faccenda, dovesse dichiarare non sicuro l’iPhone, l’ordine di ritiro dal mercato sarebbe pressoché immediato. Dal canto suo, sebbene non siano ancora giunti comunicati ufficiali in risposta al commissario, Apple nega la responsabilità sulle esplosioni, ma sembra chiaro che l’ultima parola spetta alle autorità europee.
Continua a leggere: UE contro Apple: tra richieste e minacce di ritiro dal mercato

Apple sta gradualmente riducendo la presenza del settore musicale dal suo business: politica che sta già producendo diversi ed ampi risvolti. Sebbene l’azienda abbia recentemente aggiornato iTunes e la propria linea di iPod durante un evento nominalmente dedicato alla musica, ha anche posto un forte accento sul mondo dei videogiochi, così come su quello video (con l’inserimento della videocamera nel nuovo iPod nano). La musica era essenzialmente presente solo grazie ad iTunes, che ha beneficiato dell’aggiunta di nuove tecnologie: Genius Mix, iTunes LP ed il nuovo layout di iTunes Store.
L’App Store è attualmente il centro attorno al quale ruota il business di Apple, come dimostra l’appiattimento delle vendite di iPod dopo anni di crescita. Il problema, scrive BusinessWeek, è che le etichette discografiche sono estremamente dipendenti da Apple (molto più di quanto lo fossero mai state in passato), con il 90% della musica digitale americana venduta tramite iTunes Store e approssimativamente il 75% dei lettori musicali portatili rappresentato da iPod. In un mercato nel quale la vendita di CD sprofonda sempre più verso il baratro, senza l’aiuto di Apple le etichette discografiche potrebbero cominciare a soffrire.
Pare che un uomo dell’esecutivo di una nota etichetta discografica, non si sa quale, abbia dichiarato in privato ad alcuni giornalisti: “Abbiamo bisogno di Apple per continuare ad innovare”.
Apple dal canto suo ci tiene a far sapere che la musica è ancora molto importante per l’azienda, e per dimostrarlo fa notare che il numero di dipendenti impiegati in tale settore è sensibilmente aumentato negli ultimi due anni. I download da iTunes Store, intanto, crescono rapidamente e l’azienda sta aprendo l’App Store a servizi che competono con iTunes, come Rhapsody, che pur ridirezionando le vendite su iTunes offre anche brani acquistabili presso altri store.
[Via BusinessWeek]
Vendere e saper vendere. Un binomio inscindibile che è fondamento del commercio: anche il prodotto perfetto non può fare a meno della pubblicità e basarsi soltanto sulla propria qualità, ma ha bisogno che “il mondo là fuori” sappia della sua esistenza. Così anche i prodotti Apple non sono esclusi da queste tanto semplici, quanto fondamentali, regole di marketing.
Apple cominciò a presentare le prime pubblicità dei propri prodotti a fine degli anni ‘70 e, per tutto il decennio successivo, quest’ultime sono caratterizzate da immagini con colori forti e una ricca parte dedicata al testo che distoglie un po’ dell’attenzione dal prodotto. Verso la fine degli anni ‘90, Apple fece un grosso salto in avanti lanciando la campagna “Think Different”, caratterizzata dalla presenza di personaggi famosi, come Muhammad Ali, Ghandi, Einstein, e in cui si nota una ricerca più approfondita del soggetto, del claim e della qualità stessa delle immagini presentate.

Che Apple stesse spingendo per dare sempre più importanza ai propri Apple Store era chiaro già da un po’ vista l’apertura di più di cento nuovi retail store ogni anno. Ieri, però, a Cupertino hanno voluto sottolineare ancora una volta che il miglior posto dove acquistare prodotti con la mela morsicata è proprio un Apple Store, online o retail, poco importa. Mi sto riferendo all’introduzione dei nuovi modelli iPod in versione “Esclusiva Apple Store”.
Se la cosa non è una novità assoluta -ad esempio, è già successo con gli iPod ProductRED- mi sembra senza precedenti la distribuzione limitata agli Apple Store di un modello esclusivo di iPod com’è il nuovo iPod shuffle in acciaio lucido inossidabile. La versione speciale del piccolino della gamma iPod è sicuramente destinata a diventare un cult per gli appassionati che spenderanno volentieri i 20€ in più rispetto al modello in alluminio satinato.
Per quanto riguarda il nuovo iPod nano con videocamera, c’era da aspettarsi che l’eventuale edizione ProductRED venisse limitata ai soli Apple Store ma la trasformazione del modello giallo in un iPod nano esclusivo giunge del tutto inaspettata. Anche in questo caso sono pronto a scommettere che l’iPod nano giallo venderà un po’ di più degli altri fratelli solo grazie a quella scritta Esclusiva Apple Store che, ammettiamolo, è attraente e spinge a spostare il puntatore verso il pulsante Seleziona.

Al centro Yerba Buena di San Francisco (a proposito: solo a me questo nome sa tanto di testo dei Sud Sound System?) si è appena concluso, con un vero trionfo di uno Steve Jobs redivivo, un Apple Event con al centro la musica. “It’s Only Rock and Roll”, ne era il motto, ma c’è stato molto da dire (e da vedere) anche in altri settori.
Dal punto di vista del software, la prima notizia è stata quella che ha annunciato l’arrivo dell’iPhone OS 3.1, che introduce una funzionalità di raccomandazioni Genius estesa anche alle applicazioni per iPhone. Non mancano neanche, finalmente, le suonerie: 30.000, a pagamento (1.29 $, suppongo 1 euro da noi). Il nuovo sistema operativo per iPhone e iPod Touch è disponibile da subito, gratuitamente, per chi abbia già installato il 3.0.
La seconda notizia per il software ha riguardato iTunes, che arriva alla versione numero 9. Con essa, anche le playlist Genius, che sfruttano un database di librerie musicali che ormai ammonta a 27 milioni di unità. I “suggerimenti” che fino ad oggi venivano automaticamente dispensati per le singole canzoni, da oggi saranno disponibili anche per delle sequenze, opportunamente mixate, di canzoni. Inoltre, nel nuovo iTunes, è possibile gestire le applicazioni per iPhone, fino ad ordinarle nelle varie schermate del melafonino. Anche questa funzionalità era molto attesa, coll’aumentare vertiginoso del numero delle applicazioni.
Anche lo Store musicale si rinnova, sia nella grafica, più “ariosa”, più confortevole, che nella sostanza. Gli album sono presentati con le anteprime di ciascuna traccia nella stessa grande finestra con l’immagina della copertina che fa da sfondo. Inoltre, le consuete frecce che rimandano alla possibilità di acquistare una traccia, ora linkano anche una wish list che si può condividere immediatamente su Facebook o su Twitter. iTunes 9 è disponibile da subito.
Continua a leggere: Only Rock and Roll Event: tutte le novità Apple

Tutti pronti per l’evento musicale Apple “It’s Only Rock and Roll” che inizierà alle 19 circa, ora nostrana. Su questo spazio potrete dare libero sfogo alle vostre opinioni circa i nuovi iPod, iTunes 9 e sull’introduzione dei Beatles nel catalogo Apple. Sempre che ovviamente le novità siano queste e soltanto queste.
La diretta, come sempre, sarà pubblicata in tempo reale su live.melablog.it. Buona visione!