L’attesa è ormai definita: Android 17, il nuovo aggiornamento del sistema operativo di Google, è previsto per giugno 2026.
Un passaggio che, come ogni anno, non riguarda solo le nuove funzioni, ma soprattutto una domanda molto concreta: il tuo smartphone sarà aggiornato oppure no?
Negli ultimi mesi qualcosa è cambiato. Dal 2025, infatti, i produttori sono tenuti a garantire aggiornamenti per almeno cinque anni. Una regola che ha reso più prevedibile il ciclo di vita dei dispositivi, ma che non elimina del tutto le differenze tra marchi e modelli. Il risultato è una situazione a metà: molti telefoni continueranno a ricevere aggiornamenti, altri invece usciranno definitivamente dal ciclo.
Come sempre, i dispositivi Google Pixel saranno i primi a ricevere Android 17. Il motivo è semplice: non devono adattare il software, perché è sviluppato direttamente da Google. Tutti i modelli compatibili con Android 16 continueranno a essere supportati, dai più recenti Pixel 10 fino alla serie Pixel 6, ancora sorprendentemente presente nella lista.
Subito dietro c’è Samsung, che negli ultimi anni ha cambiato passo. I modelli di fascia alta arrivano fino a sette generazioni di aggiornamenti Android, mentre molte serie A si fermano comunque a sei. Questo significa che dispositivi relativamente recenti come Galaxy S23 o S24 continueranno a essere aggiornati senza problemi.
Non tutti però restano dentro: modelli come Galaxy S22 o alcuni pieghevoli di generazione precedente escono ufficialmente dal ciclo. Una scelta che segna il passaggio tra vecchie e nuove politiche di supporto.
Xiaomi, Honor e OnePlus: aggiornamenti sì, ma con meno certezze
Sul fronte Xiaomi la situazione è più sfumata. Il produttore non è sempre trasparente sulle tempistiche, ma la lista dei dispositivi aggiornabili resta ampia: dalle nuove serie Xiaomi 17 fino ai modelli Redmi Note e Poco più recenti. Anche qui però alcuni modelli popolari, come Xiaomi 13 Lite, restano esclusi.
Honor segue una strategia simile a Samsung per i top di gamma, con aggiornamenti fino a sette anni, ma limita questo trattamento ai modelli premium. Le serie Magic più recenti saranno aggiornate, mentre dispositivi di pochi anni fa risultano già fuori.
Più lineare l’approccio di OnePlus, che mantiene promesse abbastanza chiare: i modelli dalla serie OnePlus 11 in poi continueranno a ricevere Android 17, mentre le generazioni precedenti vengono gradualmente abbandonate.
Per Oppo, il discorso resta legato soprattutto all’età del dispositivo. I modelli più recenti delle serie Find e Reno sono inclusi, ma molti smartphone lanciati fino a due anni fa non riceveranno il nuovo aggiornamento.
Il caso più discusso resta quello di Motorola. Nonostante le regole europee, l’azienda ha interpretato in modo più flessibile l’obbligo, limitando in alcuni casi il numero di aggiornamenti Android. Di conseguenza, diversi modelli vengono esclusi prima rispetto alla concorrenza.
Tra gli altri produttori, Sony si distingue per chiarezza: pochi modelli supportati, ma informazioni precise. Nothing e il brand CMF garantiscono almeno tre aggiornamenti principali, mentre Realme e Asus mantengono una linea meno prevedibile, con aggiornamenti concentrati sui modelli più recenti.

E se il tuo smartphone non riceve Android 17?(www.melablog.it)
Non ricevere Android 17 non significa automaticamente che il telefono diventi inutilizzabile. Molti dispositivi continuano a ricevere aggiornamenti di sicurezza anche dopo la fine del supporto principale, mantenendo un livello minimo di protezione.
Il vero problema emerge nel tempo: meno aggiornamenti significano maggiore esposizione a vulnerabilità e, soprattutto, un progressivo rallentamento nell’accesso alle nuove funzioni e alle app più recenti.
Per questo motivo, più che una semplice lista, Android 17 segna una linea chiara tra dispositivi ancora al passo e quelli che iniziano a restare indietro. Una differenza che, nella vita quotidiana, si traduce in prestazioni, sicurezza e possibilità d’uso sempre più diverse.